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BENEMERENZA "ISTRIA TERRA AMATA"

“Istria Terra amata”
a Ester Sardoz Barlessi,
Bruno Carra Nascimbeni
e “Grado Teatro”
Tra il primo e il secondo atto della rappresentazione teatrale Silvio Mazzaroli ha presentato la vicenda umana del rovignese-polesano Francesco Tromba, figlio di un infoibato, che ha ringraziato sentitamente per l’attenzione prestatagli. Alla fine dello spettacolo ha avuto luogo sul palco la consegna delle benemerenze “Istria Terra amata”, che dal 2011 il Libero Comune di Pola in Esilio conferisce a persone che abbiano saputo da una parte del confine divulgare la storia dell’Istria e le vicende degli esuli e dall’altra difendere l’identità italiana autoctona, sempre per ricucire lo strappo determinato dall’Esodo.

Quest’anno il Consiglio comunale uscente dell’LCPE ha individuato tre “benemeriti”: Ester Sardoz Barlessi, Bruno Carra Nascimbeni e la compagnia “Grado Teatro”.

La scrittrice e poetessa Ester Sardoz Barlessi, residente a Pola, è stata premiata «per aver saputo rappresentare magistralmente, con una narrazione estrosa, a volte ironica ma ricca di umanità e pregna di emozioni, le lacerazioni del tessuto umano causate dal dramma dell’esodo e per aver sempre difeso, con grande coraggio, la cultura autoctona della terra d’Istria e della città di Pola». Impossibilitata Ester Sardoz Barlessi a presenziare per ragioni di salute, è stato il figlio Dalen a ritirare l’attestato. Roberto Stanich ha declamato i versi di una poesia dialettale inviata per l’occasione:
Tera rossa/ e pinete./ Graje de ginepro,/ de ginestra,/ de more e sparesine.../ e tanto mar color del ciel/ do’ che se specia paeseti incantai,/ fermi in tel tempo./ In questa nostra Itaca/ de tuti bramada, / semo noi,/ con le radise in fondo a la tera/ salde come i olivi,/ le vide,/ i moreri / e le fighere./ La richessa xe tuta qua, /ma per sentir / caldo in tel cuor/altro no ocori.

E’ seguita la premiazione di Bruno Carra Nascimbeni, esule rovignese residente a Castelfranco Veneto, autore della sceneggiatura dello spettacolo teatrale Istria terra amata - La cisterna. Silvio Mazzaroli, che ha creduto fin dall’inizio nel valore dell’opera, ha ricordato che fu inscenata per la prima volta dalla compagnia “Grado Teatro” nel 2005 a Trieste in una sala Tripcovich che, potendo contenere “solo” 800 persone, non riuscì ad ospitare tutto il pubblico. Dopo di allora lo spettacolo è stato rappresentato altre 35 volte, suscitando sempre applausi e commozione. Ne è stato tratto anche un dvd, promosso a scopo didattico da “L’Arena di Pola” nel 2010. Il merito riconosciuto all’amico Bruno Carra Nascimbeni è stato quello di aver saputo «raccontare senza rancore la nostra storia a chi la conosce poco, emozionando invece chi quelle vicende le ha vissute». «Ho scritto il testo – ha spiegato il “benemerito” – in tre giorni per raccontare la mia vita in Istria. Ma senza Silvio Mazzaroli non avrebbe mai avuto un futuro. Ringrazio anche Tullio Svettini e il regista».

La terza benemerenza è andata a “Grado Teatro” «per aver interpretato con grande sensibilità Istria Terra amata - La cisterna aiutandoci a far conoscere agli italiani il dramma vissuto dalle genti istriane». L’attore, regista e attuale direttore artistico della compagnia Tullio Svettini, esule rovignese, ha rilevato la difficoltà del testo, auspicando di poterlo rappresentare anche in altre Comunità degli Italiani dell’Istria dopo la “prima” prevista nel prossimo autunno a Rovigno. La compagnia ha ringraziato Carra e Mazzaroli per l’opportunità offerta.

Ultimo aggiornamento ( domenica 30 giugno 2013 )