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18 AGOSTO: UN SALTO DI QUALITA' ISTITUZIONALE editoriale del direttore Paolo Radivo
 
(L'Arena di Pola agosto 2014) 
18 agosto 2014: un salto di qualità istituzionale

Quest’anno le cerimonie del 18 agosto a Pola in memoria delle vittime della strage di Vergarolla, benché meno articolate e un po’ meno partecipate di quelle del 2013, hanno fatto un salto di qualità sul piano istituzionale.
 
La prima volta del sindaco di Pola
Ultimo aggiornamento ( giovedý 21 agosto 2014 )
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STRAGE DI VERGAROLLA IL 18 AGOSTO 2014 LE CERIMONIE A POLA

Lunedì 18 agosto si terranno a Pola le tradizionali cerimonie in memoria delle innocenti vittime della strage di Vergarolla. Sarà questo il 68° anniversario dell’orrenda mattanza che sconvolse la componente italiana – allora maggioritaria – della città lasciando un segno indelebile. Anche stavolta come Libero Comune di Pola in Esilio saremo presenti con una qualificata e nutrita delegazione.
Nel duomo, a partire dalle ore 10, assisteremo alla messa di suffragio in lingua italiana celebrata da mons. Desiderio Staver.
Al termine, intorno alle ore 11, deporremo una corona di fiori ai piedi del cippo memoriale nell’attiguo Parco Vittime di Vergarolla, in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Pola.
Quindi ci trasferiremo al cimitero civico di Monte Ghiro, dove intorno alle 11.30 deporremo, sempre insieme ai rappresentanti della CI polese, una corona sulla tomba della famiglia Saccon che contiene le spoglie di 26 delle vittime identificate.
Invitiamo tutti – esuli e residenti, italiani e non – a partecipare a questo momento di raccoglimento collettivo in onore di chi merita di essere ricordato.
 
VERGAROLLA: E' JUGOSLAVA LA PISTA PIU' VEROSIMILE
Editoriale del direttore Paolo Radivo
(Arena di Pola 23 luglio 2014)


Recenti studi confermano quanto i polesani sapevano da sempre, ovvero che quella di Vergarolla fu una strage premeditata, non una fatalità. Come sostennero la Polizia Civile e una corte militare d’inchiesta istituita dal Governo Militare Alleato, i 28 ordigni lasciati dalle autorità anglo-americane sulla spiaggia senza recinzioni né segnali di avvertimento furono reinnescati e fatti esplodere. Grazie all’incrocio delle fonti, il numero delle vittime identificate è inoltre salito da 64 a 65.

Restano però degli interrogativi irrisolti. Quanti furono i morti non identificati? E chi erano? Venivano soprattutto dalla Zona B della Venezia Giulia? Rimasero uccisi anche militari inglesi? E a quanti ammontarono i feriti? Ma soprattutto: chi furono i mandanti e gli autori? E quale movente li spinse?

Per capirlo, in assenza di prove certe che speriamo emergano da nuove ricerche, possiamo al momento seguire tre strade: la logica; la disamina degli indizi storici; la valutazione delle testimonianze attendibili. Tutte e tre le strade ci conducono alla medesima pista: i servizi segreti militari jugoslavi.
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ASSOCIAZIONE"LIBERO COMUNE DI POLA IN ESILIO"
ASSOCIAZIONE “LIBERO COMUNE DI POLA IN ESILIO
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L’ESODO DEL 1947
I cittadini di Pola, capoluogo della provincia dell’Istria, circa 30.000 persone, per la quasi totalità abbandonarono la loro città a seguito del nefando trattato di pace fra l’Italia e le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. L’esodo di massa coinvolse nei vari territori 350.000 Istriani, Fiumani e Dalmati ed avvenne per una scelta di libertà e un atto di amore verso la Madrepatria, volendo dimostrare l’italianità degli esuli e della terra natia.
Quando si ricorda il 10 febbraio del 1947, sono le immagini della partenza da Pola con navi e barche, sotto la neve, che scorrono davanti agli occhi; per chi non ha dentro di sé queste immagini, come i discendenti degli esuli e molti altri, sono i filmati sull’addio alla città che rendono testimonianza.
Ultimo aggiornamento ( domenica 06 luglio 2014 )
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