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CRISTICCHI RISCATTA GLI ESULI
 EDITORIALE DEL DIRETTORE PAOLO RADIVO
 
Cristicchi riscatta gli Esuli
E’ confortante registrare come di mese in mese i progressi aumentino e la tendenza generale si confermi positiva. Questa volta la notizia più bella viene dal “fronte interno”.
L’edificante spettacolo Magazzino 18, messo in scena da Simone Cristicchi al Politeama “Rossetti” di Trieste dal 22 al 27 ottobre, ha avuto per ciascuna rappresentazione un riscontro di pubblico così eccezionale da superare anche i pronostici più fausti, spazzando via le pretestuose polemiche della vigilia. Tutto è bene, insomma, ciò che finisce bene. Anzi benissimo, visto che l’autore-cantautore-attore romano si è dimostrato capace di tenere viva l’attenzione degli spettatori per un’ora e tre quarti proponendo loro in forma accattivante una storia negletta e spinosa che li ha fatti commuovere ma a tratti anche ridere. Ci è riuscito alternando una brillante recitazione a canzoni intensamente interpretate e splendidamente musicate.

Con semplicità e sapienza Cristicchi ha celebrato un rito collettivo della memoria capace di produrre catarsi autentica, come nella migliore drammaturgia. Con umiltà e acutezza ha tenuto una lezione di storia efficace, che meriterebbe di essere riproposta in tutte le scuole italiane per lo sforzo di completezza e onestà intellettuale. Con sincerità ha riscattato gli Esuli, se n’è fatto testimone, interprete, sdoganatore, vindice. Li ha raccontati per come sono, ha reso loro pubblicamente giustizia, li ha risarciti moralmente dopo tanti decenni, dando a quella tragedia una valenza universale. E ciò senza dimenticare o sminuire la sofferenza degli altri: “rimasti”, sloveni, croati... Che in realtà – ci ha fatto capire – tanto altri non sono, poiché hanno condiviso e ancora condividono lo stesso fazzoletto di terra a lungo concupito da nazionalismi e totalitarismi di importazione.
Questo moderno musical civile altamente didattico colma dunque un vuoto di conoscenza perché rende lo spettatore compartecipe della vicenda, facendolo palpitare con i protagonisti/vittime e portandolo a cogliere i nessi con analoghe vicende attuali. Nelle prossime settimane verrà riproposto in alcuni teatri minori d’Italia, ma anche a Pirano, Pola e Umago, cioè proprio laddove quei fatti avvennero e dove ancora vivono non pochi italiani autoctoni insieme ad altri conterranei slavi divenuti maggioranza: un fatto straordinario. La popolarità di Magazzino 18 potrebbe convincere persino i cauti direttori artistici dei principali teatri italiani che metterlo in scena non solo non è rischioso, ma è addirittura… conveniente per il loro botteghino. Del resto le stesse polemiche preventive triestine hanno attirato l’interesse della stampa anche nazionale calamitando pubblico pagante. Ne parliamo a pagina 9, mentre la 8 è tutta dedicata allo spettacolo in sé.
Altro evento di importanza nazionale in quest’ultimo mese è stata La Bancarella - Salone del libro dell’Adriatico orientale, svoltasi a Trieste dal 17 al 22 ottobre scorso: un condensato di iniziative interessanti sulle nostre tematiche, un esperimento di collaborazione tra sodalizi degli Esuli, dei “Rimasti” e non solo. Gli dedichiamo uno speciale di 4 pagine (dalla 4 alla 7) riferendo prima l’intensissimo programma complessivo e poi alcuni dei principali contenuti. Fra questi la presentazione delle ultime “creature” del Libero Comune di Pola in Esilio: le Pagine scelte de “L’Arena di Pola” 1948-1960 e la ristampa anastatica delle annate del giornale 1945-47.
Contestuale alla Bancarella è stato un altro evento di rilievo nazionale a Trieste: il Festival del Turismo Scolastico (pag. 13), incentrato per il secondo anno consecutivo sul confine orientale grazie alla proficua partecipazione del Touring Club Italiano al Gruppo di lavoro fra Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e associazioni degli Esuli.
Fra le notizie positive menzioneremo la firma della convenzione tra Ministero degli Esteri e FederEsuli per dare attuazione nel triennio 2013-2015 alla legge sul finanziamento delle attività culturali delle nostre organizzazioni (pag. 3).
Meritevole di lode è il volumone del giovane studioso connazionale Raul Marsetič sul cimitero civico di Monte Ghiro, edito dal Centro di Ricerche Storiche di Rovigno e presentato alla Comunità degli Italiani di Pola il 25 ottobre. Nella stessa ottica, i connazionali di Fiume hanno realizzato una ricerca da cui è scaturita una mostra sulle tombe italiane del cimitero di Cosala, molte delle quali, abbandonate, rischiano di essere messe in vendita per mancato pagamento della tassa cimiteriale. Questi sono tutti segni inequivocabili che la minoranza italiana in Croazia e Slovenia sta alzando con orgoglio la testa a difesa dei propri diritti e del patrimonio culturale autoctono lasciato in eredità dalle generazioni precedenti.
La pagina 16 illustra le cerimonie per i Defunti a Pola, Zara e Fiume compiute ancora una volta su iniziativa congiunta di esuli e residenti. La grande novità di quest’anno è l’attenzione che Zara ha dedicato al 70° anniversario dei bombardamenti anglo-americani commissionati da Tito, che distrussero l’80% degli edifici sterminando oltre 2.000 abitanti e costringendo quasi tutti gli altri allo sfollamento, poi tradottosi in esilio permanente. Mostre e cerimonie per ricordare quelle vittime non erano scontate in una città che da decenni è una roccaforte del nazionalismo croato.
Un monumento dell’esule polese Gualtiero Mocenni e del figlio Simone Mocenni Beck per commemorare le vittime dei bombardamenti aerei su Pola è stato invece appena collocato nel rione di San Policarpo su iniziativa della Città (pag. 3).
Messe e cerimonie per i Defunti nelle terre d’origine hanno avuto luogo anche ad opera della Fameia Capodistriana e della Famiglia Umaghese (pag. 3).
Rincuora altresì apprendere che in Slovenia le commemorazioni ufficiali per i Defunti hanno riguardato pure le vittime dei titini e che a Gonars si sono spese parole di pietà anche per gli esuli istriano-fiumano-dalmati, oltre che per le vittime slovene e croate lì rinchiuse nel 1942-43 (pag. 3).
A Fiume è stata solennemente avviata la beatificazione della suora fiumana Maria Crocifissa Cosulich (pag. 2).
Grande soddisfazione suscita poi la notizia che l’edificio ospitante la sede periferica di Sicciole della Scuola Elementare Italiana di Pirano e della Scuola Italiana dell’Infanzia è stato ricostruito e i bambini lo frequentano di nuovo (pag. 2).
Un successo ancora superiore a quello dello scorso anno lo hanno riscosso le Giornate della lingua e della cultura italiana a Fiume, con una tappa anche a Pola (pag. 2).
Di chiaro interesse per noi è che il presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipović abbia chiesto alle autorità montenegrine di concedere anche ai croati la restituzione dei beni oggetto di confisca ai tempi dell’ex Jugoslavia (pag. 2): un precedente politico-giuridico che speriamo incoraggi le autorità italiane a risollevare presso quelle croate e slovene l’ancora irrisolto problema. In ballo c’è sia l’equiparazione dei cittadini italiani a quelli croati e sloveni nei casi non coperti dai trattati sia l’attuazione dell’accordo del 1983 che prevedeva la messa in «libera disponibilità» di 679 beni immobili (500 nei territori ceduti e 179 nella ex Zona B del TLT).
Altre notizie positive sono che al Raduno degli Esuli albonesi svoltosi a Padova ha partecipato anche una folta rappresentanza di italiani residenti ad Albona, che il Comune di Montebelluna ha chiesto alla Regione Veneto i fondi per gemellarsi con il Comune di Montona e che l’UNESCO è interessata a tutelare le fortificazioni asburgiche di Pola (pag. 2).
Di negativo in pratica c’è soltanto il danneggiamento dell’Arco dei Sergi a Pola per opera di ignoti vandali: un fenomeno cui l’Italia purtroppo non è certo immune (pag. 2)...
Da luglio stiamo progressivamente anticipando l’uscita del giornale, affinché vi possa essere recapitato entro la fine del mese di riferimento. In ottobre ce l’abbiamo fatta, almeno per le spedizioni in Italia. Lo sforzo dunque non è stato vano. Segnalateci comunque eventuali ritardi di Poste Italiane.
Anche il numero di novembre è a 16 pagine. Onestamente non avremmo potuto farne di meno, perché le notizie da dare sono tante e ci sentiamo in dovere di offrirvi un giornale quanto più ricco, vario e completo. Ma le solite esigenze di spazio ci hanno ancora una volta costretto a rinviare numerosi articoli e lettere, che pubblicheremo prossimamente.
Comunque non manca nemmeno stavolta la pagina dedicata al dialetto, alla poesia e ai cognomi polesi e istriani (12). Continuiamo poi con le ultime scoperte relative alla presenza della Regia Guardia di Finanza a Pola (pag. 13).
Qui a fianco Claudio Bronzin, testimone oculare della strage di Vergarolla, risponde a un ex militare inglese facente parte del Reggimento responsabile delle munizioni belliche.
Già nel numero di luglio avevamo raccolto in una pagina le opinioni di alcuni lettori. E’ stato un esperimento che adesso abbiamo inteso riprendere per dare la parola direttamente a voi (pag. 11). La pur corposa pagina delle lettere in Redazione (14) non può infatti contenere veri e propri articoli o commenti lunghi su temi di attualità. Sta a voi fruirne nel migliore dei modi, senza cadere nella prolissità, per far sentire la vostra voce e partecipare alla realizzazione del giornale.
Un appuntamento simpatico da non mancare è il Ritrovo dell’Ultima Mularia de Pola, in programma a Padenghe dal 6 all’8 dicembre: i muli polesani (de una volta) i ve speta!
Paolo Radivo
Ultimo aggiornamento ( marted́ 19 novembre 2013 )
 

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