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TRE PIETRE MILIARI

 (Arena di Pola marzo 2015)

Tre pietre miliari

di Lucio Sidari

Finalmente il testimone è stato trasmesso fra le generazioni. Antonio Ballarin, Presidente di FederEsuli, e Lucia Bellaspiga, giornalista e consigliera del Libero Comune di Pola in Esilio, entrambi esuli di seconda generazione, hanno ricevuto il testimone e lo hanno afferrato con mani ben salde. E il 10 febbraio a Roma hanno consegnato alle maggiori cariche dello Stato un messaggio di forza inaudita sull’italianità degli esuli giuliano-dalmati, sulle loro sofferenze di settant’anni, sul risarcimento morale e materiale che attendono da tutti gli altri italiani. Il pianto disperato dell’esule polesana aggrappata al cancello della casa che le è stata rubata, mentre volteggiano attorno a lei decine di carte disattese dei Trattati di pace, dello Statuto delle Nazioni Unite, sui Diritti dell’Uomo, sul Crimine di genocidio, delle Dichiarazioni di Helsinki e di Vancouver, rimarrà scolpito per sempre nella mente del Presidente Mattarella, del Presidente Grasso, della Presidente Boldrini, di tutti i presenti.
A Padova si è rinnovato un prodigio, grazie al messaggio di amore per l’Arte lanciato nel 1947 dal Professor Mario Mirabella Roberti e rilanciato dal Libero Comune di Pola in Esilio sotto la guida di Silvio Mazzaroli e di Argeo Benco, prima, e di Tullio Canevari, ora. Infatti, una preziosa mostra di antiche medagliette votive, amorevolmente dissotterrate a Pola e catalogate dalla professoressa Ondina Krnjak del Museo Archeologico dell’Istria, diretto dal prof. Darko Komšo, è stata esposta a Padova, grazie a Italia Giacca, presidente ANVGD, e a Tullio Canevari, quale nuovo passo e nuovo pegno di una sempre più profonda collaborazione fra le persone di cultura, archeologi e non solo, di qua e di là dai confini, lungo la strada del rinascimento della cultura italiana sulla sponda orientale dell’Adriatico.
La manifestazione di Sesto Calende del 20 febbraio, nella quale Marco Fornasir ha chiamato ad incontrarsi due qualificati esponenti politici, il prof. Luciano Violante di sinistra e l’on. Ignazio La Russa di destra, è un esempio di civile confronto che deve venire sollecitato da parte degli esuli e ripetuto fra le diverse parti politiche. Lo scopo, che questa volta è stato la rievocazione della difficile e positiva trattativa per l’approvazione della legge 92 nel 2004 sul Giorno del Ricordo, sarà in generale quello di mettere finalmente in piena luce agli ignari la realtà storica dei fatti che portarono all’esodo del nostro popolo autoctono e le implicazioni internazionali che portarono al silenzio di Stato per 57 anni.
Tito Lucilio Sidari

 

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