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L'ARENA DI POLA- PRESENTATE A ROVIGNO LE ANNATE 1945/1946/1947

“L’Arena di Pola”: presentate a Rovigno le annate 1945-1946-1947

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L’Assessore del Libero Comune di Pola in Esilio Gen. Silvio Mazzaroli ha presentato in una conferenza stampa al Centro di Ricerche Storiche di Rovigno la mattina di lunedì 25 novembre 2013 l’ultima fatica editoriale del nostro sodalizio: i tre volumoni contenenti la riproduzione anastatica dei 591 numeri de “L’Arena di Pola” del periodo compreso tra il 29 luglio 1945 e il 24 dicembre 1947, ossia a cavallo dell’esodo. Un materiale prezioso di difficilissima reperibilità in originale ora reso disponibile ad un vasto pubblico.
Ricevendo in dono i tre volumi, il Direttore del CRSR Giovanni Radossi li ha qualificati come documenti preziosi per la conoscenza della storia di Pola e degli italiani d’Istria nell’immediato dopoguerra. Inoltre ha lodato le iniziative compiute dall’LCPE in questi ultimi anni, affermando che hanno impresso un’accelerazione al dialogo tra le parti separate dell’originaria comunità istriana.


Il Gen. Mazzaroli, già Direttore del nostro mensile dal gennaio 2003 al giugno 2013, definendo «un privilegio e motivo di grande soddisfazione essere ospite del prestigioso Centro di Ricerche Storiche di Rovigno», ha rivolto al Prof. Radossi e a tutti i presenti il cordiale saluto del nostro attuale Presidente, Arch. Tullio Canevari, del suo predecessore nonché coordinatore dell’opera, Prof. Argeo Benco e suo personale.

«L’opera – ha spiegato – si compone di tre ponderosi tomi. L’impegnativa realizzazione ha comportato: nella prima fase, il reperimento di tutti i giornali editi nel periodo considerato presenti, all’avvio dell’operazione, solo in parte nella nostra Redazione; nella seconda fase, la riproduzione fotografica di ogni singola pagina poi rielaborata al computer al fine di ottenere immagini nitide, ripulite e facilmente riproducibili; nella terza fase, la composizione delle stesse nei predetti tre volumi e la stampa presso la tipografia “Art Group” di Trieste».

«Il periodo compreso tra il 29 luglio 1945, nascita di “L’Arena di Pola”, il 10 febbraio 1947, firma del Trattato di Pace, ed il successivo esodo – ha fatto presente Mazzaroli – è stato per Pola e per la sua popolazione, in particolare di lingua italiana, assai  denso di avvenimenti che ne hanno segnata la storia. I suoi giorni sono stati scanditi: da aspettative e speranze tradottesi perlopiù in amare delusioni; da momenti, talvolta anche lieti, che hanno dato l’illusione di un ritorno alla “vita normale”; dal duro confronto con una realtà che andava facendosi di giorno in giorno più drammatica, sino a culminare nella tragedia prima dell’eccidio di Vergarolla (18 agosto 1946), poi dell’esodo (gennaio-marzo 1947) ed infine del definitivo passaggio della nostra amata Città all’Amministrazione jugoslava (15 settembre 1947); da accadimenti locali ed internazionali che, in maniera diretta od indiretta, hanno pesantemente interferito con il vivere quotidiano, in particolare, degli allora circa 32.000 “polesani” (comprese alcune migliaia di connazionali giuntivi  dalla allora Zona B della Venezia Giulia) e, più in generale, con quello di centinaia di migliaia di giuliani, istriani, fiumani e dalmati destinati a pagare “sulla propria pelle” le pesanti conseguenze della sconfitta dell’Italia. Di tutto questo, in una situazione di grandi tensioni politiche, di limitate disponibilità finanziarie e di grosse difficoltà editoriali, “L’Arena di Pola”, con una cronaca attenta ed emotivamente vissuta da parte dei suoi Direttori, di tutti i suoi collaboratori e lettori, è stata la testimone più immediata e diretta, elevandosi a “voce”, quando non anche a “disperato grido”, degli Italiani d’allora».

L’Assessore ha quindi illustrato genesi, storia e caratteristiche del giornale, che uscì: a Pola dal 29 luglio 1945 al 14 maggio 1947 (quindi ad esodo già praticamente concluso), dal martedì alla domenica su 2 pagine; a Trieste (dopo un’interruzione di soli 9 giorni) dal 23 maggio al 31 luglio ’47 il lunedì, il mercoledì e il venerdì; a Gorizia (dopo una pausa di circa un mese) dall’11 settembre ’47 come settimanale su 4 pagine e il 24 dicembre ’47, in occasione del primo Natale in esilio, quale numero speciale su 8 pagine. Nato per volontà del Comitato Cittadino Polese in contrapposizione a “Il nostro giornale” (voce degli italiani di fede titoista aderenti all’Unione Antifascista Italo Slava - UAIS), riscosse sin dagli inizi un grande successo arrivando, specie nel 1946, ad una tiratura di 7.000 copie che raggiunse in pratica tutte le famiglie polesane di fede italiana. Si autodefinì fino al 9 febbraio ’47 «Quotidiano democratico d’informazioni», dal 12 febbraio ’47 al 31 luglio ’47 «Bollettino d’informazioni del CLN», dall’11 settembre al 24 dicembre ’47 «Settimanale del Movimento Istriano Revisionista - MIR».

Mazzaroli ha quindi esposto la linea seguita dal primo direttore, il socialista Guido Miglia (agosto 1945 - gennaio ’47) e dal secondo, il democristiano Corrado Belci. «Dal settembre ’47, con la nascita del MIR, “L’Arena di Pola” – ha rilevato Mazzaroli – si fece interprete di quelli che ne saranno i principali indirizzi: “politico”, mirante appunto alla revisione dell’iniquo Trattato di Pace, e “assistenziale”, volto all’inserimento degli esuli nel contesto post-bellico nazionale».

«La particolare valenza politica e, soprattutto, umana delle pagine che compongono la raccolta, conferendo a questa ristampa un elevato valore storico documentale, è – ha chiarito il relatore – la ragione per cui il Libero Comune di Pola in Esilio si è a lungo dato da fare perché questo ingente patrimonio di notizie ed ancor più di “sentimenti” non andasse definitivamente perduto. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie al lascito della maggior parte dei giornali dell’epoca da parte dell’esule da Pola Tullio Gabrielli, alla caparbia opera di ricerca delle copie mancanti da parte della nostra Redazione, di Argeo Benco, di Lino Vivoda e di Maria Rita Cosliani, rispettivamente Presidente e Consiglieri della nostra Associazione, alla cortese e pronta collaborazione della Direzione della Biblioteca Universitaria di Pola ed, in particolare, del sig. Bruno Dobrić, e della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, nonché alla collaborazione tecnica di scansione e pulizia degli originali da parte del giovane Andrea Battolla, nipote del presidente Benco».

«Con la stampa dei tre presenti volumi – ha aggiunto il Generale – si completa l’opera di recupero di tutti i numeri, dalla nascita ai giorni nostri, di “L’Arena di Pola”, che speriamo quanto prima di rendere fruibili da parte di chiunque sia interessato a conoscere la nostra storia con la loro immissione “in rete”. Il giornale, infatti, come ebbe a suo tempo a dire uno dei suoi primi direttori, Corrado Belci, rappresenta… “il libro sul quale forse un tempo chi si interesserà della storia della nostra Terra andrà a leggere dove è andata la nostra gente, quale lingua spirituale parlava, quali ne siano state le ultime tracce” e – aggiungo io – quanto grande sia stato il suo amore per i luoghi d’origine e quali i buoni propositi e gli aneliti che hanno animato gli esuli ed i loro discendenti per preservare ciò che rimane dell’ITALIANITÀ dell’ISTRIA».

«Ad iniziare dal primo numero del giornale, un qualsiasi lettore non prevenuto – ha affermato l’Assessore – vi troverà la più eloquente smentita dell’assioma “italiano = fascista” ma anche, magari ponendo un briciolo di maggiore attenzione, del suo opposto, ovvero, che “slavo = comunista” anche se, com’è giusto e scontato che sia, ogni sua pagina trasuda “italianità” con una manifesta propensione, però, per una civile convivenza, ove possibile perché condivisa, con genti di etnia diversa. Sfortunatamente i fatti, più che le parole, ne sancirono l’impossibilità. Uno storico potrà attingervi una caterva di notizie, opinioni e giudizi di “prima mano” su tutto quello che è stato il processo di pace, dalla conferenza di Potsdam, a quelle di Londra prima e di Parigi poi; sui perlopiù abortiti tentativi di dialogo tra ex alleati ma anche tra italiani e jugoslavi; sulle disattese aspettative delle genti locali, non solo di etnia italiana, per un plebiscito che portasse ad una equa definizione dei confini e su molte altre cose ancora. Il cosiddetto “uomo della strada” invece, specie se delle vicende che vi sono trattate è stato in qualche misura co-protagonista, potrà rivivere le emozioni che gli hanno squassato l’anima in occasione di particolari momenti quali, tanto per citarne qualcuno, la visita della Commissione Interalleata per la definizione di un possibile confine “etnico”, lo scoppio di Vallelunga prima e di Vergarolla poi, l’assassinio del Gen. de Winton ad opera di Maria Pasquinelli, le varie fasi dell’esodo e del non sempre agevole approdo e reinserimento in Italia. Io, ad esempio, vi ho trovato traccia della scomparsa del fratello di mio padre, Ing. Onorato Mazzaroli, attirato con l’inganno ad un incontro a Peroi e fatto sparire, senza che se ne sapesse più nulla, perché propugnatore, unitamente ad altri intellettuali polesi, del Movimento Autonomista Istriano».

Mazzaroli ha letto poi il brevissimo articolo dal titolo Le elezioni in Istria, del 28 novembre 1945, riguardante i rovignesi, ed ha concluso facendo ricorso ad una frase scritta nel 1946 dal direttore pro tempore Guido Miglia: «Spero che un giorno la storia ricucia ciò che oggi gli uomini hanno strappato». «Allora – ha commentato – nulla più di un semplice auspicio, oggi una concreta possibilità».
Della conferenza stampa hanno dato notizia obiettivamente i quotidiani “La Voce del Popolo” e “Glas Istre”.

Gli interessati ai tre volumi possono scriverci all’indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o telefonare allo 040 830294 per informazioni.
                                                                                     
                                                                                                            Paolo Radivo
Ultimo aggiornamento ( domenica 22 dicembre 2013 )
 

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