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La Dichiarazione tripartita mai realizzata

Il 20 marzo 1948 le potenze occidentali promisero all’Italia

la restituzione del Territorio Libero di Trieste
Pubblicato su Il Giornale d’Italia


“I governi americano, britannico e francese hanno deciso
di raccomandare cheil Territorio Libero di Trieste sia posto
di nuovo sotto la sovranità italiana,ciò che appare la soluzione
migliore se si vuol tener conto delle aspirazionidemocratiche
della popolazione e della necessità di restaurare la pace e la stabilità
in quella regione”: era questa la parte più significativa della Dichiarazione
tripartita emessa il 20 marzo 1948 dopo che da oltre un anno
la questione del TLT era lungi dal risolversi.

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 21 marzo 2018 )
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OCCHIEGGIANDO ALLA SPERANZA

di
Viviana Facchinetti
Staccando l’ultimo foglio del calendario, remoti ricordi scolastici di
leopardiana memoria riportano alla mente il dialogo  di  un  venditore 
d'almanacchi  e  di  un  passeggere:  esiste  l’anno 
vissuto  che  vorremmo  rivivere?
Forse  meglio  ricordare  Lucio  Dalla e pensare all’anno che verrà.
  Bando alla retorica ma, ammettiamolo,
mettendo in archivio  un  anno, 
è  spontanea  umana  debolezza  occhieggiare
alla  speranza,  punteggiandola
di  buoni propositi per quelle pagine che si
presentano tutte da scrivere.
In mezzo però - non lo so se capita a tutti -
c’è quella strana sensazione del 7 gennaio:
quella sorta di fermo immagine di  qualche  attimo, 
che  fa  capire  come  tutto
il  fermento dei giorni passati sia finito. Luci spente
e decorazioni da smontare,
il presepe da riporre,  aghi  di  pino  da  ripulire; 
luoghi,  strade  e  vita intorno a noi,
che riprendono contorni e ritmi  di  sempre...
Siamo  entrati  nella  normalità  del  nuovo  anno,
in  viaggio  su  un  binario,  dal  percorso parallelo
e contrario a quello di prima.
A questo proposito non so dove e non ricordo quando,
sono stata colpita dalla lettura
nel web di  una  metafora  –  di  autore  sconosciuto  -
  che  rapportava la nostra vita ad un viaggio
in treno: con  le  stazioni,  le  soste,  i  cambi,
i  passeggeri  che salgono e scendono,
e con cui ci si trova a condividere un tratto del percorso...
Fra i passeggeri 
del  mio  treno,  da  sei  mesi  ci  sono  gli  amici del LCPE
lettori de L’Arena di Pola,
che ringrazio  per  il  viaggio  fatto  assieme  fino  ad  ora, 
per  aver  partecipato
e  condiviso  storie,  memorie e programmi del nostro giornale.
Purtroppo non sono mancate le gallerie e le fermate
in cui persone speciali
– di cui sento la mancanza - sono dovute scendere.
Ma voglio guardare alla luce fuori del tunnel
e accogliere con un sorriso
tutti i passeggeri che vorranno salire sul nostro treno e unirsi
a noi in questo viaggio, che auguro sia sempre più bello,
interessante e partecipato.
BUON ANNO A TUTTI NOI!
con l'auspicio di poter dire fra 365 giorni “è stato un anno buono”.

Ultimo aggiornamento ( lunedý 29 gennaio 2018 )
 
NON SI POTE' VOTARE IL 2 GIUGNO 1946

Il 2 giugno 1946 Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara
furono estromesse dalle urne
Pubblicato su Il Giornale d’Italia
Cotituzione
Si sono celebrati in questi giorni i 70 anni dall’entrata in vigore
della Costituzione italiana
(primo gennaio 1948), nella quale dovrebbero
riconoscersi tutti gli italiani.
L’Assemblea Costituente che la redasse
venne eletta contestualmente
al referendum istituzionale del 2 giugno 1946,
sui cui esiti aleggiano da tempi vari dubbi,
poiché parecchi sostengono che il risultato sia stato falsato
a favore dell’opzione repubblicana.
Solamente in tempi recenti si è messo in risalto che
a quell’importantissimo appuntamento elettorale,
che vedeva il ritorno degli italiani alle urne dopo
i plebisciti dell’epoca mussoliniana e gli orrori
della Seconda guerra mondiale, fu impedito
di partecipare a decine di migliaia di nostri connazionali.

Ultimo aggiornamento ( lunedý 15 gennaio 2018 )
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NATALE
 
 
Immagine attiva
 
 
 Ne l'ombra de la sera
che cala 'ssai presto,
l'atmosfera incantada
de mile lumini,
ne l'aria pizighina
el profumo de abete
el tenta de coverzer
el gas dei motori:
un quadreto che presto
se impara a spetar
e che ogni ano ne disi
che xe ancora Nadal
Pici o grandi gavemo
bisogno de fiabe,
come mai in sti giorni
el cuor el se scarta,
in boca un missiot
de gusti diversi:
el ga de quel dolze
de co' se xe fioi,
missià co' l'amaro
dei sogni finidi
ancora zà prima
de incominciar.
L'ano finissi,
te tiri le striche,
tanti che disi:
che le feste finissi!
el più de le volte
te ingropa el ricordo
de come che iera,
con chi che te ieri...
ma in fondo in fondo
comunque xe bel
sentir che de novo
xe ancora Nadal.
 
Viviana Facchinetti (1995)
Ultimo aggiornamento ( domenica 17 dicembre 2017 )
 
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