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MILANO: 10 GIORNO DEL RICORDO

Milano: 10° anno Giorno del Ricordo

 

«Cari amici, oggi non voglio parlare di foibe, vi chiedo solo di chiudere gli occhi e pensare a casa vostra, al vostro quartiere, alla vostra città. Pensate agli odori, ai colori, alle strade, alla gente. Fate in modo che in ogni angolo del vostro immaginario risuonino le voci e i rumori della vostra terra. [...] Luoghi che sono vostri e vi appartengono per diritto di nascita. [...] Ora, provate a immaginare il silenzio. Un silenzio opprimente che avvolge la vostra città, il vostro paese le sue strade, le sue piazze, le sue chiese senza più rumori, né odori, né parole, senza più la sua gente. Un enorme vuoto aleggia su una città svuotata. Silenziosa. Deserta. [...]

Questo è stato l’esodo… Il nostro esodo che oggi commemoriamo. E noi l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle, sessantasette anni or sono, in tutta la sua tragicità. [...]

Il 10 febbraio di quest’anno ricorre il decennale del Giorno del Ricordo, diventato legge dello stato nel marzo del 2004. [...] Oggi non ci sarebbe un motivo valido per turbare le nostre rivendicazioni […] tuttavia anche quest’anno ci portano all’acqua ma non ci lasciano bere. [...] Una debole schiarita era avvenuta a Padova lo scorso autunno, sembrava annunciasse il sereno dopo la tempesta quando la locale sezione ANPI aveva ammesso i propri errori nel valutare gli esuli istriani, fiumani e dalmati come criminali: demoni fascisti fuggiti dal paradiso comunista di Tito. Purtroppo è stato un fuoco di paglia, il vilipendio e la disinformazione hanno ripreso – contro di noi – la loro ormai stucchevole tiritera di infamie ripetuta all’infinito.

«La storia non deve essere di nessuno, ma la verità deve essere di tutti». Lo ha detto il giornalista e scrittore Jan Bernas, esperto di geopolitica e di storia, spiegando l’urgenza artistica della genesi di Magazzino 18. Un’idea accarezzata per vent’anni dal regista Antonio Calenda, che ha trovato finalmente compimento grazie ai fortunati incontri con Cristicchi e con Bernas, contattato dal cantante dopo aver letto il suo libro Ci chiamavano fascisti. Eravamo italiani. [...] Lo spettacolo Magazzino 18 sta girando l’Italia da ormai tre mesi ottenendo un successo insperato. Attraverso la sua verità offende coloro che per sessant’anni si sono nutriti di menzogne [...]

Nel febbraio del 1947, mentre lasciavo Pola, con la morte nel cuore mio nonno mi disse: «Fatti coraggio, sei giovane, la strada dell’esilio che devi percorrere è la vita stessa che ti aspetta. Non deluderla, affrontala e combatti le tue battaglie con i quattro pilastri ideali che ti abbiamo insegnato; la fede, l’onestà, l’orgoglio e il coraggio. Solo nell’età matura ho capito che il trascorrere degli anni non sana le ferite dello spirito. L’esule non possiede un luogo tutto suo dove far ricrescere le proprie radici recise. L’anima diventa l’unico rifugio dove custodire i ricordi e le memorie. [...] Johann Paul Friedrich Richter, scrittore e pedagogista tedesco ha scritto: «Il ricordo rimane il solo paradiso dal quale non possiamo essere cacciati».

La maggior parte dei nostri vecchi morirono di crepacuore [...] Per cinquantasette anni la nostra storia fu taciuta, confinata nell’oblio e nel disinteresse collettivo da un colpevole e consapevole silenzio di stato. [...]

Coloro che allora furono chiamati «profughi» oggi si dichiarano «esuli in Patria». Solamente dopo l’istituzione del «Giorno del ricordo» [...] le nostre vicende sono entrate di diritto – anche se con molta difficoltà – nelle scuole e nella Storia ufficiale italiana del XX secolo. Spetta a noi, ultimi testimoni della nostra storia, [...] scrivere il nostro vissuto percorrendo a ritroso il «sentiero della memoria», riproponendo gli accadimenti, ma non in forma nostalgica [...], bensì documentando le realtà vissute nella verità e nell’aderenza critica dei fatti. [...] Fin dall’alba dei tempi l’uomo inventando la scrittura ha cercato di ricreare il passato, per tener vivo il processo storico interrotto e fare sì che in qualche modo si riattivi. [...] Non si muore, né come individuo né come popolo, finché sarà possibile lasciare su una parete di fango, sul rotolo di un papiro, su un foglio di carta o sullo schermo di un computer le nostre memorie e le nostre speranze».

 Questi alcuni dei passi fondamentali del discorso che Piero Tarticchio ha pronunciato a Milano nel decimo Giorno del Ricordo. Piero Tarticchio, un simbolo, un testimone di fronte al quale nessun cittadino rimane insensibile e nessun giustificazionista trova argomenti validi, ha pronunciato queste parole davanti ad un mare di esuli ed alle più alte autorità civili e militari milanesi, incurante della pioggia battente e dell’assenza del Sindaco di Milano, che aveva organizzato la cerimonia e che è stato sostituito da un Assessore.

Milano, come era nelle aspettative, ha celebrato il Giorno del Ricordo con una serie di iniziative di alto livello, grazie all’azione del Comitato Provinciale ANVGD, e con un alto numero di commemorazioni e conferenze nelle scuole, nelle università, nei circoli, grazie ad uno sparuto ma attivo gruppo di esuli e di simpatizzanti. Il Direttore de “L’Arena di Pola” vi già dato notizia sintetica di numerosi eventi nel numero di febbraio. Desidero ora dare qualche informazione significativa e citare le autorità ed i cittadini che ci hanno aiutato.

Il Vice-presidente della Provincia di Milano ed Assessore alla Cultura Ing. Novo Umberto Maerna una volta di più ha messo a disposizione la prestigiosa “Sala Merini” dello “Spazio Oberdan” di Milano, il 15 febbraio, per la rappresentazione di Giulia. L’afflusso di studenti è stato talmente massiccio, che ad un certo punto è stato necessario chiudere l’ingresso, con dispiacere degli organizzatori. Il Presidente Nazionale ANVGD, Antonio Ballarin, presente in sala con numerosi esuli, ha subito preannunciato una replica, che dovrebbe tenersi in maggio. Hanno preso la parola Antonio Ballarin, Gianluca Kamal, Giovanni Grigillo a nome del Presidente di ANVGD-Milano Sergio Trevisan e Piero Tarticchio. Erano presenti fra gli altri la on. Paola Frassinetti e l’on. Carlo Fidanza; inoltre, del Consiglio di Zona 3-Milano: la Vice-presidente Sara Rossin, la Presidente della Commissione “Educazione e Istruzione Pubblica”, Caterina Antola, i Consiglieri Rita Cosenza, Vincenzo Viola e Federico Santoro; da mettere in evidenza che la Zona 3 ha garantito il patrocinio e la copertura finanziaria richiesta per l’evento, oltre alla esposizione nella Sala Consiliare delle 21 tavole di Piero Tarticchio della mostra Conoscere per ricordare.

La stessa “Sala Merini” della Provincia di Milano, nel pomeriggio del 10 febbraio, ha accolto la rappresentazione del dramma La foiba dei colombacci dell’esule Luigia Matarrelli, splendidamente interpretato da Relda Ridoni, esule da Fiume, e da Andrea Oldani. Scritto nell’immediatezza della tragedia delle foibe, il dramma denuncia le efferatezze compiute dai titini sulla popolazione inerme. Numerosi esuli presenti e calda partecipazione; anche di questa rappresentazione si auspicano repliche nel corso dell’anno.

Rimanendo in tema artistico, va ricordata la celebrazione tenuta il 6 febbraio ad Arese, grazie ai responsabili della locale Università della Terza Età e agli instancabili esuli Elio Ballarin e Alfredo Piva: il coro diretto da Maria Grazia Vocalopulo ha imparato appositamente per l’occasione e cantato l’Inno all’Istria ed il Va, pensiero, suscitando forte emozione in tutti i presenti, fra i quali l’esule Signora Zuccheri e congiunti, ed in particolare nei relatori Tarticchio e Sidari.

Piero Tarticchio, oltre alle commemorazioni ufficiali in Milano ed alle numerosissime conferenze nelle scuole di Lombardia e Piemonte, ha tenuto l’annuale celebrazione nel Parco delle Vittime delle Foibe a Segrate (MI). Erano presenti, fra gli altri, il Sindaco di Segrate Adriano Alessandrini, che ha pronunciato un toccante discorso, ed il rappresentante della locale sezione dell’ANPI, che ho salutato personalmente, auspicando una comprensione corretta delle nostre vicende; egli si è detto informato dei fatti e sempre favorevole alla celebrazione del Giorno del Ricordo.

Il 10 febbraio a Milano, in sovrapposizione con la cerimonia principale tenuta in Largo Martiri delle foibe, la Regione Lombardia ha intitolato una sala del grattacielo “Pirelli” alla Venezia Giulia e Dalmazia ed ha consegnato i premi del concorso regionale scolastico sul tema del Giorno del Ricordo. Alcuni Consiglieri di ANVGD-Milano, pertanto, con brevissimo preavviso sono stati “comandati” a presenziare a tali eventi.

Ho tenuto il 21 febbraio una conferenza sul Giorno del Ricordo in una sede periferica dell’Università Statale di Milano (mentre ciò non è stato possibile in una delle sedi centrali), constatando vivissimo interesse nella trentina di studenti presenti; ho sottolineato come le ideologie portino a comportamenti oppressivi e ad interpretazioni fuorvianti della realtà, mentre invece ciascuno dovrebbe fare un esame critico della realtà stessa e trarne personali insegnamenti.

Un’altra esperienza di particolare interesse si è avuta il 3 marzo, per Guido Brazzoduro, Sindaco del Libero Comune di Fiume in Esilio, e per me, nell’ITSOS “Marie Curie” di Cernusco sul Naviglio (MI). Dopo il saluto e la presentazione al Preside, durante una lezione “non stop” di ben sei ore, dalle 8 alle 14, si è avuta occasione di confronto con i numerosi giovani presenti ed anche con alcuni insegnanti che, informati dell’intervento dei due esuli, hanno voluto verificare che la vicenda di foibe ed esodo fosse esposta “contestualizzata” (il termine è ben noto a chi svolge questi interventi). Ritengo che, rimanendo nei termini della assoluta correttezza ed invitati ripetutamente a rimanere nell’aula, essi abbiano trovato le spiegazioni che cercavano, compatibilmente con il tempo di cui potevano disporre al momento e hanno ricevuto un invito ad eventuali successivi approfondimenti.

Restando nelle scuole secondarie superiori, ho notizie precise di altri interventi: l’8 febbraio al Liceo Linguistico “Manzoni” di Milano (di cui alcune allieve sono state premiate a Roma presso il Senato), grazie ad Elisabetta Barich, esule di seconda generazione e mamma di un’allieva, al Preside e a numerosi insegnanti; abbiamo parlato in un’aula magna stracolma Giovanni Grigillo ed io; sempre l’8 febbraio al Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo, grazie ad alcuni studenti e a Fulvio Moneta de’ Suvich, abbiamo parlato a studenti ed adulti; il 10 febbraio mattina presto al Liceo Scientifico “Casiraghi” di Cinisello Balsamo (MI), grazie a Rossana Mondoni, insegnante e scrittrice, relatrice insieme con lo scrittore e giornalista Luciano Garibaldi e con me, ho proiettato e commentato Istria addio.

Per le scuole medie, ricordo l’intervento a Binasco (MI) del 4 febbraio, grazie alla determinazione e costanza dell’Alpino Wladimiro Finetti (sua moglie è nata ad Albona), della Vice-preside prof.ssa Prono, della prof.ssa Silvia Orlandi, la quale ha organizzato anche la conferenza ai concittadini il 16 gennaio, con la mostra Conoscere per ricordare di Tarticchio dal 16 al 19 gennaio, e grazie al Sindaco di Binasco Riccardo Benvegnù; anche in questa scuola ho presentato e commentato Istria addio. Il 5 marzo Rossana Mondoni, Luciano Garibaldi ed io abbiamo tenuto una commemorazione alla scuola media “Anna Frank - Bartolomeo Zucchi” di Monza, grazie all’insegnante Glauco Carlo Casarico; la palestra era piena di studenti con i loro insegnanti.

L’11 febbraio un piccolo gruppo di esuli si è riunito in preghiera e, grazie a Fulvio Falcone, esule da Fiume, ha deposto una corona d’alloro sulla lapide dedicata agli infoibati e a tutti gli esuli, nel Cimitero Monumentale di Milano.

Il 12 febbraio nel Liceo “Cavalleri” di Parabiago (MI), grazie ad alcuni studenti, al Preside prof. Luciano Francesco Bagnato e a Gianluca Kamal segretario di ANVGD-Milano, ho rievocato le foibe e l’esodo ad un folto pubblico di studenti e di cittadini di ogni età.

Il 13 febbraio a Sesto Calende (VA) l’amico Marco Fornasir, giornalista e Presidente degli Amici Triestini di Milano, grazie all’Assessore alla Cultura e Istruzione prof.ssa Silvia Fantino, ha organizzato un concorso scolastico sul Giorno del Ricordo, una mostra delle 21 tavole di Tarticchio ed una conferenza, con relatori Romeo Cociancich, Fornasir stesso, Tarticchio ed io.

Il 15 febbraio pomeriggio a Ceriano Laghetto (MB), grazie al Sindaco Dante Cattaneo ed all’esule da Zara Mario Marcuzzi, si è tenuta una celebrazione del Giorno del Ricordo, con intitolazione di un piazzale ai Martiri delle foibe, congiunta con una celebrazione della Giornata della Memoria della Shoah; siamo intervenuti con un breve discorso Romano Cramer per il Movimento Nazionale Istria, Fiume, Dalmazia, Guido Brazzoduro per il Libero comune di Fiume in Esilio ed io per il Libero Comune di Pola in Esilio, nonché l’Assessore alla Cultura della Provincia di Monza-Brianza Enrico Elli.

Il 1° marzo a Turate (CO) è avvenuta la presentazione del libro Paride Mori - Capitano dei Bersaglieri di Alberto Zanettini, in memoria della Medaglia d’Argento alla Memoria Paride Mori, caduto nella difesa dell’alta valle dell’Isonzo dall’invasione slava dopo l’8 settembre 1943; presenti fra gli altri i Figli del Caduto, Gianantonio Godeas del CMC, Romano Cramer, io ed il carissimo Carlo Montani, che ha tenuto un’applaudita relazione storica su quel tragico periodo di guerra.

Altri eventi commemorativi si sono avuti a Pioltello (MI) ed a Cernusco sul Naviglio (MI), a cura delle amministrazioni locali e dell’esule Silvio Zanella, che nuovamente ringrazio. Se ho omesso qualche iniziativa, me ne scuso e prego i lettori di segnalarla.

Complessivamente, le celebrazioni hanno avuto un buon esito ed alta partecipazione di esuli e di studenti; le azioni di disturbo o contro-celebrazioni hanno avuto rilevanza marginale e si sono rivelate controproducenti per gli autori stessi; ad essi vada il nostro invito ad un confronto aperto, certi come siamo che chi giunga a conoscere bene le vicende del confine orientale possa poi giungere al rispetto per il popolo degli esuli giuliani, fiumani e dalmati. E’ interessante la progressiva apertura di varie correnti politiche nei confronti degli esuli; vedremo come si svilupperà nel tempo e quali effetti pratici potrà avere; apprezziamo i buoni sentimenti e dopo sessantasette anni ci attendiamo che essi portino al pieno riconoscimento di tutti i nostri diritti di cittadini europei.

Tito Lucilio Sidari (Vicesindaco LCPE)


 

Giulia ferma il cuore

Giulia è una rappresentazione assolutamente eccezionale. Quanti turisti visitano l’Istria senza sapere nulla, senza voler sapere nulla, o, se esuli, tornano nella loro terra cercando di rimuovere quello che sanno, per non soffrire ancora? La famigliola di Giulia va in vacanza in Istria e mostra alla ragazzina le città, le spiagge di roccia, i monumenti, le isole del Carnaro; le racconta quel poco che è indispensabile sulla storia antica; poi la madre comincia a raccontarle qualche realtà più recente, con parole attente, caute, adatte all’età giovanissima... Ma la scenografia altamente drammatica prende il sopravvento, schiacciando lo spettatore alla poltrona o alla parete, facendolo partecipe di una tragedia che ancora chiede di essere conosciuta e chiede riscatto. Un crescendo di emozioni. E Giulia finalmente “vede” e capisce perché i genitori hanno finora cercato di non dirle tutto. Autrice, regista, scenografo, attori, tecnici di scena di grande bravura hanno riscosso strepitosi applausi da giovanissimi studenti e da anziani esuli, tutti con el gropo in gola. Da rivedere ancora ed ancora. (TLS)

Ultimo aggiornamento ( domenica 30 marzo 2014 )
 

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