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ASSOCIAZIONE"LIBERO COMUNE DI POLA IN ESILIO"
ASSOCIAZIONE “LIBERO COMUNE DI POLA IN ESILIO
Via Malaspina, 1 – 34147 Trieste – Tel. e Fax  040 830 294
Presidente: Tullio Canevari
Periodico dell’Associazione: il mensile “L’Arena di Pola”
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Sito dell’Associazione: www.arenadipola.it
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L’ESODO DEL 1947
I cittadini di Pola, capoluogo della provincia dell’Istria, circa 30.000 persone, per la quasi totalità abbandonarono la loro città a seguito del nefando trattato di pace fra l’Italia e le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. L’esodo di massa coinvolse nei vari territori 350.000 Istriani, Fiumani e Dalmati ed avvenne per una scelta di libertà e un atto di amore verso la Madrepatria, volendo dimostrare l’italianità degli esuli e della terra natia.
Quando si ricorda il 10 febbraio del 1947, sono le immagini della partenza da Pola con navi e barche, sotto la neve, che scorrono davanti agli occhi; per chi non ha dentro di sé queste immagini, come i discendenti degli esuli e molti altri, sono i filmati sull’addio alla città che rendono testimonianza.



GENESI  E  STORIA  DELL’ASSOCIAZIONE
Anche se destinati a vivere nel grigiore dei campi profughi, in città diverse e distanti tra loro, prima di trovare una degna sistemazione, i polesi (o polesani, come preferiscono definirsi) non rinunciano mai alle occasioni per stare insieme. La festa di San Tommaso patrono di Pola, poco prima di Natale, il 21 dicembre, è sempre una delle date deputate a tali appuntamenti di aggregazione (anche se ora la Chiesa ha spostato la ricorrenza a luglio, gli esuli da Pola continuano a festeggiarla in dicembre). Ma c’è il bisogno anche di vedersi tra amici, organizzando incontri conviviali: ci pensa il professor Bruno Artusi, esule a Novara. Il 25 gennaio 1959 si svolge proprio nella città che l’aveva accolto esule da Pola, il Primo incontro tra “veci muli polesani”, ricorderà Artusi su “L’Arena di Pola”, “uniti dai tanti ti te ricordi, dalle ciacolade, dalle cantade e da un pranzo di gnocchi col levero”. Ma l’incontro di Novara è anche destinato a dar vita al primo nucleo attorno al quale, riconosciuto capo carismatico proprio l’Artusi, si focalizzano poi i classici raduni.
Nerino Rismondo (Rime) di Zara propone l’idea di ricostituire in esilio i Liberi Comuni, con Sindaco, Consiglio comunale, Giunta, Assemblea dei cittadini quale corpo elettorale, Gonfalone. L’idea viene attuata con la costituzione del Libero Comune di Zara in Esilio, a Venezia nel 1963, e del Libero Comune di Fiume in Esilio, a Milano nel 1966.

Per gli esuli da Pola, importante è il contributo di personaggi come Lino Drabeni, che all’inizio, col gruppo di esuli lombardo, salda il costituendo organismo polese con l’ANVGD, e Lino Vivoda, che nel corso del primo raduno dei Giovani Adriatici all’isola di San Giorgio a Venezia tiene una riunione all’ostello della Gioventù con Silva Bilucaglia, Aldo Negro, Tullio Paliaga ed altri giovani polesi per organizzare un gruppo di volonterosi attivisti, dando il via alle adesioni. A Bergamo, nel corso dell’XI raduno degli “Amici Polesani”, 220 convenuti firmano una mozione indirizzata al congresso nazionale dell’ANVGD con la richiesta di avviare le opportune variazioni statutarie che prevedano l’organizzazione di una comunità polese in esilio. L’istanza, presentata da Vivoda a Napoli al VII congresso nazionale dell’ANVGD, viene accolta ed inserita nell’art. 17 del nuovo statuto associativo. A Milano, 161 polesi firmano la proposta di costituzione di un comitato specifico che vede la luce a Varese su convocazione del vicepresidente nazionale ANVGD Lino Drabeni. Si giunge così al XII raduno nazionale degli esuli da Pola del 4 giugno 1967 a Genova. Qui, alla Fiera del Mare, 450 esuli polesi rispondono all’appello lanciato da Luciano Luciani su “L’Arena di Pola”, convergendo per la prima volta da ogni parte d’Italia, per dare vita all’“Unione Libero Comune di Pola in Esilio”. Primo sindaco nel 1967 diviene Bruno Artusi, con vice Lino Vivoda. Insieme organizzano i raduni a Torino, Milano, Bologna, Peschiera del Garda, Novara, Gardone Riviera, Modena (due volte), Padova, La Spezia, Verona; a Roma nel 1980 il raduno viene annullato per discordanze con la diplomazia del Vaticano; seguono Firenze, Rubano (Padova), e il XXVII a Roma.

Alla morte di Artusi, nel dicembre 1985, viene nominato sindaco Lino Vivoda, durante un incontro a Cremona; suo vice è Mario Ive. Vivoda organizza i raduni a Rimini, Cremona (due volte), Grado - Trieste, Ancona, Treviso, Marina di Carrara - Pisa e Peschiera del Garda (tre volte). 

Nel 1994 la carica di sindaco viene assunta da Bernardo Gissi, eletto a Peschiera del Garda, con vice Alberto Durin, che organizza i raduni a Trieste, Treviso, Chioggia, Peschiera del Garda (cinque volte), ove conclude il suo mandato. A Gissi, fra l’altro, va il merito di aver registrato nel 1995 presso un notaio lo statuto dell’associazione, da allora denominata “Libero Comune di Pola in Esilio”, e di aver acquisito al LCPE nel 1996 il giornale “L’Arena di Pola”, di cui diviene Direttore Piero Tarticchio nel 2000, mentre il precedente storico Direttore Pasquale De Simone si ritira a vita privata.

Nel 2002 viene eletto sindaco Silvio Mazzaroli, durante una seduta di Consiglio a Brescia, con vice  Argeo Benco; egli organizza i raduni a Brescia, Roma, Verona, Grado, La Spezia, Venezia, Torino. A Mazzaroli, che per 11 anni ricopre anche la carica di Direttore de “L'Arena di Pola”, con l’apporto di Piero Tarticchio dalla redazione di Milano, va riconosciuta una grande spinta propulsiva per l’intensificazione dei rapporti degli esuli con i rimasti.

Nel 2009 a Torino viene eletto sindaco Argeo Benco, con vice Tito Lucilio Sidari; egli organizza i raduni a  Montegrotto (Padova) e quindi, per la prima volta nella storia del LCPE, a partire dal 2011, tre raduni consecutivi a Pola, ulteriormente ampliando i contatti con i rimasti.

Nel 2013 viene eletto sindaco Tullio Canevari, con vice Tito Lucilio Sidari; egli organizza nel 2014 il quarto raduno consecutivo a Pola, il LVIII. Nel giugno 2013 la carica di Direttore de “L'Arena di Pola” viene assunta da Paolo Radivo.

Per notizie dettagliate, fino al 2005, si rimanda al testo: Lino Vivoda L'Associazione Libero Comune di Pola in esilio, Ed. “L’Arena di Pola”, Trieste 2005. Un aggiornamento è in fase di preparazione.

Nel giugno 2011 a Pola ha inizio una nuova fase della vita associativa degli esuli “polesani” che tengono per la prima volta il proprio raduno nazionale nella città abbandonata in quel lontano e doloroso febbraio – marzo del 1947. La stampa in questa occasione parla di “evento unico” come se si trattasse del primo incontro esuli-rimasti. In realtà si tratta di una tappa, certo molto importante, del rapporto degli esuli con la città: il primo incontro ufficiale si svolge, infatti, già il 2 novembre del 1992 a Pola nella sede della Comunità degli Italiani di Porta Ercole tra la presidente della Comunità stessa, Olga Milotti, con il Direttivo al completo, l’on. Furio Radin, deputato al Sabor di Zagabria per la minoranza italiana, ed una delegazione del Libero Comune di Pola in esilio guidata dal Sindaco Vivoda con alcuni consiglieri, tra i quali Livio Dorigo, Aldo Vallini, Teodoro Ronzitti, Roberto Giorgini, ed altri esuli. Con Vivoda partecipano all’incontro il sen. Lucio Toth presidente nazionale ANVGD, il Console d’Italia a Capodistria Luigi Solari, Luciano Sattler presidente dell’Università Popolare di Trieste e il presidente dell'ANVGD triestina Renzo Codarin. L’incontro, che pone le basi per una comune azione di difesa delle tradizioni, lingua e cultura italiane dell’Istria, ha un grande risalto, come commentato nell’articolo del 3 novembre 1992 sulla “Voce del Popolo” di Ellis Barbalis-Geromella Riavvicinamento con lucidità e realismo.

Nell’occasione Lino Vivoda e Teodoro Ronzitti  incontrano separatamente i vertici della Dieta Democratica Istriana, Ivan Jakovčić e Elio Martinčić, instaurando un amichevole rapporto che contribuirà al lungo lavoro per l’inserimento del bilinguismo croato-italiano nello Statuto della Regione Istriana.
Stabiliti contatti e data concretezza ai rapporti amichevoli, da allora vengono organizzate cerimonie congiunte, a partire dalla Messa nel Duomo di Pola il 2 novembre per ricordare tutti i defunti, con la partecipazione del coro della società artistico-culturale “Lino Mariani” della Comunità degli Italiani; importanti in questa occasione il coinvolgimento e la partecipazione del Console generale d’Italia a Fiume che accompagna le visite ai due cimiteri di Pola di folte delegazioni di polesi, rimasti ed esuli, che giungono quest’ultimi da tutta Italia. L’avvio di tali proficui incontri porta alla decisione congiunta di erigere un cippo – un masso di pietra dono del Comune di Pola – in ricordo delle vittime della strage di Vergarolla del 18 agosto 1946, nel giardino a fianco del Duomo. La realizzazione si deve alla collaborazione di Livio Dorigo, presidente del Circolo triestino di cultura istro-veneta “Istria”, di Mario Quaranta, vice sindaco italiano della città di Pola, e di Lino Vivoda, direttore del periodico “Istria Europa”. In una riunione del Consiglio del Libero Comune di Pola in Esilio, a Grado con sindaco Bernardo Gissi , dopo un accalorato intervento dei consiglieri Vivoda, Dorigo e Anteo Lenzoni, il LCPE approvò all’unanimità l’iniziativa. Ogni anno, da allora la commemorazione del 18 agosto vede riuniti i polesi per la Messa solenne e la cerimonia davanti al cippo recante il nome del luogo  e la data della strage.

OBIETTIVI DELL’ASSOCIAZIONE
Da queste premesse storico-sociali scaturiscono anche gli obiettivi dell’associazione che intende mantenere e rafforzare “i contatti, i rapporti, le relazioni tra tutti i cittadini di Pola in esilio, perpetuando il clima ideale, etico e spirituale della città per rinsaldare i vincoli di affetto, di concordia civica, di unità di intenti e di fraterna solidarietà che li legano”, come viene sottolineato nello statuto dell’organizzazione. Altri obiettivi sono quelli di “favorire il ricordo e alimentare in esilio l’amore per gli usi, i costumi e le antiche storiche tradizioni cittadine e della terra istriana, promovendo la custodia e conservazione d’ogni testimonianza e cimelio per ispirare nei figli e nei figli dei loro figli l’orgoglio delle proprie radici ed un forte senso di identità, frutto di una antica e consolidata civiltà e cultura” ed “estendere, anche a coloro che per affinità spirituale hanno manifestato agli esuli sentimenti di solidarietà umana e sociale e si sentano in qualche modo partecipi dei loro ideali, i valori fondamentali di amor di Patria e di libertà alla base della loro sofferta scelta di vita”.
Per il raggiungimento dei fini sociali l’Associazione si propone inoltre di sostenere e supportare, anche con opere di patronato, i cittadini di Pola in esilio ed i loro discendenti in ogni istanza volta al riconoscimento dei propri diritti in quanto doppiamente italiani, per nascita e per libera scelta.

ATTIVITA’ RECENTI
Il Libero Comune di Pola in Esilio continua l’attività patriottica e culturale che ha sempre contraddistinto il suo operato. Si citano qui alcune delle sue più recenti pubblicazioni di carattere letterario, storico e geografico:
la ristampa in cinque volumi del Codice Diplomatico Istriano di Pietro Kandler,
numerose opere poetiche di Otello Soiatti;
il copione di Bruno Carra Nascimbeni Istria terra amata – La Cisterna che dà luogo allo spettacolo rappresentato decine di volte in Italia e in Istria in dialetto istro-veneto e al DVD per le scuole Istria addio in italiano;
i quattro volumi di pagine scelte da “L’Arena di Pola”;
il volume fotografico Pola ieri, Pola oggi;
il volume La Venezia Giulia e le sue città che ci portiamo nel cuore, che ripropone sei fascicoli pubblicati dalla casa editrice  Sonzogno fra gli inizi del ’900 e gli anni ’30;
la tesina della studentessa Erica Cortese L’esodo dimenticato;
il volume Verona e Pola. Un confronto fra due realtà storiche;
la poderosa pubblicazione in tre volumi di grande formato dei 591 numeri de “L’Arena di Pola” pubblicati fra il 29 luglio 1945 e il 24 dicembre 1947 e ormai molto difficilmente acquisibili in formato cartaceo;
la vastissima acquisizione e memorizzazione in formato elettronico di tutti i numeri de “L’Arena di Pola” dal 1948 al 2000, che verrà messa in rete per consultazione da parte di studiosi e interessati;
il prestigioso volume, edito in collaborazione con il Museo Archeologico dell’Istria, con gli atti della giornata di studio internazionale tenuta nel 2012 a ricordo del Prof. Mario Mirabella Roberti nel decennale della scomparsa; tale volume contiene anche copie dei preziosi opuscoli dell’archeologo sull’Arena e sul Duomo di Pola, risalenti rispettivamente al 1939 e al 1943, già ristampati e distribuiti nel 2012 dal LCPE.

Fra il 2010 e il 2013 si sono realizzati, d’intesa fra LCPE e Unione Italiana, pellegrinaggi di altissimo valore morale ad alcuni dei tanti luoghi simbolo delle violenze del ’900 in Istria: le foibe, teatro dei ben noti infoibamenti ad opera dei partigiani titini comunisti;
in particolare si sono visitate quelle di Vines, di Terli e di Surani, nella quale venne infoibata ancora viva Norma Cossetto, insieme con altre 26 Vittime;
il cippo che nel cimitero di Capodistria ricorda 60-80 infoibati del Capodistriano;
la stele di Strugnano in memoria di due adolescenti italiani uccisi da una squadra fascista;
il monumento di Monte Grande a 21 detenuti nel carcere di Pola fucilati e impiccati dai nazisti;
il luogo dell’uccisione e pubblica esposizione di tre partigiani italiani ad opera di soldati della Repubblica Sociale Italiana sulla riva di Rovigno;
le tombe e monumenti che nel cimitero di Monte Ghiro a Pola commemorano le vittime polesi della strage di Vergarolla e quelle del fascismo e del nazismo.
In ricordo dei naufraghi del regio cacciatorpediniere “Rossarol”, nel 2011 il LCPE ha collocato nel cimitero di Marina a Pola la riproduzione della targa commemorativa bronzea posta sul monumento in riva al mare presso Lisignano, dove il direttivo del LCPE si è recato nel 2012 insieme a una delegazione delle Comunità degli Italiani di Pola e di Sissano.

Anche nelle ricorrenze della strage di Vergarolla, il 18 agosto, e dei Defunti, il 2 novembre, si sono onorate le sepolture delle Vittime e dei Caduti senza distinzione di parte, con la partecipazione delle autorità consolari italiane, di autorità di Pola, di esuli e di attuali cittadini di Pola.

Il LCPE ha conferito la propria benemerenza “Istria terra amata” nel 2011 a Stefano Zecchi ed Erica Cortese, nel 2012 a Piero Tarticchio, Nelida Milani e Anna Maria Mori, nel 2013 a padre Germano Diana, Ester Sardoz Barlessi, Bruno Carra e Grado Teatro, e nel 2014 a Jan Bernas.

Nel gennaio 2014 il LCPE, con uno spirito costruttivo di unitarietà, è rientrato nella Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, di cui aveva fatto parte fin dall’inizio ma dalla quale era uscita nel 2007 per divergenze ormai ampiamente superate.

Si riporta qui di seguito un’intervista, pubblicata il 18 gennaio 2014 dal quotidiano in lingua italiana edito a Fiume “La Voce del Popolo”, della giornalista Rosanna Turcinovich Giuricin all’Arch. Tullio Canevari, attuale Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio.

Il Libero Comune di Pola in Esilio è rientrato nella Federazione delle Associazioni degli Esuli.
E’ successo qualche giorno fa, durante una riunione svoltasi a Padova, di cui solo ora si apprende la notizia, che abbiamo voluto commentare con il Presidente dei “polesani”, arch. Tullio Canevari. E’ stato un processo che ha richiesto alcuni anni di riflessione ma alla fine è successo.

“L’uscita del LCPE da FederEsuli [nel 2007 ndr] era stata determinata da motivazioni ascrivibili, probabilmente, ad entrambe le parti. A mio parere comunque, si è trattato di un fatto increscioso per tutto l’associazionismo giuliano-dalmata. Ora, grazie al venir meno delle motivazioni di allora e, soprattutto, grazie alla consapevolezza della necessità di un fronte comune per il raggiungimento di obiettivi che stanno a cuore a tutti, la decisione del rientro”.

Quale sarà il contributo del Libero Comune all’interno della Federazione?

“Quella dei giorni scorsi è stata una riunione esplorativa, vedremo poi su quali punti Pola potrà inserirsi a pieno titolo”.

La vostra associazione ha dato un segnale forte con il Raduno a Pola. Quali le difficoltà ma anche le soddisfazioni di questo incontro?

“I raduni sono ormai un fatto consolidato, un segnale forte per gli esuli, per i rimasti, per le autorità locali e per quelle italiane. Le difficoltà incontrate sono state e sono notevoli. C’è il rammarico di non avere tuttora rapporti più stretti con l’amministrazione croata della città. Se vogliamo parlare di soddisfazioni, allora direi che sono date dai rapporti con la comunità italiana di Pola, il cui Presidente, Fabrizio Radin, che è anche vicesindaco della città, sostiene tutte le nostre iniziative, vi partecipa coinvolgendo, per quanto possibile, l’amministrazione comunale che ha deposto corone sui luoghi che ci accomunano”.

Il vostro impegno per Vergarolla, continua. Perché è così importante far capire al mondo cosa accadde quel 18 agosto del 1946?

“Vogliamo far conoscere una barbarie successa ben oltre la fine della guerra. Ecco perché chiediamo il coinvolgimento dell’amministrazione comunale di Pola per rendere più significativo il monumento che ricorda la strage, con l’aggiunta dei nomi delle vittime sulla base del progetto che abbiamo presentato come Libero Comune”.

Che cosa si avverte tra la gente nelle giornate trascorse insieme a Pola?

“Si sovrappongono un misto di sentimenti: la gioia di trovarsi assieme nei luoghi dell’infanzia, la malinconia di rivedere luoghi e cose che erano nostri e non lo sono più, la consapevolezza di rinforzare con la propria presenza i legami con la terra d’origine”.

Che cosa rappresenta il raduno per i giovani?

“Rappresenta, e lo dovrà fare ancora di più nel futuro, un momento importante per la conoscenza di una terra, di una cultura, di una storia che purtroppo né in Italia né in Croazia hanno modo di conoscere. Perché dimenticata o perché travisata”.

La vostra associazione cambierà nome?

“No. L’LCPE non vuole rinunciare alla sua caratteristica di rappresentare i cittadini di Pola in Italia. I rapporti con l’autorità di Pola miglioreranno quando avremmo l’occasione e il modo di spiegare che non c’è nessuna rivalità tra le due identità ne volontà di ingerenza nell’amministrazione polese e che l’attuale denominazione è giustificata dal fatto che i suoi associati sono e si sentono cittadini di Pola”.
Il programma del raduno 2014 è già pronto. Cosa possiamo anticipare, quali saranno i momenti pregnanti?
“Si svolgerà dal 15 al 18 maggio: i momenti  importanti saranno molti, tra questi un convegno di studio sulla strage di Vergarolla, una giornata a Brioni con la preannunciata partecipazione entusiasta delle autorità diplomatiche italiane e dei vertici della comunità italiana di Pola, una partita di calcio tra una squadra di giovani italiani e croati”.

Qualcuno ipotizza, fantastica e sogna, di portare il 18 agosto all’Arena di Pola, lo spettacolo di Cristicchi, Magazzino 18. Lei cosa ne pensa?

“Condivido la speranza, sono consapevole delle difficoltà ed anche dei pericoli che la realizzazione comporta. Stiamo lavorando a fianco della diplomazia italiana e delle altre associazioni, affinché una fantasia si trasformi in realtà, operando comunque in sintonia con la Comunità degli italiani”.
Che cosa rappresenta oggi per Lei Pola?

“Pola, un sogno. Faccio mie le parole di un mio nipotino di nove anni che è venuto con me quest'anno per la prima volta e mi ha detto queste precise parole: «Pola è un posto magico!» Qui ho conservato un posto per l’eternità, ma fino a quel momento, ciò che vorrei è una casa in riva al mare”. (rtg)


Il quarto raduno consecutivo a Pola, 58° della serie, ha avuto, fra l’altro, alcuni alti contenuti culturali:
il convegno di studio con l’intervista pubblica ai due storici William Klinger e Gaetano Dato e con la loro presentazione dei rispettivi recenti studi sulla strage di Vergarolla; di tale strage si è successivamente tenuta, il 13 giugno 2014, la prima commemorazione a livello istituzionale a Roma, nella sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, presenti numerosi esuli e parlamentari;
la presentazione dei tre volumi contenenti tutti i 591 numeri de “L’Arena di Pola” dal 29 luglio 1945 al 24 dicembre 1947;
la presentazione e l’omaggio agli intervenuti di un volume sulle antiche Storie e leggende Istriane, basato sulla tesi di laurea del 1939 della Professoressa Maria Secacich e tradotte dai dialetti istriani in italiano da Iginio Udovicich;
la presentazione e l’omaggio agli intervenuti di uno splendido volume con gli Atti della giornata di studio internazionale in memoria dell’archeologo Prof. Mario Mirabella Roberti, tenuta a Pola nel raduno del 2012; la presentazione è avvenuta su iniziativa del LCPE, da parte di Robert Matijašić, già Rettore dell’Università di Pola, e del Museo Archeologico dell’Istria, con la partecipazione del Direttore Darko Komšo e della curatrice del volume e archeologa Ondina Krnjak;
la proiezione di un estratto dello spettacolo Magazzino 18 dell’attore Simone Cristicchi ed il conferimento della benemerenza “Istria terra amata” al giornalista e scrittore Jan Bernas, ispiratore dello spettacolo con il suo libro Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani.
Durante l’Assemblea Generale è giunta la notizia della morte di Olga Milotti, che è stata ricordata con commozione quale grande polesana italiana e parte attiva di prima grandezza nel riavvicinamento fra i cittadini di Pola in esilio e gli attuali abitanti della città.
Tito Lucio Sidari

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 06 luglio 2014 )
 

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