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VERGAROLLA E GLI INGLESI
Vergarolla e gli inglesi
Rispondo alla lettera dell’ex soldato inglese Larry Southgate pubblicata su “Il Piccolo” il 25/08/2013. Sono nativo di Pola e uno dei pochi, ormai, testimoni presenti a Vergarolla il 18 agosto 1946, giorno dell’esplosione. In quel luogo con la mia famiglia ci andavo spesso a fare il bagno. Southgate era a Pola e faceva parte del Reggimento militare inglese responsabile delle munizioni belliche. Bene, complimenti, ma complimenti sinceri a lui e al suo Reggimento di IRRESPONSABILI che evidentemente niente ha fatto nel controllo delle munizioni depositate!

Il Sig. Larry addirittura ci viene a dire che: «Le mine marittime furono collocate sulla spiaggia di Vergarolla in un posto abbastanza lontano dalla parte delle spiagge normalmente frequentate dai polesani, circondate da filo spinato e con cartelli di avvertimento di pericolo in ambedue le lingue...». Ma assolutamente questo non è vero, sta scrivendo delle cose inesatte e false. Ma lui era a Pola in servizio sulle munizioni oppure... nelle braccia della sua “morosa”? Evidentemente era talmente preso e “cotto” da avere gli occhi e la testa offuscati!
Considerata questa sua “assenza”, a Larry Southgate ed anche a tutti i lettori spiego io dove e come erano posizionate le mine di Vergarolla. Questo perché io a Vergarolla ci sono stato e più volte, quindi posso (e debbo) testimoniare di persona, come del resto ho già fatto sia in una trasmissione della Rai di Trieste di qualche anno fa sia in un documento di testimonianza pubblicato da “L’Arena di Pola” in data 18/11/1996. Ecco la verità:
1) Le mine erano ammassate una accanto all’altra, sdraiate in terra sulla sabbia frammista a ghiaietto della punta di Vergarolla. Erano proprio vicino al mare, quasi sul bagnasciuga, tanto che qualcuna lambiva l’acqua del mare.
2) Il loro numero esatto non lo so perché non le ho contate. Comunque erano un bel numero. Questo lo dico perché sopra quei cilindri io ci ho giocato standoci a cavalcioni (allora avevo 11 anni) anche la domenica precedente allo scoppio, quindi l’11 agosto 1946, dato che la mia famiglia è andata a Vergarolla per il bagno anche in quella data.
3) E ci siamo tornati anche la domenica maledetta (18/08). Mentre mio padre, amante dello sport, ci ha portato davanti al campo gare della Coppa Scarioni (distante circa 200 metri), le mie zie sono tornate nella spiaggetta solita, dove erano le mine e... una è morta, le altre sono rimaste straziate per tutto il resto della loro vita.
4) Le mine non erano protette da niente. Non c’era nessuna chiusura con filo spinato e neanche nessun cartello di avviso. Altrimenti quale padre sarebbe andato in quella spiaggia a passare la giornata e ci avrebbe fatto giocare sopra il figlio?
5) Peraltro si sapeva che fossero oggetti di origine militare, forse anche ex ordigni, ma certamente ormai resi innoqui. Nessuno dei frequentatori della spiaggia immaginava che fossero mine ancora piene di esplosivo. Ma scherziamo!!!
6) Che Vergarolla fosse una spiaggia lontana da quelle normalmente frequentate... lo può affermare solo chi non conosceva e non sa niente ancora oggi dei luoghi di cui si tratta. La strage di Vergarolla (oltre 100 vittime) lo ha dimostrato!
7) Parla di avvistamento di ragazzi che «con le mine pareva ci giocassero»... Allora non erano proprio recintate? Come detto, io ci ho giocato, ma la domenica prima, e non sono sparito, sono qui per qualsiasi chiarimento. Se poi questi ragazzi «dopo l’esplosione non si sono più visti»... Sig. Larry non ha, per puro caso, pensato che forse sono... VOLATI IN CIELO CON GLI ALTRI?
A questo punto voglio citare la frase del Vescovo di Pola, Mons. Radossi, che durante i funerali dei morti a Vergarolla, prima dell’Omelia, puntando il dito verso le Autorità Militari inglesi presenti, ha pesantemente esclamato: «VOI SIETE RESPONSABILI!». Ed aveva ragione.
Ora, lo dico anch’io (anzi lo urlo) a questo ex militare  facente parte del Reggimento militare inglese responsabile delle munizioni. Voi siete stati i responsabili dell’accaduto, Voi inglesi, Voi del Reggimento Manmouthshire, Voi irresponsabili dello stoccaggio e custodia delle munizioni abbandonate, Voi militari fra i quali c’era anche Lei, caro Sig. Larry, che niente sapeva (e ricorda) di quanto gli succedeva attorno, a Pola, in Istria ed a Fiume, che era controllata dagli jugoslavi e non dagli americani (come scrive Lei)!!! Forse Lei non lo sa, ma è quasi certo che, fra la cinquantina di salme irriconoscibili perché a brandelli, c’era anche un militare inglese.
Questo mio sfogo lo faccio in memoria della mia “sfortunata” zia Francesca Bronzin, ma anche di quello “sfortunato” militare inglese e di tutti i restanti “sfortunati” morti di Vergarolla che Lei, sempre irresponsabilmente, afferma essere stati «fortunati perché morti subito». Non crede, Sig. Southgate, che costoro avrebbero preferito vivere la parte residua della loro vita stroncata da IRRESPONSABILI?
Claudio Bronzin (Firenze)
 

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