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PROGRAMMA DEFINITIVO 59° RADUNO DI POLA

59° Raduno degli Esuli da Pola: Pola, 13-16 giugno 2015

Si svolgerà dal 13 al 16 giugno, con base all’Hotel Brioni di Pola, il 59° Raduno nazionale degli Esuli da Pola.

Ultimo aggiornamento ( domenica 17 maggio 2015 )
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EDITORIALE DI APRILE DEL DIRETTORE PAOLO RADIVO
Indennizzi: l’Europa rigetta il ricorso

L’Europa non imporrà all’Italia di corrispondere agli esuli istriano-fiumano-dalmati indennizzi più vicini al valore reale dei beni sottratti loro dalla Jugoslavia. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, composta dalla sola giudice macedone Mirjana Lazarova Trajkovska assistita da un relatore, ha infatti dichiarato irricevibile, dopo averlo esaminato tra l’8 e il 20 gennaio, il ricorso “Defilippi e altri contro l’Italia” patrocinato dall’avvocato veronese Gian Paolo Sardos Albertini.
«Tenuto conto – ha scritto il 29 gennaio la referendaria Elena D’Amico – dell’insieme degli elementi di cui dispone, e nell’ambito della sua competenza a conoscere delle circostanze esposte, la Corte ha ritenuto non soddisfatte le condizioni di ricevibilità previste dagli articoli 34 e 35 della Convenzione». «La decisione della Corte – ha aggiunto – è definitiva e non può essere oggetto di ricorsi davanti alla Corte, compresa la Grande Camera, o altri organi. La Cancelleria della Corte non sarà in grado di fornirVi altre precisazioni sulle deliberazioni del giudice unico e nemmeno di rispondere alle eventuali lettere che Voi potreste inviare riguardo alla decisione resa nel presente ricorso».
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STRAGE DI VERGAROLLA
Strage di Vergarolla: verità ancora cercasi

Il Circolo di cultura istroveneta “Istria” ha tenuto il 21 marzo nella sala della libreria “Minerva” a Trieste un dibattito su Vergarolla e il suo contesto, con il sottotitolo Perché la storiografia ha bisogno di incontri, non di scontri. Il moderatore Biagio Mannino, collaboratore scientifico del Circolo, ha intervistato i tre ospiti: lo storico Fulvio Salimbeni, il presidente del Circolo stesso Livio Dorigo e il direttore de “L’Arena di Pola” Paolo Radivo. La sala era piena, il pubblico attento e partecipe. L’incontro ha rappresentato la serena e proficua continuazione di un dialogo avviato il 17 maggio 2014 a Pola, quando furono presentati congiuntamente il libro di Gaetano Dato Vergarolla 18 agosto 1946. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda, promosso dal Circolo “Istria”, e l’opuscolo di William Klinger La strage di Vergarolla: fonti jugoslave, promosso dal Libero Comune di Pola in Esilio.
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Il caso Paride Mori infanga il Giorno del Ricordo

Il caso Paride Mori infanga il Giorno del Ricordo

«Dal Governo una medaglia al repubblichino»
“Repubblica” ha scritto il 15 marzo nell’edizione di Bologna che il 10 febbraio alla Camera l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio aveva consegnato l’insegna metallica e il diploma previsti dalla legge 92/2004 sul Giorno del Ricordo ai figli di Paride Mori, ufficiale parmense del Battaglione bersaglieri volontari “Benito Mussolini”. Il giornale lo definiva «un reparto che all’inizio era aggregato alle “Waffen SS” e successivamente inquadrato nell’esercito della Repubblica di Salò che combatté a fianco dei nazisti». «Mori – continuava il quotidiano – fu ucciso in uno scontro coi partigiani il 18 febbraio del ’44 e quindi l’episodio non c’entra niente con le vendette post belliche delle milizie di Tito nei confronti degli italiani». Così «il “Giorno del ricordo” diventa il giorno dell’amnesia». «Alcuni anni fa – aggiungeva l’articolo – la giunta di centro sinistra del Comune parmense di Traversetolo, suo paese natale, intitolò una via proprio al repubblichino suscitando l’obiezione dell’Istituto storico della Resistenza provinciale il quale fece presente il passato imbarazzante dell’ex bersagliere. La giunta ritirò l’intitolazione». Ma i figli si rivolsero alla Commissione presso la Presidenza del Consiglio preposta dall’art. 5 della legge al vaglio delle domande, che ha dato il via libera «in riconoscimento del sacrificio offerto alla Patria». Ora i figli «chiedono con forza che la via nel paese natale del padre sia finalmente a lui intitolata».

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