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MAGAZZINO 18 DIVENTA UN VOLUME CON CD

“Il Rossetti” - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha prodotto per la collana “I Quaderni del Teatro” la pubblicazione con annesso cd Magazzino 18 - di Simone Cristicchi - regia di Antonio Calenda. Lo si può acquistare a 20 euro presso la biglietteria del Politeama e alcune librerie convenzionate: a Trieste la “Minerva”, la “Lovat”, la “Ubik”, la “Nero su Bianco” e la “Achille”, a Monfalcone la “Ubik Rinascita”.
Il volumetto, in 112 pagine su carta patinata a cura di Stefano Curti e Ilaria Lucari, presenta una prefazione del presidente dello Stabile Miloš Budin, un breve testo di Jan Bernas, coautore dello spettacolo, un intervento di Simone Cristicchi, due sue interviste pubblicate rispettivamente sul “Messaggero Veneto” e “Il Piccolo”, i crediti dello spettacolo, il copione con i testi delle canzoni, le biografie di Cristicchi, del regista Antonio Calenda, di Jan Bernas, del M° Valter Sivilotti e della FVG Mitteleuropa Orchestra da lui diretta, di Paolo Giovanazzi, curatore delle scene, di Nino Napoletano, curatore delle luci, nonché dell’Associazione StarTS Lab, da cui provengono i piccoli coristi. Le ultime pagine sono riservate al Teatro Stabile e alla Promo Music, partner di produzione.

 

Numerose pagine contengono foto a colori del Magazzino 18 e di scena. Il cd raccoglie 16 tracce: tutte le canzoni (Il cimitero degli oggetti, Dentro la buca, Canzone dell’Archivista, Coreva andar pel mondo, 1947, Magazzino 18, Noi siamo la classe operaia, Non dimenticare) e i brani strumentali dello spettacolo musicati dalla FVG Mitteleuropa Orchestra, nonché alcuni monologhi. Il 4 febbraio uscirà per le edizioni Mondadori il libro Magazzino 18, scritto da Simone Cristicchi e Jan Bernas. Il 10 febbraio poi la registrazione del “musical civile” sarà trasmessa su Rai 1 in seconda serata.
Di seguito pubblichiamo i testi di alcune delle canzoni.

Dentro la buca
Dentro la buca, dentro la buca, tutto dentro la buca.
Dentro la buca, dentro la buca, tutti dentro la buca.
Dentro la buca… Cosa nascondi dentro la buca?
Dentro la buca… Quanti segreti dentro la buca.
Le nostre facce sporche di fango,
il nostro corpo livido e bianco,
senza una croce né una preghiera.
Qui non esiste una via di fuga,
solo quel colpo dietro la nuca.
Dentro la buca, dentro la buca, tutto dentro la buca.
Dentro la buca, dentro la buca, tutti dentro la buca.
Dentro la buca… Cosa nascondi dentro la buca?
Dentro la buca… Quanti segreti dentro la buca.
Noi camerati, noi comunisti, noi partigiani o poveri cristi.
Noi cancellati dalla coscienza,
perché il silenzio è come una bomba,
sarà per sempre la nostra tomba.
Dentro la buca, dentro la buca, tutto dentro la buca.
Dentro la buca, dentro la buca, tutti dentro la buca.
Dentro la buca… Cosa nascondi dentro la buca?
Dentro la buca… Il mondo dentro la buca.
La violenza… dentro la buca!
L’indifferenza… dentro la buca!
L’intolleranza… dentro la buca!
Se mai qualcuno la cercherà,
ditegli pure che sono qua… dentro la buca!

Canzone dell’Archivista
Ar porto vecchio ggià ss’è ffatto bbuio,
a sta’ qqui ddentro ce divento matto,
parlo da solo pe’ famme coraggio,
più scavo a ffondo e più esce fori er marcio.
Che ccerte vorte è mmejjo stasse zzitti
e confidasse solo co’ll’inzetti.
Io nun zò er tipo che ppò ddà cconzigli,
ma stade attenti a vvoi e a li vostri figli…
Nun fadeli studià, nun fadeli penzà,
sarà una vita de ggiojja e ffelicidà.
Nell’ignoranzidà lasciadeli sguazzà,
fàdejje ’sto regalo de ggiojja e sserenidà.
So’ ssolo un zervidore dello Stado,
m’hanno spedido a ffà quest’inventario,
ma fra ’ste carte come in un pagliajjo
poi capita che l’ago io lo drovo.
Ma è mmejjo nun zapé, no, nun t’andà a impiccià,
perché ’sta storia qqua è troppo granne pe’ tte.
Ma è mmejjio nun zapé, ma chi te lo fa ffà,
ma io ’sta storia qqua la vojjo raccontà.

Noi siamo la classe operaia
Noi siamo la classe operaia,
la nostra fede è il sol dell’avvenire.
Siam qui per costruire il paradiso,
con muscoli d’acciaio, siamo pronti a lavorar…
Partiamo per la Jugoslavia
con solo una valigia ed un’idea,
in fabbriche e cantieri, coi nostri volti fieri
verso la rivoluzion!
Siamo duemila monfalconesi, siamo decisi a venire lì.
Siamo fedeli al nostro partito,
siamo al servizio di Tito e Stalin.
La democrazia proletaria
non è solo utopia, ma una realtà.
Compagni, su al lavoro!
Cantiamo tutti in coro! Verso la rivoluzion!
Siamo duemila monfalconesi,
siamo coesi contro i padron.
Abbiamo braccia, gambe e cervello,
falce e martello e un sogno nel cuor.
Siamo operosi come formiche
con la potenza di un battaglion.
La nostra patria è il comunismo,
il nostro credo la rivoluzion.
Noi siamo la classe operaia,
la nostra fede è il sol dell’avvenire.
Compagni, su al lavoro!
Cantiamo tutti in coro! Verso la... rivoluzion!

Non dimenticare
Scende la notte e si abbraccia il silenzio,
sul Porto Vecchio si affaccia la luna,
su questa terra che tutto comprende, che tutto perdona…
Io non ho un nome, potrei averne cento,
come le vittime di questa storia,
io porto il nome di chi non conosce nessuna vittoria…
Non è una offesa che cede al rancore,
non è ferita da rimarginare,
è l’undicesimo comandamento: “non dimenticare”…


Ovunque è un trionfo
Critiche solo dagli estremisti
Ovunque Simone Cristicchi lo rappresenti, Magazzino 18 è un trionfo. Così è stato anche il 14 dicembre 2013 al Teatro “Concordia” di San Benedetto del Tronto (AP), il 15 al Teatro “Don Bosco” di Santeramo in Colle (BA) e dal 17 al 22 dicembre al Teatro Sala “Umberto” di Roma. A San Benedetto del Tronto l’ingresso era gratuito con prenotazione obbligatoria senza assegnazione di posto, grazie al patrocinio dell’amministrazione comunale (di centro-sinistra). A Santeramo e Roma invece si pagava il biglietto. Ma in tutti e tre i teatri il pubblico ha riempito le sale, scandendo con applausi le fasi salienti dello spettacolo e riservando all’artista un’ovazione finale.
Magazzino 18 prosegue in versione “tour” il 29 gennaio al Teatro “Farinelli” di Este (PD), il 30 gennaio al Teatro “Aurora” di Scandicci (FI), il 1° febbraio al Teatro Politeama di Boglione di Brà (CN), il 2 al Teatro “Toniolo” di Mestre, il 3 al Teatro “Sociale” di Bergamo, il 20 al Teatro Nuovo di Verona, il 21 febbraio al Teatro Nuovo di Valmadrera (LC), l’8 marzo al Teatro “Goldoni” di Corinaldo (AN), il 9 al Teatro “Mugellini” di Potenza Picena (MC), l’11 al Teatro degli “Astrusi” di Montalcino (SI), il 13 in versione originale al Teatro “Verdi” di Gorizia, il 15 al Teatro “Ivan de Zajc” di Fiume, il 29 marzo al Teatro “Valle dei Laghi” di Vezzano (TN) e il 7 aprile al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” di Udine. Per aggiornamenti si può consultare la pagina ufficiale di Magazzino 18 su Facebook.
Cristicchi continua inoltre a lavorare affinché lo spettacolo venga rappresentato nel luogo più consono, l’Arena di Pola, cosa che il Libero Comune di Pola in Esilio auspica vivamente. Durante l’Assemblea dell’Unione Italiana svoltasi il 19 dicembre a Visignano (Croazia), il presidente della Comunità degli Italiani di Pola Fabrizio Radin ha sconsigliato di riproporre nuovamente Magazzino 18 in Istria con il sostegno della stessa UI e dell’Università Popolare di Trieste dopo le «esperienze negative» avute a Pola. Ma l’appuntamento di Fiume è confermato.
Finora quasi tutti i media hanno giudicato positivamente il lavoro di Cristicchi sul piano sia artistico che contenutistico. Secondo Ilaria Rocchi, de “La Voce del Popolo” di Fiume, «ha fatto uscire la nostra storia da quel magazzino abbandonato nel Porto vecchio di Trieste, costringendo il grande pubblico a confrontarsi con questa pagina spesso dimenticata». Sull’“Unità” Francesca De Sanctis ha scritto che questo musical civile «ha un grande pregio: parlare di una pagina di storia senza sposare tesi  né di destra né di sinistra, ma semplicemente mettendo in fila una dopo l’altra le testimonianze e raccontandole, con buona musica e poesia». Persino il quotidiano di Capodistria “Primorske novice” e quello di Pola “Glas Istre” hanno dedicato parecchio spazio ed espresso lodi all’autore-interprete per la sua bravura e onestà intellettuale.

Invece il giornale comunista on-line “Contropiano”, riprendendo un comunicato stampa del Partito Socialista dei Lavoratori Croato, ha definito Magazzino 18 «un altro tassello atto a calunniare la lotta partigiana, comunista e antifascista». Dal canto suo il periodico dell’Unione degli Istriani, nel numero di novembre, ha definito Cristicchi un «bravo menestrello, orgoglioso socio dell’ANPI», accusandolo di ignoranza e leggerezza e dipingendo lo spettacolo come «un’operazione commerciale brutta, pasticciata ed approssimativa» che peccherebbe di giustificazionismo perché darebbe indebitamente spazio all’incendio del Narodni dom e al campo di internamento di Arbe. Di contro Stefano Crippa su “Il Manifesto” del 27 dicembre ha imputato all’artista di aver dedicato solo tre minuti alle «terribili sofferenze portate dal fascismo in Slovenia», ovvero lo «sterminio di oltre 350mila sloveni, croati, serbi, montenegrini, slavi nelle regioni occupate e/o annesse dal 3 aprile 1941 al settembre del ’43» e le «35mila vittime uccise da fame e malattie in oltre 60 campi di internamento per civili sparsi dal nord al sud Italia». Questi attacchi speculari sono accomunati da una lettura faziosamente politicista di uno spettacolo che non è politico, ma civile e umanitario. Sembra averlo tardivamente capito lo stesso “Manifesto”, che il 3 gennaio ha pubblicato un ampio articolo elogiativo a firma di Luciano Del Sette.
A fine dicembre il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ha diffuso un appello per chiedere che venga tolta la tessera di socio onorario dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) a Cristicchi, reo di «alimentare a livello mediatico e diffusivo a mezzo web una propaganda politica antipartigiana», di strumentalizzare «vicende umane a supporto di idee nazionaliste» e di manifestare «apprezzamento verso personaggi quali Maria Pasquinelli contrapposto ad una continua opera di criminalizzazione della lotta di liberazione del popolo jugoslavo». La vicepresidente dell’ANPI di Roma Elena Improta ha replicato che «ricordare le foibe non è uno scandalo e nulla toglie al valore della Resistenza e alla lotta partigiana». «E’ arrivato il momento – ha aggiunto – di riconoscere che chi scappava da Tito non era fascista, ma cercava la libertà come la cercavano i nostri partigiani». Il presidente nazionale Carlo Smuraglia ha affermato che sulla tessera onoraria a Cristicchi e su Magazzino 18 si farà una verifica seria e non improvvisata, che occorre rispettare le manifestazioni d’arte (salvo i casi di negazionismo) e che «è arrivato il momento di discutere seriamente nelle sedi opportune» di quanti fuggirono dalla dittatura jugoslava in cerca di libertà. L’on. Walter Verini, socio ANPI, ha espresso sostegno all’artista lodando la «straordinaria intensità» dello spettacolo e condannando il «colpevole silenzio» della sinistra. Secondo l’ultimo segretario del PCI, Achille Occhetto, Magazzino 18 è «molto bello» perché porta «una vicenda drammatica e umana lontano dal furore degli opposti ideologismi».
Il 7 gennaio, durante la serata “Buon anno Trieste” offerta al Politeama “Rossetti” dai commercianti al dettaglio, Cristicchi ha ricevuto la Rosa d’Argento per «aver saputo coniugare documentazione storica e poesia».
Paolo Radivo

 Simone Cristicchi manda un abbraccio gli italiani di Pola


Desidero inviare il mio più sincero e caloroso abbraccio a tutti quelli che hanno assistito allo spettacolo Magazzino 18, presso la Comunità degli Italiani. Evento che forse (come mi è stato detto a Pola) avrebbe richiesto una sala con una maggiore capienza, ma che a mio avviso ha comunque generato una grande intimità: cosa che accade con meno frequenza nei teatri dove viene rappresentato.
L’accoglienza e l’affetto che ho ricevuto mi hanno riempito il cuore, e non dimenticherò mai quella sera per me “magica”.
Un’emozione grande, recitare a Pola, che è al centro del mio spettacolo, con il pensiero sempre rivolto a chi non c’è più, e a chi è ancora lì, come voi.
Sono molto rammaricato per le polemiche che ci sono state in seguito, che in qualche modo hanno rovinato l’armonia. Spero non tra noi. Le voci si sono ingigantite, e da una formica è stato fatto un elefante. Non era assolutamente mia intenzione creare tensioni, visto che sono una persona pacifica, che porta uno spettacolo che vuole pacificare gli animi.
Per questo ed altri motivi mi auguro di potervi riabbracciare presto, augurando a tutti buon anno nuovo.
Vostro
Simone Cristicchi

Ultimo aggiornamento ( domenica 26 gennaio 2014 )
 

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