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LO STATO PROMETTE MA NON MANTIENE

Editoriale di febbraio del direttore Paolo Radivo

Il 12 febbraio 2015, al tavolo di concertazione con le associazioni degli esuli, i rappresentanti del Governo si impegnarono a convocare ogni 15 giorni dei sotto-tavoli specifici per trovare risposte comuni agli 11 punti presentati dagli esponenti istriano-fiumano-dalmati:

1) equa soluzione con le inadempienti Slovenia e Croazia dell’inapplicato Accordo di Roma (18 febbraio 1983) sui beni espropriati dalla Jugoslavia ai cittadini italiani nell’ex Zona B del TLT;

2) rivalutazione dei coefficienti degli indennizzi versati dal Governo italiano agli esuli per tutti i beni loro sottratti dalla Jugoslavia, onde equipararli ai profughi dalle ex colonie e da Paesi mai soggetti alla sovranità italiana;

3) sveltimento delle procedure attuative della legge 72/2001 e successive modifiche sui contributi statali ai sodalizi degli esuli e affini;

4) inserimento nelle linee guida per le scuole secondarie superiori del tema Il Trattato di pace di Parigi e le sue conseguenze per l’Italia;

5) attuazione dell’obbligo imposto dalla legge 54/1989 alle amministrazioni pubbliche di indicare unicamente il nome italiano del luogo di nascita degli esuli e soluzione dei problemi connessi alla lettura dei loro codici fiscali da parte dei sistemi anagrafici informatizzati;

6) estensione della legge 194/2006 sul riacquisto della cittadinanza italiana anche ai discendenti dei cittadini italiani residenti nei territori dalmati non annessi al Regno d’Italia con il Trattato di Rapallo (1920);

7) consegna della Medaglia d’oro al valor militare concessa nel 2001 dal presidente Ciampi all’ultimo gonfalone di Zara italiana;

8) degna sepoltura dei resti dei cittadini italiani uccisi nelle foibe o nei bombardamenti aerei e rimasti in fosse comuni dell’Adriatico orientale, salvaguardia delle tombe monumentali e civili con epitaffi in italiano e realizzazione di una lapide nel Sacrario militare di Zara;

9) riconoscimento della qualifica di perseguitato politico, con i rispettivi contributi previdenziali, agli esuli un tempo forzatamente trattenuti e deportati in Jugoslavia;

10) potenziamento del Consolato generale d’Italia a Fiume;

11) proroga perpetua dei termini per le domande di assegnazione delle onorificenze ai familiari degli “infoibati” e ampliamento anche a soggetti istituzionali del diritto di presentarle.

Ebbene: in questi due anni dal 12 febbraio 2015 il Governo italiano non ha mai riconvocato il tavolo di concertazione né ha fatto partire i sotto-tavoli tematici, venendo meno con ciò alle promesse spontaneamente fatte. Solo grazie a una propria autonoma iniziativa, il Parlamento ha approvato nel febbraio 2016 un emendamento che proroga di appena 10 anni (dal 2014 al 2024) i tempi per la presentazione delle istanze di riconoscimento dell’insegna metallica e del diploma ai familiari degli “infoibati”.

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I CONTRIBUTI STATALI NON SONO ANCORA ARRIVATI
I contributi statali non sono ancora arrivati!

Ad oggi, 1° gennaio 2017, le associazioni degli esuli istriano-fiumano-dalmati non hanno ancora percepito dallo Stato i saldi dei contributi per i progetti 2012 ai sensi della legge statale 72/2001 e successive modifiche. Alcune attendono perfino i saldi 2009, 2010 e 2011.
La notizia che verso metà dicembre la dr.ssa Luisa Villotta, in carica dall’8 luglio, si è dimessa da funzionaria delegata all’applicazione della legge ha dapprima suscitato preoccupazione: si temevano ulteriori lungaggini. Ma fortunatamente, a distanza di soli 5 giorni lavorativi, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) ha nominato il successore: l’arch. Ilaria Ivaldi, direttrice del Segretariato regionale del MIBACT del Friuli Venezia Giulia. Ora il passaggio di consegne comporterà fra l’altro il trasporto da Udine a Trieste di tutto l’archivio, acquisito, riordinato e integrato dalla dr.ssa Villotta con l’apporto dei sodalizi cui aveva chiesto di rispedire materiale andato smarrito o di inviarne di nuovo, perfino riguardo a progetti già interamente saldati.
L’auspicio è che gli errori e le omissioni finora riscontrati nella documentazione progettuale di alcuni soggetti della diaspora non impediscano la celere liquidazione di quanto dovuto a chi invece ha le carte in regola, avendo rendicontato tutto correttamente per il tramite di FederEsuli. Dal 19 settembre 2016 i fondi complessivi (1,4 milioni di euro) per il saldo dei progetti 2009-2012 sono depositati sul conto della Banca d’Italia, dopo che il 12 agosto la Corte dei Conti li aveva dichiarati erogabili. Sembra inoltre che, se non venissero corrisposti entro fine gennaio 2017, tale ulteriore ritardo causerebbe problemi amministrativi all’ente delegante, ossia il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), con esiti spiacevoli per tutti. Rammentiamo che al Libero Comune di Pola in Esilio spettano € 44.500 a saldo dei progetti 2012, mentre FederEsuli attende anche il pagamento delle spese vive di intermediazione.
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AUGURI

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CARISSIMI AUGURI DI BUON NATALE E SERENO ANNO NUOVO

 
EDITORIALE DI DICEMBRE DEL SINDACO TULLIO CANEVARI

Sostenere il Libero Comune di Pola in Esilio

Un altro anno se ne sta andando, un altro anno sta per iniziare. Molte cose sono avvenute nel corso di questi mesi, molte cose avverranno l’anno prossimo.
Avevamo riposto molte speranze riguardo all’integrazione del monumento alle vittime della strage di Vergarola: non siamo riusciti a farlo, nonostante l’ostinazione personale, l’appoggio autorevole e determinante delle istituzioni diplomatiche e la collaborazione sincera e operante dell’amministrazione comunale di Pola, ma abbiamo ormai la certezza di essere vicinissimi alla meta, e anche se non dovessimo riuscire a vedere compiuto questo sogno, le due pietre con i nomi delle vittime saranno certamente tra non molto lì a ricordarle.
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