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Notizie flash del mese di ottobre
Notizie al di qua e al di là del confine a cura di Paolo Radivo

Tremul presenta la minoranza a Trieste

Il 7 settembre a Trieste, durante l’11ª edizione di “Sottolostessocielo - Solidarietà e Convivenza”, il presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana Maurizio Tremul ha presentato la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. «Si tratta – ha detto – di quanto rimane di una presenza storica autoctona molto più ampia che si riconosce nella nazione italiana». In Slovenia è tutelata dalla costituzione e dalle leggi costituzionali sulle scuole minoritarie e sulle Comunità Autogestite della Nazionalità (CAN). In teoria nei territori nazionalmente misti sono garantiti il bilinguismo visivo, le scuole e il diritto di interloquire con le pubbliche amministrazioni nella propria madrelingua, ma l’attuazione pratica non è sempre impeccabile. In Croazia la tutela è prevista dalla costituzione, dalla legge costituzionale sui diritti delle minoranze, dalle leggi sulle lingue e le grafie delle minoranze e da quella sull’insegnamento delle lingue delle stesse.
Quella italiana è la terza minoranza in Croazia per consistenza numerica ma la seconda per organizzazione e presenza scolastica. Nella Regione Istriana e in diversi Comuni dove governa la Dieta Democratica Istriana i diritti degli italiani sono superiori a quelli sanciti dalla costituzione perché così stabilito a maggioranza qualificata dai rispettivi Consigli. Nel campo del bilinguismo tuttavia le amministrazioni statali periferiche sono meno coerenti col dettato legislativo. In Croazia vi sono 23 scuole materne italiane, 11 elementari-medie e 4 superiori, in Slovenia rispettivamente 3, 3 e 3. I programmi sono simili a quelli delle scuole della maggioranza, con il 30% di elementi specifici riguardanti l’Italia e la CNI per storia, geografia, letteratura, storia dell’arte e musica. Gli iscritti lo scorso anno scolastico erano 3.042 in Croazia e 950 in Slovenia. All’Università di Pola sono attivi due Dipartimenti in lingua italiana, a Fiume e a Capodistria uno di italianistica.
L’Unione Italiana, organizzazione “cappello” con quasi 38.000 iscritti che coordina le attività dell’intera CNI, si articola in 52 Comunità degli Italiani, di cui 50 attive (6 in Slovenia), avvalendosi dei finanziamenti dello Stato italiano tramite l’Università Popolare di Trieste. Esistono inoltre il Dramma Italiano di Fiume (unica compagnia teatrale italiana stabile fuori dai confini nazionali), il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, l’EDIT (che edita il quotidiano “La Voce del Popolo”, il quindicinale “Panorama”, la rivista letteraria “La battana” e il mensile per bambini “Arcobaleno”), i programmi italiani di Radio-TV Capodistria, Radio Fiume e Radio Pola, il Centro italiano di promozione, cultura, formazione e sviluppo “Carlo Combi” di Capodistria e il Centro di ricerca sociologica e letteraria “Pietas Julia” di Pola. In Slovenia operano le CAN, organi pubblici elettivi con potere di veto sui temi della minoranza nonché co-fondatori delle scuole italiane, e in Croazia i Consigli della Nazionalità Italiana, simili ma dotati solo di diritti di rappresentanza e consultazione. Sia in Croazia che in Slovenia viene eletto al parlamento un deputato della minoranza. Per legge inoltre il 10% dei Consigli comunali di Capodistria, Isola e Pirano è composto da italiani e sia in questi Comuni sloveni sia in quelli bilingui croati gli italiani hanno diritto al vice-sindaco, quando non esprimono il sindaco.

Vandali alla sede dell’ANVGD di Gorizia
Intorno alla metà di settembre ignoti vandali hanno tentato di sfondare la porta d’ingresso della sede dell’ANVGD e della Lega Nazionale di Gorizia, causando gravi danni. Denunciando l’inqualificabile gesto il presidente provinciale dei due sodalizi Rodolfo Ziberna ha ricordato che negli anni scorsi erano state ripetutamente lordate o danneggiate la tabella di ottone fuori dalla sede e la bacheca presso i giardini pubblici della città. «Vogliamo essere certi – ha dichiarato Ziberna – che questi ripetuti atti, ovviamente non casuali, siano stati portati a termine da persone semplicemente non capaci di misurarsi con la dialettica e le parole, consapevoli della loro limitatezza culturale tendente al bullismo».

Primo Raduno degli Albonesi ad Albona
Si è svolto con successo dal 21 al 23 settembre ad Albona il primo Raduno degli Esuli albonesi nella loro città natale, organizzato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso “Onorato Zustovich” (aderente all’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste) in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Albona. 90 persone, invece delle 60 previste, sono giunte col pullman da Treviso, Conegliano, Monfalcone e Trieste il pomeriggio di venerdì 21 in un albergo di Rabaz, dove hanno trascorso una serata musicale in allegria.
La mattina di sabato 22 settembre sono state cordialmente accolte nel municipio di Albona dal sindaco Tulio Demetlika (Dieta Democratica Istriana), che ha parlato loro dell’apertura della sezione italiana dell’asilo e dell’introduzione del bilinguismo visivo in parte del centro storico. Il sindaco ha poi ricordato con commozione che sua madre da bambino gli raccontava quanto capitò a molti italiani dopo la Seconda guerra mondiale. «Spero – ha aggiunto – che oggi viviamo in un mondo in cui simili cose non possano più accadere».
Tomaso Millevoi, presidente della SOMS, ha dichiarato nel suo intervento: «Chi è senza radici non esiste. Non si possono dimenticare e rinnegare le proprie radici».
Tullio Vorano, presidente della Giunta esecutiva della CI, ha fatto presente che già nel 1979 il presidente della SOMS Marco Macillis aveva chiesto che il Comune di Albona patrocinasse una gita in città, ma la risposta fu negativa. Nel 1996 il sindaco Marin Brkarić invitò gli esuli ad Albona nell’auspicio che «chi è andato via e chi è rimasto cerchi di collaborare, instaurare nuovi rapporti, costruire insieme qualcosa di nuovo, di cui le future generazioni possano essere fiere». «Sono passati da allora – ha commentato Vorano – 16 anni, però da quel periodo gli albonesi rimasti sono stati sempre invitati ai raduni e hanno regolarmente aderito». Inoltre esuli e residenti hanno celebrato assieme nel 1999 il quadricentenario della vittoriosa difesa contro gli uscocchi e nel 2000 la scelta di Tommaso Lazzarini come personalità albonese del ’900.
Furio Radin, presidente dell’Unione Italiana e parlamentare della nostra minoranza al Sabor, ha ricordato la foiba di Vines e la chiusura della scuola italiana nel 1953-54, con mille studenti. «Il vostro ritorno simbolico – ha detto – per me è un grande evento. È molto sentimentale vedervi qua. Spero di vedere qua pure i vostri figli e i vostri nipoti, spero che tramandiate anche a loro questo amore che avete per Albona».
Pierina Fabris, vice-console generale d’Italia a Fiume, ha lodato lo sforzo fatto da esuli e “rimasti”, entrambi eredi di una cultura comune, per «ricomporre un’identità e ricostituire i profondi legami a suo tempo spezzati con uno sguardo rivolto al futuro». Alcuni radunisti hanno chiesto al sindaco di aggiungere il nome italiano sulla tabella di accesso alla città.
Al cimitero è stata quindi scoperta una lapide recante la dedica in italiano: «Rimanga nel tempo e si rinnovi nel cuore il ricordo di tutti gli esuli albonesi sepolti lontano dal loro paese d’origine a causa di un avverso destino – Società Operaia di Mutuo Soccorso di Albona d’Istria – Sede di Trieste».
Nel tardo pomeriggio nel piccolo teatro cittadino si sono esibiti la cantante e pianista Nicole Vidak, nonché i cori e i minicantanti della CI. Un’attivista della stessa ha letto la sua toccante poesia Albona pianzi, pianzi, ispirata al Raduno. Nell’occasione è stata anche inaugurata la mostra del pittore Rinaldo Racovaz, nativo di Traghetto ma residente a Trieste.
La mattina del 23 i radunisti hanno assistito con i residenti alla messa nella chiesa parrocchiale e hanno poi passeggiato per il centro storico. Dopo il pranzo sono infine ripartiti.
I rappresentanti albonesi del Partito Socialdemocratico Croato (ex comunista) hanno polemizzato con il sindaco sul Raduno ponendogli una sfilza di quesiti. «Non possiamo – ha risposto loro Demetlika – riparare agli errori del passato, ma possiamo rendere migliori il nostro presente e il nostro futuro. Venendo ad Albona per incontrarsi con i loro parenti, i membri della Società Operaia di Mutuo Soccorso con sede a Trieste hanno dimostrato di condividere questa nostra opinione». «Il primo incontro solenne degli esuli – ha chiarito – si è svolto su mio invito a nome della Città di Albona e su invito della Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi” ed è stato concordato come conferma della stima e della fiducia reciproche espresse attraverso i contatti tra Albona e le organizzazioni degli esuli negli anni scorsi». Demetlica ha negato che l’iniziativa avesse un intento irredentista o revisionista, ha difeso l’articolo di Tomaso Millevoi sull’uccisione del proprio padre da parte titoista pubblicato nel bollettino della sezione albonese della Società “Dante Alighieri” e, all’obiezione che la lapide in cimitero reca la scritta solo in italiano, ha risposto che questa andrebbe tradotta non solo in croato, ma in tutte le lingue del mondo, «perché chiunque la vede la intenda e possa riflettere sui tristi tempi che costrinsero tante persone a fuggire dalle proprie case e a morire in terra straniera soltanto perché considerate “non gradite”».

Raduno degli Esuli dalmati a Senigallia
Ha avuto luogo il 29 e 30 settembre a Senigallia (Ancona) il 59° Raduno del Libero Comune di Zara in Esilio - Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo. Circa 200 i partecipanti complessivi, tra cui il sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio Argeo Benco. La mattina di sabato 29, nell’Auditorium della chiesa dei Cancelli, in occasione dell’8° Incontro con la Cultura Dalmata, Guido Rumici, Raffaele Cecconi e Rita Tolomeo hanno presentato i rispettivi  testi d’argomento dalmata editi nell’ultimo anno. Nel pomeriggio si è riunito il Consiglio comunale. Durante il dibattito due consiglieri hanno proposto di tenere il prossimo Raduno a Zara. Il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, ospite alla riunione, ha spiegato dettagliatamente perché, malgrado gli sforzi fatti, l’asilo italiano di Zara non abbia ancora visto la luce: del tema alcuni dirigenti del Libero Comune hanno poi parlato con il Rotary di Senigallia, che ha promesso il suo fattivo interessamento. La sera, al “Senbhotel”, si è tenuto il tradizionale Balo de le ciacole con musica dal vivo.
La mattina di domenica 30 è stata celebrata nella chiesa di San Martino una messa in memoria dei dalmati defunti. Quindi la fanfara dei Bersaglieri in congedo ha suonato in piazza Aurelio Saffi. A seguire, nel teatro “La Fenice”, si è svolta l’Assemblea dei soci. Dopo la relazione del sindaco del sodalizio dalmata Franco Luxardo è intervenuto il nostro sindaco Argeo Benco, il quale ha richiamato le ultime iniziative dell’LCPE tese alla collaborazione con i connazionali residenti a Pola e in Istria e si è rallegrato per gli importanti segnali di apertura che il Percorso in omaggio alle Vittime degli opposti totalitarismi ha suscitato oltre confine. Nel suo lungo intervento di carattere storico Lucio Toth, vicepresidente di FederEsuli e presidente onorario dell’ANVGD, ha lamentato la mancata consegna della medaglia d’oro all’ultimo gonfalone italiano di Zara e sostenuto che il prossimo obiettivo culturale da porsi è il riconoscimento da parte croata della storica presenza italiana autoctona lungo la costa dalmata.
La prevista consegna del 15° Premio “Niccolò Tommaseo” allo storico, scrittore e giornalista veneziano Alvise Zorzi non è potuta avvenire per l’assenza del protagonista, dovuta a motivi di salute. In sostituzione è stata trasmessa un’intervista videoregistrata. Quindi il pranzo collettivo di commiato.

A Roma terza fase del Raduno fiumano
Roma ha ospitato dal 5 al 7 ottobre la terza fase del 50° Raduno degli Esuli Fiumani, promossa dal Libero Comune di Fiume in Esilio (LCFE) in collaborazione con la Società di Studi Fiumani - Archivio Museo di Fiume e il Comitato provinciale di Roma dell’ANVGD. La mattina del 5 è stata deposta all’Altare della Patria una corona d’alloro in ricordo dei caduti fiumani alla presenza del sindaco Gianni Alemanno. Successivamente nella Sala delle Bandiere del Palazzo Senatorio ha avuto luogo un incontro ufficiale introdotto dai consiglieri capitolini Federico Guidi e Andrea De Priamo. Il sindaco dell’LCFE Guido Brazzoduro si è detto convinto della necessità di incrementare la collaborazione con la CI di Fiume per rafforzare l’italianità autoctona nel solo luogo dove questa potrà avere un futuro. Sulla stessa linea anche Agnese Superina, presidente della CI. Donatella Schürzel, presidente del Comitato romano dell’ANVGD, ha sottolineato l’importanza di un Centro polivalente per dare continuità alla presenza giuliano-dalmata a Roma e in Italia. Amleto Ballarini, presidente della Società di Studi Fiumani, ha richiamato il lungo percorso di ricomposizione del tessuto umano tra esuli e “rimasti”, che oggi si pone nuovi traguardi. Il sindaco Alemanno ha lodato l’esempio civile degli esuli giuliano-dalmati e il valore della loro cultura, cui guardare per la costruzione della nuova Europa. È seguita una visita allo storico palazzo.
Nel pomeriggio all’Hotel American Palace si è riunito il Consiglio comunale e, a seguire, l’Assemblea cittadina. Guido Brazzoduro si è rallegrato dei fecondi rapporti con la CI. Amleto Ballarini ha perorato la riesumazione dei resti mortali degli italiani gettati da elementi titoisti nella foiba di Castua il 4 maggio 1945. Giovanni Stelli ha auspicato che tutte le associazioni degli Esuli affrontino assieme il problema internet, dove su vicende e personaggi giuliano-dalmati si trovano troppe notizie inesatte o incomplete. Agnese Superina e Ingrid Sever, preside della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, hanno raccontato il lavoro dei connazionali residenti a tutela tanto dell’italianità quanto della fiumanità ed esortato a tenere a Fiume il prossimo Raduno degli Esuli. Sia l’ex console generale d’Italia a Fiume Roberto Pietrosanto sia la giornalista Rosanna Turcinovich Giuricin hanno invitato a promuovere iniziative con i giovani. Pietrosanto ha inoltre incitato i fiumani a seguire il buon esempio degli Esuli da Pola negli scambi culturali con i “rimasti”.
La mattina di sabato 6 ottobre si è tenuta prima una cerimonia al monumento commemorativo in largo Vittime delle Foibe Istriane e poi una tavola rotonda all’Hotel American Palace sul tema: Il contributo dei fiumani e dei giuliano-dalmati all’Europa di oggi - Cosa è stato fatto e cosa resta da fare. Lucio Toth ha esortato a vivere il presente pur continuando a coltivare la memoria. Carlo Giovanardi ha reputato necessario riscuotere i dollari di Slovenia e Croazia a saldo dell’Accordo di Roma sui beni dell’ex Zona B, proposto di celebrare a Fiume nel 2013 il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e sostenuto l’idea di creare a Rovigno un Museo dell’Esodo. Maurizio Gasparri ha annunciato la collocazione al Senato del busto del senatore zaratino Baccio Ziliotto. Amleto Ballarini ha ribadito la necessità di continuare nel rapporto con la Fiume di oggi. Agnese Superina ha parlato di come la minoranza ha saputo mantenere a Fiume l’italianità. Ingrid Sever ha invitato ai festeggiamenti per i 125 anni del Liceo italiano. Donatella Schürzel ha accolto volentieri l’invito. Giovanni Stelli ha insistito sul dialogo con i connazionali residenti. Marino Micich è tornato sull’auspicata riesumazione dei resti del sen. Riccardo Gigante a Castua. Il ministro plenipotenziario Francesco Saverio De Luigi ha confermato l’impegno del Ministero degli Esteri per il rifinanziamento delle leggi 72 e 73. Infine Guido Brazzoduro si è concentrato sulla grande sfida costituita da un prossimo Raduno a Fiume.
Nel pomeriggio è stato recato omaggio al cippo dei Caduti giuliano-dalmati di tutte le guerre in via Laurentina. Quindi è stata celebrata una messa nella chiesa di San Marco Evangelista in piazza Giuliani e Dalmati ed è stata effettuata una visita all’Archivio Museo Storico di Fiume. Infine la mattina di domenica 7 ottobre si è tenuta all’Hotel American Palace la rassegna editoriale di cultura fiumana e giuliano-dalmata.

Scoprire l’Istria giocando
Scoprire l’Istria giocando insieme tra bambini che dell’Istria sono solo originari e altri che invece ci vivono, dalla parte slovena o italiana del confine. E soprattutto farlo nello spicchio di penisola rimasta all’Italia. Questo il senso della simpatica manifestazione “ZogHistria”, organizzata per la prima volta a Muggia dall’Associazione delle Comunità Istriane, su iniziativa di Franco Biloslavo, in collaborazione con il Comune, l’Associazione delle Compagnie del Carnevale Muggesano e l’Associazione Volontari Italiani del Sangue. Venerdì 28 settembre i fantasiosi animatori del sodalizio muggesano “Persemprefioi” hanno fatto divertire per due ore i bambini con giochi di vario genere, vecchi e nuovi, inerenti la geografia, l’architettura, la gastronomia, le tradizioni, i mestieri e l’agricoltura di questa penisola a forma di cuore. Mascotte della manifestazione è stata la variopinta capra Zog (alias Biloslavo). Il luogo non poteva essere più adatto: la storica e scenografica piazza centrale, riservata solo ai pedoni. Tra i partecipanti, dai 2 ai 12 anni, c’erano muggesani, nipoti o pronipoti di esuli abitanti nella provincia di Trieste, ma anche – questa la grande novità – residenti nella vicina Isola d’Istria, accompagnati dall’instancabile presidente della locale Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” Amina Dudine nonché da alcuni genitori e attivisti del sodalizio. Tanto l’entusiasmo e l’allegria tra i bambini come pure tra gli adulti. E alla fine bussolai per tutti.
La bella iniziativa è riuscita nel suo encomiabile intento di avvicinare i giovani all’Istria e l’Istria ai giovani, ricostruendo dal basso quel senso di appartenenza regionale transfrontaliera che per decenni è stato sopito nella stessa Muggia oltre che nel Capodistriano. Tre appuntamenti con “ZogHistria” si erano già tenuti nel 2010, ma sempre a Trieste. Il prossimo è in programma sabato 27 ottobre alle 16.30 a Borgo San Sergio, rione meridionale della città al confine con l’Istria ex veneta dove negli anni ’50 si insediarono numerose famiglie di esuli.

Suor Maria Crocifissa Cosulich commemorata a Fiume
Suor Maria Crocifissa Cosulich (Fiume, 20 settembre 1852 - 29 settembre 1922) è stata degnamente commemorata a Fiume dalla locale Arcidiocesi e dalla Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù.
Il 20 settembre scorso, per il 160° anniversario della sua nascita, nella cappella della parrocchia della Sacra Famiglia (rione di Pecine) ha avuto luogo la devozione mariana. A seguire la messa celebrata dal parroco. Poco dopo, sulla casa natale della religiosa al numero 19 di via XIII Divisione, è stata inaugurata una lapide (purtroppo solo in croato), presenti le autorità cittadine, regionali, ecclesiastiche e le suore della Congregazione. Il coro della cattedrale “Cantores Sancti Viti” ha eseguito dei canti religiosi. L’arcivescovo monsignor Ivan Devčić ha lodato l’operosa bontà della fondatrice e prima priora della Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. «In un periodo storico colmo di conflitti e divisioni tra le genti fiumane, suor Maria Crocifissa – ha detto – dimostrò di essere il ponte che unì la comunità italiana e quella slava. La città di Fiume è fiera di aver dato i natali a questa donna straordinaria». La figura e l’opera della religiosa sono state ricordate da suor Nives Stubičar, attuale priora della Congregazione: «Maria Crocifissa Cosulich, oltre a manifestare un forte attaccamento spirituale, fu una donna di vasta cultura, maestra d’asilo e di musica, poliglotta e poetessa. Da giovane dimostrò tutta la sua carità verso il prossimo, aiutando per tutta la sua vita le famiglie povere e occupandosi dei più bisognosi, senza tralasciare la sua devozione verso il Sacro Cuore di Gesù. Un raro esempio di altruismo e dedizione verso Dio e verso il singolo. Per queste qualità, oggi celebriamo la sua nascita e il processo di beatificazione in corso. Madre Maria Crocifissa Cosulich affrontò molte prove vivendo di fede e conformandosi con il Cristo Crocifisso».
Per il 90° anniversario della morte della suora, dal 26 al 28 settembre, nel duomo di Fiume, è stato recitato al pomeriggio un triduo di preghiere. Mercoledì 26, dopo la messa delle 18 celebrata dall’arcivescovo, sempre nel duomo è stata inaugurata una targa ricordo (solo in croato). Sabato 29, nella cappella del convento della Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù in via Pomerio, hanno avuto luogo l’adorazione eucaristica e la messa celebrata da don Marko Stipetić, vicerettore del Seminario.
Nata a Fiume da padre di Lussinpiccolo e madre di Lussingrande, Maria Cosulich studiò a Fiume e Gorizia diventando maestra d’asilo e insegnante di musica. Oltre all’italiano, imparò il croato, il tedesco, l’ungherese e il francese. Trasferitasi a Trieste, nel 1879 si iscrisse alla Pia Unione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù svolgendo opere di carità a favore delle bambine povere e abbandonate. Nel 1889 tornò a Fiume per dirigere la locale sezione del sodalizio religioso. Nel 1895 fondò in via Pomerio l’Istituto del Sacro Cuore di Gesù, che accolse centinaia di ragazze e ragazzi poveri e abbandonati, e l’asilo infantile. L’8 maggio 1899 prese i voti con il nome di suor Maria Crocifissa e nel luglio successivo, sempre in via Pomerio, fondò la Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Dopo una lunga malattia morì a 70 anni esatti, nel 1922.
Da anni è in corso il suo processo di beatificazione. Nel 2008 a Fiume le fu intitolato il passaggio che unisce le vie Giovanni Paolo II e Pomerio e venne proiettato un documentario di 30 minuti sulla sua vita in croato, italiano e tedesco realizzato con il contributo del Convento del Sacro Cuore di Gesù e della Città. Ai primi di gennaio del 2012 sono stati riesumati dal cimitero monumentale di Cosala i resti di decine di suore delle Figlie del Sacro Cuore, allo scopo di ritrovare le spoglie di Maria Crocifissa Cosulich. Oggi la congregazione opera in sei diocesi croate e in quella di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
Ricordiamo che suor Maria Crocifissa era la prozia della signora Tatiana Cosulich, coniuge del nostro Direttore.
Ultimo aggiornamento ( luned́ 22 ottobre 2012 )
 

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