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I defunti richiamano gli esuli polesani a Pola

Si sono svolte lunedì 2 novembre 2015 le cerimonie polesi per la ricorrenza dei Defunti, promosse dal Consolato Generale d’Italia a Fiume in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio e la Comunità degli Italiani di Pola.

Con inizio alle ore 10.30, mons. Desiderio Staver ha celebrato nel Duomo di Pola una santa messa in lingua italiana, cui hanno assistito quasi 110 persone, tra cui il console generale d’Italia a Fiume Paolo Palminteri, il console onorario d’Italia a Pola Tiziano Sošić, il presidente dell’Unione Italiana on. Furio Radin, una delegazione dell’LCPE ed una della CI.

La liturgia della parola si è incentrata sulla fede del cristiano nella vita eterna. Il vicesindaco dell’LCPE Tito Lucilio Sidari ha proclamato la seconda lettura e la preghiera dei fedeli. Nella lettera di San Paolo apostolo ai Romani è parsa attinente al rapporto esuli-rimasti la frase: «Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati saremo salvati mediante la sua vita». Nella sua omelia mons. Staver si è fra l’altro chiesto il perché dell’esodo. «Per il solito egoismo umano», ha risposto, rilevando come invece Cristo fece non la propria volontà, ma quella del Padre.
Durante la funzione il Coro misto della Società artistico-culturale “Lino Mariani”, operante nell’ambito della CI di Pola, ha cantato inni sacri, con all’organo il M° Branko Okmaca. E’ stata questa la prima uscita pubblica per Vili Popović quale nuovo direttore sia del Coro maschile (in sostituzione del M° Edi Svich, scomparso il 5 aprile 2015) sia dell’orchestra degli strumenti a plettro (in sostituzione del M° Ivan Štekar, deceduto lo scorso 18 agosto). Nato a Pola nel 1971, Popović ha studiato in Slovenia e Svizzera e negli ultimi dieci anni ha lavorato in Portogallo. E’ musicologo, professore di violino e pianoforte, nonché direttore di coro e orchestra.

Al termine della messa, il sindaco dell’LCPE Tullio Canevari, «alla presenza del popolo polesano esule e del popolo di Pola», ha consegnato «con gratitudine, nel ricordo del M° Edi Svich, direttore del Coro e nostro amico», la benemerenza “Istria Terra amata” alla SAC “Lino Mariani” «per l’impegno profuso con altissimo livello artistico, negli incontri tra le componenti della comunità polesana». A riceverla sono stati Loretta Godigna, presidente della SAC, e Fabrizio Radin, presidente della CI. Il Coro misto, diretto dalla Ma Franca Moscarda, ha poi eseguito un canto religioso e Signore delle cime.

Successivamente sono stati deposti mazzi e corone di fiori al cippo in onore delle vittime di Vergarolla. Tullio Canevari ha rammentato come di recente il sindaco di Pola Boris Miletić abbia ricevuto dal console generale Palminteri l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia, pronunciando «parole che non potrà più rimangiarsi, quando disse che la comunità italiana di Pola sia esule che rimasta ha un’importanza immensa per la Città». A maggior ragione l’LCPE insisterà affinché il monumento, ora laconico, venga completato con i nominativi e le età dei 65 morti identificati. Palminteri ha sottolineato l’importanza di onorare tutti i defunti e in particolare le vittime innocenti, come quelle di Vergarolla. «Spero – ha detto – che la richiesta di completamento del cippo possa essere accolta, in nome di quella riconciliazione che è avvenuta proprio qui a Pola e che anima i rapporti fra Italia e Croazia». Dopo che mons. Staver ha recitato l’Eterno riposo, il Coro maschile “Mariani” ha cantato il Requiem.

Poco più tardi, al Sacrario italiano del Cimitero di Marina, il Consolato Generale d’Italia e l’LCPE hanno deposto grandi corone di fiori davanti alla lapide che ricorda i Caduti italiani. Fabrizio Radin ha evidenziato come questo appuntamento annuale dimostri «l’attaccamento al luogo natio, alle nostre tradizioni e ai nostri morti». Paolo Palminteri ha recitato la Preghiera per i caduti dell’Ordinariato Militare in Italia del Ministero della Difesa. Tito Lucilio Sidari ha esortato a pregare per questi e per tutti i Caduti che hanno dato la vita per il loro ideale. A seguire lo stesso Sidari ha deposto una corona d’alloro ai piedi del cippo in memoria di Nazario Sauro, auspicando che nel 2016 si possa realizzare qualcosa di consistente per il 100° anniversario del suo martirio, avvenuto a Pola.

L’ultima tappa è stata al Cimitero civico di Monte Ghiro. Ad un crocicchio dei vialetti, il Coro maschile, diretto dal M° Vili Popović, quello femminile, diretto dalla Ma Franca Moscarda, e infine quello misto, diretto dalla Ma Orietta Šverko, hanno eseguito due brani a testa. Si è quindi dipanato il tradizionale giro commemorativo presso le tombe di Rodolfo Della Martina, della famiglia Sidari, di Enrico Majonica (comandante della base sommergibilistica italiana di Pola perito il 9 gennaio 1944 durante il primo bombardamento anglo-americano della città), dei consiglieri comunali polesi Fortunato Dorigo, Antonio Sinsich e Mario Zanetti (morti durante l’internamento in Austria durante la Prima guerra mondiale), della Medaglia d’oro al valor militare Riccardo Bombig, della famiglia Saccon (ospitante i resti di 28 delle vittime di Vergarolla), nonché presso i sei cippi eretti dalla Città di Pola per commemorare i polesi morti nei campi di sterminio nazisti (1943-45), nella Lotta di liberazione (1941-45), nella Guerra di Spagna (1936-39) o per mano fascista (1920-1923). Quest’anno l’afflusso di visitatori a Monte Ghiro per le ricorrenze di Ognissanti e dei Defunti è stata stimata in circa 200mila persone. Il cimitero è rimasto aperto 24 ore su 24 per le veglie serali e notturne.

La cerimonie a Fiume
Nel pomeriggio del 2 novembre don Giuseppe Vosilla ha celebrato nella cripta della Chiesa di San Romualdo e Ognissanti presso il Cimitero di Fiume una messa in suffragio dei 497 soldati italiani morti in prigionia durante la Prima guerra mondiale o subito dopo. Alla funzione hanno assistito il console generale Paolo Palminteri, una delegazione del Libero Comune di Fiume in Esilio, dell’Unione Italiana e della locale Comunità degli Italiani, nonché vari esuli e residenti. Il sindaco dell’LCFE Guido Brazzoduro ha ricordato sia i defunti fiumani che hanno avuto degna sepoltura sia gli altri, nonché tre concittadini mancati di recente: Agnese Superina, Erna Toncinich e padre Sergio Katunarich. E’ seguita la posa delle corone al monumento in memoria dei fiumani defunti.

Diverse altre associazioni di esuli hanno reso omaggio in Italia ai propri cari. Il 25 ottobre la Fameia Capodistriana ha fatto celebrare una messa nel cimitero di Capodistria, mentre il 28 ottobre la Famiglia Parentina ha onorato a Santa Domenica e Parenzo i propri martiri infoibati.
Paolo Radivo
 

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