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VERGAROLLA UNA STRAGE DA NON DIMENTICARE: COMUNICATO STAMPA

La pubblicazione della ricerca archivistica Vergarolla 18 agosto 1946. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda di Gaetano Dato, la sua diffusione mediatica, i commenti immediati di alcuni organi stampa hanno reso indispensabile una presa di posizione da parte del “Libero Comune di Pola in esilio”, l’Associazione che più direttamente raccoglie gli esuli da Pola, la città che ha subito, in quella tragica giornata, un martirio non ancora riconosciuto e ufficialmente ricordato.
Nell’imminenza della prima concreta iniziativa parlamentare volta in prospettiva al perseguimento di questi obiettivi, chiedo la pubblicazione di questo comunicato sui mezzi di comunicazione e la sua lettura pregiudiziale nella giornata di commemorazione promossa dalla Vice presidente della Camera dei Deputati, on. Marina Sereni, su iniziativa dell’on. Laura Garavini, il prossimo 13 giugno presso la Camera dei Deputati del Parlamento italiano, a Roma.
Grato per l’attenzione
Tullio Canevari
Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio
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Vergarolla: una strage da non dimenticare

L’Associazione “Libero Comune di Pola in Esilio”, che raccoglie e rappresenta gli esuli da Pola – tra cui i congiunti superstiti delle vittime dell’eccidio di Vergarolla – ed i loro discendenti, che da anni è impegnata nella ricerca della verità storica di quanto occorso e che da oltre un decennio è la co-promotrice e principale organizzatrice della Cerimonia che annualmente, nell’anniversario della strage, si svolge a Pola in suffragio ed omaggio a quelle povere vittime innocenti;

ESPRIME
il proprio apprezzamento per essere stata coinvolta, con la testimonianza del suo Consigliere Lino Vivoda e l’intervento del suo Vicesindaco Tito Lucilio Sidari, anche grazie all’interessamento dell’Università Popolare di Trieste, alla commemorazione che si terrà nella Sala “Aldo Moro” della Camera dei Deputati il 13 giugno 2014 e che costituisce il primo riconoscimento ufficiale a livello istituzionale dell’atto criminoso che ha colpito la nostra gente;

CHIEDE
• che da parte delle Istituzioni italiane venga fatta piena luce sulla strage di Vergarolla (Pola) occorsa, a seguito di una esplosione ormai universalmente riconosciuta NON ACCIDENTALE, come da noi sempre sostenuto, di materiale bellico in data 18 agosto 1946 e che con i suoi 64 morti identificati e l’imprecisato numero di morti non potuti riconoscere, mutilati e feriti ammontanti a diverse decine si configura come la più sanguinosa verificatasi in tempo di pace nell’Italia Repubblicana;
• che le indagini accertino moventi, mandanti, esecutori e complici della strage mediante un esame obiettivo di tutte le fonti storiche e d’archivio, nonché delle testimonianze dirette concernenti il tragico episodio e di quant’altro eventualmente ancora reperibile a tanti anni di distanza a livello nazionale ed internazionale;
• che tutte le ipotesi sin qui formulate al riguardo siano considerate senza preconcetti orientamenti di parte;
• che dette risultanze vengano rese di pubblico dominio con l’avallo parlamentare astenendosi però dal formulare illazioni che, se non sostenute da più che comprovati dati di fatto o peggio prospettate con una rilevanza non riconosciuta ad altre risultanze, avrebbero l’unico effetto di rinnovare dolori e prestarsi a facili strumentalizzazioni da parte di quanti da sempre cercano di negare, sminuire o giustificare la tragedia vissuta dalla nostra gente, come occorso a Gorizia in occasione della prima presentazione del volume Vergarolla 18 agosto 1946. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda e come si evince dall’articolo apparso su “Il Piccolo” il 26 maggio u.s. a firma di Luisa Lenarduzzi, volume che in questa circostanza verrà presentato agli onorevoli Deputati;

SOLLECITA
il Parlamento a prendere le iniziative necessarie per la costituzione di una Commissione di esperti, con le migliori caratteristiche di imparzialità, per le indagini sopra richieste, dando la propria disponibilità a parteciparvi; la stessa sollecitazione è rivolta alle Istituzioni Europee;

INVITA
una Rappresentanza parlamentare ad intervenire ufficialmente all’annuale Celebrazione che anche nel 2014 la nostra Associazione co-organizzerà a Pola in occasione del 68° Anniversario della strage di Vergarolla.

Il Presidente della Associazione “Libero Comune di Pola in Esilio”
Arch. Tullio Canevari

Trieste, 09 giugno 2014

 
EDITORIALE DEL DIRETTORE PAOLO RADIVO
(Arena di Pola, maggio 2014) 

 A Pola un bel Raduno di conferme e novità

Il 58° Raduno nazionale degli Esuli da Pola si è svolto in un clima sereno e costruttivo fra conferme e novità. 129 gli iscritti: un po’ più sia del 2013 sia del 2012. A questi si aggiungano gli ospiti, gli esuli e i residenti che hanno partecipato a parte del programma. Più numerosi dell’anno scorso sono stati i figli e nipoti, come pure i membri di altre associazioni consorelle. Anche stavolta abbiamo ricevuto diversi messaggi di augurio e vicinanza. Attenzione ci hanno dedicato i quotidiani “La voce del Popolo”, “Il Piccolo” e “Glas Istre”, nonché “Radio Pola”. Il programma è stato meno faticoso di quelli precedenti, ma pur sempre ricco e intenso.
Ultimo aggiornamento ( martedý 27 maggio 2014 )
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NEL RICORDO DI OLGA MILOTTI
Nel ricordo di Olga Milotti

Ester Sardoz Barlessi

Olga Milotti ci ha lasciati per sempre. Una frase piccola piccola, ma con un
nome che la riempie tutta, e che per i polesani vuole dire tanto, e per le
amiche e gli amici in particolare, è legata a ciò che si suole definire
onestà, discrezione, forza, coraggio e bontà d’animo.

Olga ha camminato sempre nella vita con decisione ma in punta di piedi,
attenta a non urtare i sentimenti della gente, ad aiutare quando poteva, a
portare alta la bandiera della famiglia, degli affetti, orgogliosa della sua
lingua, la sua cultura e la sua appartenenza nazionale.

Una donna di una trasparenza cristallina, rispettosa di tutto e di tutti.
Io, personalmente, di lei, ho dei ricordi indelebili. Era una persona con la
quale ti potevi confidare con la certezza assoluta che ti avrebbe capita.
Rammento il suo sorriso dolce, quasi timido, la felicità che mi dimostrava
quando sentiva che uno dei miei nipoti veniva iscritto alla “Martinuzzi“,
perchè ci teneva che tutti noi polesani iscrivessimo i nostri figli e nipoti
alla scuola italiana, per perpetuare le nostre radici.

Indimenticabile è anche il suo indefesso lavoro quand’era, come presidente,
alla guida della nostra Comunità. Erano gli anni duri della guerra nei
Balcani, con i nostri ragazzi al fronte, e lei si informava di tutti e per i
genitori trovava sempre una parola di conforto. In contatto con il Consolato
Generale d’Italia a Capodistria, si interessava presso il console Solari per
poter avere medicinali per i nostri connazionali malati e anche per la
farmacia dell’Ospedale cittadino, nonchè viveri e indumenti per i più
bisognosi per cui aveva contattato personalmente gli esuli di sua
conoscenza, quelli che avevano lasciato Pola, e che lei desiderava
ardentemente di riuscire a fare riallacciare i rapporti con i fratelli
rimasti, e a questo scopo aveva coniato uno slogan “Dalla nostra gente, alla
nostra gente.“

Non si è mai risparmiata, ha lavorato fianco a fianco con i nostri attivisti
salendo e scendendo scale per portare aiuti umanitari, in pesanti pacchi
pieni di viveri e indumenti, a quelli che avevano bisogno.
Ha attirato in Comunità i giovani, li ha spronati, incitati e incoraggiati
quando hanno messo con successo in scena “Istriolina“, di cui andava
orgogliosa. Dopo le lunghe ore trascorse a lavorare in Comunità, bastava che
qualcuno le accennasse che avrebbe voluto fare un giro per Pola, per
conoscerne le origini romane e medievali, che lei già organizzava il giorno,
l’ora e l’itinerario per portare la comitiva in giro per la città
sciorinando fatti e date: aveva insegnato per anni storia a scuola e aveva
tutto sulla punta delle dita, e illustrava la storia della nostra città con
parole semplici alla portata di tutti. I soci del sodalizio aspettavano con
impazienza quelle uscite e grazie a lei moltissimi si sono fatti una cultura
sui nostri monumenti.

Chi l’ha conosciuta la ricorderà con tristezza e rimpianto, gli amici con
dolore. È stata una leonessa che ha lottato fino all’ultimo, fino a che il
male, uno di quelli che non perdona, ha avuto il sopravvento lasciando la
famiglia, a cui tutti siamo vicini, in un profondo dolore.

Ci sarebbe tanto da dire di lei, ma questi sono momenti difficili nei quali
i pensieri scappano e non si vogliono soffermare ancora sui verbi che la
ricordano al passato. Ti ricorderemo sempre con dolore, ma ci reputiamo
anche fortunati perchè abbiamo potuto conoscerti, starti vicino e volerti
bene. In questo doloroso momento tu sei ancora con noi e non puoi fare parte
del passato: eri, e lo sarai sempre, una grande donna.

Ester Sardoz Barlessi
Ultimo aggiornamento ( mercoledý 21 maggio 2014 )
 
PROSEGUIRE IL CAMMINO INIZIATO DI TULLIO CANEVARI SINDACO DEL LCPE
Proseguire il cammino iniziato

Il nostro 58° Raduno è ormai alle porte, ad un anno dal precedente e, per me, ad un anno dal momento in cui mi è stato affidato l’incarico, gravoso, ma prestigioso e gradito, di rappresentare i polesani, sparsi in Italia e nel mondo.
Voglio esprimere, prima di tutto, la mia soddisfazione per le lusinghiere affermazioni, al concorso letterario intitolato alla memoria del generale Loris Tanzella, dei nostri concittadini e perciò mi complimento in particolare con il “vecchio leone” Lino Vivoda, vincitore nella sezione Testimonianze con la sua autobiografia In Istria, prima dell’esodo, ed anche con Paolo Radivo e Roberto Stanich, senza dimenticare Ruggero Botterini, Mario Grassi, Tullio Binaghi e Silvia Lutterodt Sizzi.
Voglio ringraziare tutti i componenti del Consiglio per il lavoro che hanno svolto durante questo primo anno, ormai quasi completato, del mio mandato. Senza il loro aiuto, non mi sarebbe stato possibile sopravvivere alla mole di incombenze che gravano, anche pesantemente, su tutti noi.
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