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59° RADUNO DEGLI ESULI DA POLA
Quattro intense giornate trascorse in Istria

Il 59° Raduno degli Esuli da Pola si è concluso con un arrivederci, il prossimo anno, a Pola. Sono state quattro giornate intense, di cui tutti potranno verificare ed apprezzare i contenuti nei resoconti e nelle foto che ne illustreranno i momenti più significativi. Sono soddisfatto ed orgoglioso di quanto siamo riusciti a fare, frutto di un’organizzazione laboriosa, protrattasi per mesi, che ha coinvolto alcuni di noi più che altri.

Ho raccolto alcune critiche costruttive, di cui terrò conto: ho presunto troppo dalle forze dei miei concittadini, dimenticandomi che il tempo passa e che ogni anno porta trecentosessantacinque giorni in più. Avrei voluto che i giorni di Pisino e di Nesazio fossero solo gioia e non fatica: sono stati entrambe le cose, ma hanno dimostrato anche la tempra delle donne istriane: Fulvia Mattioli, che in una caduta si è distorta e fratturata una caviglia, non solo non si è lamentata ma si è scusata per il disagio che arrecava.

La tristezza per la morte di Edi Svich, direttore del Coro “Lino Mariani”, che ha motivato la mancata esecuzione durante la Messa, e ancor più lo sconforto per quella di Maria Grazia Vodopia hanno solo interrotto altri momenti intensi ed importanti.

La visita di Nesazio, così come le conferenze che l’hanno preceduta, ci ha riportato, nella suggestione di quei luoghi, nonostante la pioggia, alle nostre radici. La giornata di Pisino, nonostante il caldo, ci ha fatto conoscere realtà non note a tutti e ci ha dato l’emozione di toccare con le mani, nel vero senso della parola, il volume che contiene lo Statuto della città di Pola, quello che regolava la vita civile dei nostri avi.

I momenti conviviali ci hanno unito in festosa amicizia e ci hanno permesso di salutare il Console Renato Cianfarani e la signora Florinda, due amici che non dimenticheremo.

Le serate, quella in cui Lucio Sidari ci ha scosso con il ricordo dei campi di internamento austriaci che, allo scoppio della  prima guerra mondiale, hanno visto soffrire tanti nostri conterranei, e quella in cui abbiamo onorato il professor Ulderico Bernardi, riconoscenti per il suo amore per l’Istria, alla presenza di autorevoli personalità, e durante la quale è stato bello e commovente leggere le parole dei giovani studenti che ho voluto presenti sul palco della sala della Comunità degli Italiani per dare a loro visibilità e a noi speranza nel futuro, sono state il coronamento di un ritrovarsi ricco di scambi, di affetto, di cultura, di idee.
Il prossimo anno a Pola, nostra non solo nel cuore.
Tullio Canevari
Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio

 

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