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CERIMONIE
 il 18 agosto le cerimonie a Pola
Martedì 18 agosto si terranno a Pola, come ogni anno, le cerimonie in memoria delle innocenti vittime della strage di Vergarolla. Il loro numero totale (si parlò di 110-116) non è mai stato esattamente quantificato, vista le terribili conseguenze della devastante esplosione. 65 furono le vittime identificate, 23 delle quali di età inferiore ai 21 anni, cioè allora minorenni. Erano tutte italiane di sentimenti italiani, perlopiù residenti a Pola. Alcune vi avevano trovato rifugio dall’Istria sotto occupazione jugoslave. Numerosi furono i feriti.
Lo scoppio si verificò alle 14.15 del 18 agosto 1946. Era una calda domenica di sole e numerosi partecipanti alle gare sportive patriottiche, spettatori e semplici bagnanti gremivano tanto la spiaggia quanto la pineta di Vergarolla.
Sia le indagini delle autorità alleate, sia le testimonianze anche successive, sia la dinamica dei fatti portano alla conclusione che fu una strage intenzionale volta a deprimere il morale dei polesi filo-italiani, cioè la maggioranza della popolazione, nel momento in cui alla Conferenza della pace di Parigi si stavano decidendo le sorti della città.
In assenza di un processo, gli autori e i mandanti non sono ancora stati ufficialmente individuati, benché molti elementi avvalorino la pista dei servizi segreti jugoslavi.
Anche per il 69° anniversario di quel criminale eccidio le cerimonie polesi sono state promosse dalla Comunità degli Italiani di Pola in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio.
Nel Duomo cittadino, a partire dalle ore 10, Mons. Desiderio Staver celebrerà una Santa Messa di suffragio in lingua italiana.
Al termine, verranno deposte corone di fiori ai piedi del cippo memoriale che nell’attiguo Parco Vittime di Vergarolla ricorda l’evento. Un cippo che il Libero Comune di Pola in Esilio chiede venga integrato con i nomi e le età delle vittime identificate e l’ora esatta dell’esplosione.
Successivamente altre corone verranno deposte nel Cimitero di Marina presso il Sacrario italiano e nel Cimitero civico di Monte Ghiro sulla tomba della famiglia Saccon, che contiene le spoglie di 26 delle vittime identificate.
Il Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio arch. Tullio Canevari si pregia di invitare la S.V. a partecipare a questi momenti di doveroso raccoglimento collettivo.
Nel primo pomeriggio una delegazione del Libero Comune di Pola in Esilio farà visita alla Comunità degli Italiani di Sissano.
 
59┬░ RADUNO DEGLI ESULI DA POLA
Quattro intense giornate trascorse in Istria

Il 59° Raduno degli Esuli da Pola si è concluso con un arrivederci, il prossimo anno, a Pola. Sono state quattro giornate intense, di cui tutti potranno verificare ed apprezzare i contenuti nei resoconti e nelle foto che ne illustreranno i momenti più significativi. Sono soddisfatto ed orgoglioso di quanto siamo riusciti a fare, frutto di un’organizzazione laboriosa, protrattasi per mesi, che ha coinvolto alcuni di noi più che altri.

Ho raccolto alcune critiche costruttive, di cui terrò conto: ho presunto troppo dalle forze dei miei concittadini, dimenticandomi che il tempo passa e che ogni anno porta trecentosessantacinque giorni in più. Avrei voluto che i giorni di Pisino e di Nesazio fossero solo gioia e non fatica: sono stati entrambe le cose, ma hanno dimostrato anche la tempra delle donne istriane: Fulvia Mattioli, che in una caduta si è distorta e fratturata una caviglia, non solo non si è lamentata ma si è scusata per il disagio che arrecava.

La tristezza per la morte di Edi Svich, direttore del Coro “Lino Mariani”, che ha motivato la mancata esecuzione durante la Messa, e ancor più lo sconforto per quella di Maria Grazia Vodopia hanno solo interrotto altri momenti intensi ed importanti.

La visita di Nesazio, così come le conferenze che l’hanno preceduta, ci ha riportato, nella suggestione di quei luoghi, nonostante la pioggia, alle nostre radici. La giornata di Pisino, nonostante il caldo, ci ha fatto conoscere realtà non note a tutti e ci ha dato l’emozione di toccare con le mani, nel vero senso della parola, il volume che contiene lo Statuto della città di Pola, quello che regolava la vita civile dei nostri avi.

I momenti conviviali ci hanno unito in festosa amicizia e ci hanno permesso di salutare il Console Renato Cianfarani e la signora Florinda, due amici che non dimenticheremo.

Le serate, quella in cui Lucio Sidari ci ha scosso con il ricordo dei campi di internamento austriaci che, allo scoppio della  prima guerra mondiale, hanno visto soffrire tanti nostri conterranei, e quella in cui abbiamo onorato il professor Ulderico Bernardi, riconoscenti per il suo amore per l’Istria, alla presenza di autorevoli personalità, e durante la quale è stato bello e commovente leggere le parole dei giovani studenti che ho voluto presenti sul palco della sala della Comunità degli Italiani per dare a loro visibilità e a noi speranza nel futuro, sono state il coronamento di un ritrovarsi ricco di scambi, di affetto, di cultura, di idee.
Il prossimo anno a Pola, nostra non solo nel cuore.
Tullio Canevari
Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio

 
59┬░ RADUNO NAZIONALE DEGLI ESULI A POLA
L’arrivo, l’apertura ufficiale e la riunione dei vertici

Impegnativo, ma arricchente, gratificante e fecondo. Così potremmo descrivere il 59° Raduno nazionale degli Esuli da Pola, svoltosi da sabato 13 a martedì 16 giugno 2015. E’ stato il 5° di fila nella città d’origine. Il 4°, sempre di fila, con base all’Hotel Brioni di Verudella. In totale i presenti hanno raggiunto quota 119, di cui 8 esterni che non hanno alloggiato in albergo. Dunque 10 meno dello scorso anno. Ma ad essi vanno aggiunti gli ospiti, i connazionali residenti ed altre persone che hanno partecipato solo ad alcune delle iniziative in programma senza pernottare. La maggior parte dei radunisti veniva da Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte, ma qualcuno anche da USA, Svizzera e Germania. Non sono mancati nemmeno quest’anno diversi figli e alcuni nipoti di esuli, polesani e non, a dimostrazione dell’attrattività di Pola. Il quotidiano “La Voce del Popolo” ha dedicato come sempre grande attenzione all’evento.
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L'ISOLA CALVA DIVENTI UN'AREA MEMORIALE - REPORTAGE DI LUCIA BELLASPIGA

(Avvenire del 3 giugno 2015)

L’Isola Calva diventi un’Area Memoriale

di Lucia Bellaspiga

A Goli Otok, Isola Calva in croato, inferno e paradiso si toccano. La nostra barca si avvicina e i pochi passeggeri ammutoliscono fissando il candore abbacinante di quell’ammasso di sassi che la natura ha scolpito in forme dure, crudeli, senza vita. E’ calva davvero, Goli Otok, non un filo d’erba, non un albero che faccia ombra. Dista niente dall’Italia e niente dalla Croazia, eppure è fuori dal mondo. Prima ancora di approdare, è chiaro a tutti perché il maresciallo Tito la scelse come gulag per gli avversari politici, condannati alla perdita del senno, dell’intelletto, di ogni traccia di umanità.

Ultimo aggiornamento ( venerdý 19 giugno 2015 )
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