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IN MORTE DI TULLIO CANEVARI

Xe sta’ el 17 giugno del 2011, durante el nostro primo raduno a Pola,
su la bela barca che de Barbariga ne portava tuti indrio verso Pola,
dopo una grande magnada de sgombri rosti, a bordo. Sicome nel
viagio de andata gavevo sentido 'sto signor, che gaveva dito che 'l
iera nato a Brioni, ghe go domandà se 'l ne podeva ilustrar con le sue parole
quel che vedevimo de lontan. Subito, volentieri, el ne ga mostrà: “Vedè, quela casa più grande, là, iera la nostra scuola; una unica classe con pici de età diferenti, perché
i fioi a Brioni iera pochi. Ma in compenso gavevimo spazi meravigliosi per giogar, anche se
ierimo in pochi. Subito là vicin, quela casa più picia iera la nostra casa; i mii genitori lavorava tuti due nei grandi alberghi; e eco là la zona dei alberghi.....”.

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Ultimo aggiornamento ( lunedý 27 novembre 2017 )
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ARGEO BENCO CI HA LASCIATI

L'uomo, il professionista e il suo grande amore verso
la Patria, Pola, 'Istria e il suo mare

Argeo Benco ci ha lasciati il 16 settembre 2017, esattamente
dopo 70 anni di esilio.
Dall’altare Don Amilcare ha affermato che, per chi ha conosciuto Argeo,
è sufficiente pronunciare il suo nome, per ricordare il suo amore verso la
Patria, Pola, l’Istria, il mare, il suo impegno di scienziato e di esule, la sua generosità.

 

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Ultimo aggiornamento ( domenica 12 novembre 2017 )
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LUTTO

 L'architetto TULLIO CANEVARI è mancato domenica 29 ottobre 2017 a Padova.

Egli, Sindaco Emerito del Libero Comune di Pola in Esilio,
ha disposto di riposare nel cimitero di Monte Ghiro a Pola.
Preghiamo per Lui ed esprimiamo alla Famiglia il nostro profondo dolore.
Il funerale si terrà il 31 OTT 2017 ore 15:00 a Padova,
chiesa di S. Alberto Magno in via Marconi, 13.
 La Signora Bruna Canevari e Famiglia ringraziano tutti quanti
hanno espresso partecipazione per la scomparsa di Tullio Canevari.
Le ceneri, come da Lui disposto, verranno inumate a Monte Ghiro,
dopo una benedizione nel Duomo di Pola,
che avverrà sabato 11 novembre alle ore 11.
Ultimo aggiornamento ( domenica 12 novembre 2017 )
 
70 ANNI DI ESILIO

EDITORIALE DEL SINDACO TITO LUCILIO SIDARI

Alle ore 24:00 del 15 settembre 1947 entra in vigore il trattato di pace firmato dall’Italia il 10 febbraio 1947 e le nostre Terre passano dalla sovranità italiana alla sovranità straniera. Disperazione per gli esuli. Fatto storico per pochi storici. Nulla per tutti gli altri.
Siamo già partiti tutti, da Pola, tranne pochi, perché da molti mesi notizie ambigue hanno diffuso il terrore che la frontiera sarebbe stata chiusa subito dopo la firma del trattato; non si sapeva che uno dei vincitori avrebbe impiegato mesi per ratificare il trattato e quindi consentirne l’applicazione. Ogni famiglia aveva già preso strazianti decisioni. Il governo militare alleato presidiava la città e basta. Il governo italiano aveva preso atto dell’entità dell’esodo soltanto ai primi di gennaio ed aveva cominciato a predisporre i viaggi delle prime navi, come ricorda dettagliatamente Aldo Cherini. Invece Erodoto ci racconta che, 2493 anni prima, gli abitanti di Focea, “intolleranti della schiavitù”, caricarono sulle navi da cinquanta remi i figli e le mogli e gli oggetti sacri in una sola notte e l’indomani “i Persiani si presero Focea vuota dei suoi abitanti”.

Anteo Lenzoni, magistrato, e Lino Vivoda e Sergio Zuccoli e tanti altri ed io abbiamo raccontato ai posteri il nostro strazio nel vedere la città sparire fra le brume della lontananza, mentre per l’ultima volta la salutavamo da una nave, il Pola, il Grado, il Toscana; non occorre ripeterci qui. Abbiamo rievocato le odissee, gli andirivieni, i drammi dell’inserimento in luoghi semidistrutti dai bombardamenti e poi le offese ricevute per 70 anni, che sono molto lunghi, troppo lunghi. Anche stamattina, di nuovo, dopo 70 anni, un computer statale non ha saputo riconoscermi.

Ancora oggi ci viene chiesto perché siamo partiti in massa e se non avremmo invece potuto difenderci nelle nostre città e nelle nostre campagne (“ questa domanda … è come un colpo di sferza sanguinante”, scriveva Padre Rocchi tanti anni fa).
Ed ancora ci viene chiesto perché ci consideriamo esuli.
Io non voglio commentare; leggete invece gli accorati ricordi di quei giorni, sacri per noi, scritti qui dal generale Silvio Mazzaroli; e continuiamo a guardare avanti, sempre, amando l’Italia.
Tito Sidari

(Arena di Pola settembre 2017)

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 04 ottobre 2017 )
 
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