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Terzo Seminario Nazionale sul confine orientale
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Terzo Seminario nazionale sul confine orientale

Si è svolta martedì 22 e mercoledì 23 febbraio allo Starhotel Savoia Excelsior Palace di Trieste la terza edizione del Seminario nazionale su Le vicende del confine orientale e il mondo della scuola. Tema specifico era Il contributo dei giuliano-dalmati alla storia e alla cultura nazionale. Anche quest’anno l’iniziativa è stata promossa dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e dalle associazioni degli esuli aderenti al Gruppo di lavoro misto operante dal 2009. Trieste è stata scelta per affrontare tali tematiche "sul posto", ovvero proprio a ridosso del confine. Il coinvolgimento organizzativo dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia si è rivelato determinante.

La partecipazione è stata superiore a quella degli anni scorsi: quasi 130 fra docenti, dirigenti scolastici e studenti giunti da varie regioni d’Italia. Solo tre invece i triestini... Hanno inoltre assistito esponenti dei sodalizi degli esuli. Nel pomeriggio del 22 febbraio diversi partecipanti hanno visitato alcune zone della città, la Foiba di Basovizza e l’ex Centro di raccolta profughi di Padriciano.

Poco dopo le 17, Valentina Feletti (Ufficio Scolastico Regionale) ha introdotto i lavori illustrando il materiale contenuto nella borsa distribuita ai convegnisti: le schede di autopresentazione di ANVGD, Associazione delle Comunità Istriane, Unione degli Istriani, Liberi Comuni in Esilio di Fiume, Pola e Zara e Coordinamento Adriatico, la tesina di Erica Cortese L’Esodo dimenticato, il numero 138 del periodico del MIUR «Studi e documenti degli Annali della Pubblica Istruzione» con gli atti del seminario 2011, il compendio della storia di Istria, Fiume e Dalmazia scritto dal prof. Guido Rumici, il libro a cura di Chiara Vigini Mangiar Memoria, un pieghevole sull’ex centro di raccolta profughi di Padriciano, uno sull’Associazione Giuliani nel Mondo e il catalogo della mostra triestina La Dalmazia da Roma e Venezia all’Italia unita.

Il gen. Silvio Mazzaroli, nostro direttore e consigliere del Libero Comune di Pola in Esilio, ha portato il saluto unitario di tutte le associazioni degli esuli. Auspicando che la scelta di Trieste possa ripetersi anche in futuro, si è rallegrato del fatto che oggi si possa finalmente parlare delle nostre vicende a un pubblico più ampio e agli operatori scolastici. Se però il silenzio e il negazionismo su Foibe ed Esodo paiono ormai superati, non altrettanto può dirsi del giustificazionismo. Mazzaroli ha poi illustrato genesi, natura e attività dei vari sodalizi ed enti culturali della diaspora istriano-fiumano-dalmata. In conclusione ha confidato sull’apporto che MIUR e docenti potranno dare alla causa.

La prof. Grazia Tatò, direttrice degli Archivi di Stato di Trieste e Gorizia, ha esortato a studiare la storia attraverso le fonti archivistiche e informato sia sull’origine degli Archivi di Stato nella Venezia Giulia sia su ciò che quello di Trieste conserva. Quindi ha introdotto l’audiovisivo Campane a morto in Istria (estate 1946), che verrà inviato su richiesta alle scuole.

La prof.ssa Maria Elena Depetroni, delegata dell’ANVGD per il Tavolo di lavoro MIUR-Esuli, ha invitato a proporre agli studenti di ogni parte d’Italia ricerche archivistiche su come furono accolti i profughi nelle varie province d’Italia.

In serata cena alla trattoria «Suban» con tipicità triestine.

Mercoledì mattina l’assessore regionale Elio De Anna ha comunicato l’impressione provata visitando le masserizie degli esuli al Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. «La scuola – ha aggiunto – è un’agenzia primaria e non può quindi essere esente da un percorso di recupero di una parte della cultura italiana che andrebbe altrimenti perduta».

«Questo seminario – ha detto l’assessore provinciale Adele Pino – è molto importante per il mondo della scuola perché contribuisce, dopo anni di silenzio, a creare la coscienza di quanto avvenne. La Provincia di Trieste ha sempre commemorato queste vicende e collaborato con gli storici per la realizzazione di video utili alla divulgazione didattica».

«Il Giorno del Ricordo – ha dichiarato l’assessore comunale Antonella Grim – serve a far conoscere ai ragazzi i tragici eventi del passato, a restituire dignità a quanti trovarono la morte e a quanti dovettero lasciare le proprie case (come i miei nonni materni), ma anche a valorizzare la cultura e le tradizioni giuliano-dalmate».

La direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale Daniela Beltrame ha spiegato lo scopo del terzo seminario nazionale: «ricostruire una pagina di storia mai scritta», come stabilisce la legge 92/2004. L’art. 1, cui il Tavolo MIUR-Esuli vuole dare attuazione, prevede iniziative per «diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado», nonché la realizzazione da parte di istituzioni ed enti di «studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende». «Tali iniziative – prosegue l’art. 1 – sono inoltre volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero». L’auspicio è che le esperienze didattiche in materia diventino patrimonio condiviso degli insegnanti italiani e che Trieste sia scelta anche per il Seminario 2013.

La prof.ssa Caterina Spezzano (Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica del MIUR) ha definito il Seminario 2012 uno dei successi del Gruppo di lavoro, così come il secondo numero monografico degli «Studi e Documenti degli Annali della Pubblica Istruzione», il secondo concorso annuale Aspetti del territorio geografico e storico dell’Adriatico orientale e il concorso nazionale Classe turistica. Festival del Turismo scolastico.

È seguita la relazione del prof. Fulvio Salimbeni su L’Adriatico, mare che non divide ma unisce. L’ampio excursus storico dall’antichità ad oggi ha messo in luce come l’Adriatico, dopo la fine della Guerra fredda, della Jugoslavia e del blocco sovietico, da barriera tra due mondi sia ridiventato via di comunicazione economico-culturale tra le due sponde.

La relazione del prof. Roberto Spazzali su La cultura giuliano-dalmata: un ponte europeo tra innovazione e tradizione ha fornito alcuni elementi di conoscenza sullo sviluppo delle lettere e delle arti nell’Adriatico orientale tra XVIII e XX secolo nonché spunti didattici, come lo studio delle biografie dei grandi intellettuali giuliano-dalmati.

Dopo una pausa-ristoro la prof.ssa Chiara Motka Luxardo ha moderato una tavola rotonda dal titolo Letteratura, scienza, arte e sport sulle rive dell’Adriatico.

Il giovane direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste Nicola Bressi ha delineato la figura anticonformista del suo brillante predecessore Giuseppe (Josef) Müller (Zara 1880 - Trieste 1964), pioniere della divulgazione scientifica, insigne studioso di fitopatologia delle piante, grande insegnante e direttore dell’Orto botanico di Trieste.

Il prof. Elvio Guagnini ha parlato della letteratura giuliano-dalmata fornendo alcune indicazioni bibliografiche. Si è inoltre chiesto se si possa parlare di "letteratura adriatica".

Lo studioso di storia dell’arte e saggista Alberto Rizzi ha evidenziato come Istria e Dalmazia abbiano in comune la romanità e come i centri storici delle cittadine istriane siano tipicamente veneti, malgrado recenti manomissioni. Ai tempi della Repubblica di Venezia, l’Istria faceva parte dello Stato da Tera, la Dalmazia dello Stato da Mar. Oggi, mentre in Grecia vi è disinteresse per tutto ciò che è veneziano, in Croazia la tendenza è semmai quella di appropriarsene.

Il giornalista Dante di Ragogna ha tratteggiato la storia degli atleti istriani, fiumani e dalmati, sottolineando come per costoro lo sport fosse connaturato alla vita sana all’aria aperta che conducevano. Caratteristiche dei tanti campioni delle "terre perdute" furono forza, impegno, volontà, tenacia. Il canottaggio era la disciplina più praticata.

Durante la successiva discussione si è posto l’accento sulla mancata conoscenza delle lingue slovena e croata fra i triestini d’oggi, fatto che non aiuta il dialogo reciproco.

Leonardi Devoti (Touring Club Italiano) ha presentato il concorso nazionale Classe turistica. Festival del Turismo scolastico, indetto dal TCI in collaborazione con il MIUR e con il contributo di ANVGD, Comune di Grado e Regione Friuli Venezia Giulia. La sesta edizione è dedicata al confine orientale e coinvolge anche le scuole superiori italiane di Slovenia e Croazia. Gli studenti potranno produrre vari tipi di elaborati: racconti, diari, guide, fotografie, reportage, pieghevoli, manifesti, video, spot, cortometraggi, sceneggiature, disegni, ecc.. Quattro sono le sezioni competitive: Un viaggio in classe, per le classi che descriveranno un viaggio di istruzione in Istria, Quarnero e Dalmazia; Vieni da noi, per le classi che promuoveranno la loro città presso i coetanei; Vieni a conoscere Fiume, l’Istria e la Dalmazia, per le classi residenti in quei territori; Viaggio nella civiltà istriano-dalmata, per le classi che sceglieranno quei luoghi come meta dei loro viaggi d’istruzione. Le classi finaliste parteciperanno alla sesta edizione del festival in programma a Grado (GO) dal 17 al 20 ottobre 2012. Per informazioni: www.classeturistica.it.

Durante la pausa pranzo è stata proiettata una puntata della serie La storia siamo noi con interviste a protagonisti e testimoni della storia giuliano-dalmata del ’900.

Nel pomeriggio sono state premiate le classi vincitrici del concorso 2011-2012 Aspetti del territorio geografico e storico dell’Adriatico orientale. Per le elementari il primo premio è andato alla V A della scuola primaria «Gabelli» di Porcia (PN), autrice del lavoro Quando l’Istria era Italia. Per le scuole del secondo ciclo il primo premio è stato assegnato alla III A e alla III F del liceo scientifico e musicale «Marconi» di Pesaro, che hanno prodotto l’audiovisivo Padre Damiani – Una vita per il bene, relativo al sacerdote pesarese che accolse nel collegio da lui fondato tanti ragazzi profughi da Istria, Fiume e Dalmazia. Il secondo premio è stato conferito ex aequo alla I A del liceo scientifico «Torricelli» di Maniago (PN), autrice dell’elaborato La storia degli italiani nell’Adriatico nord-orientale, e a più classi dell’istituto tecnico industriale «Da Vinci» di Firenze per un elaborato su I confini orientali d’Italia. Una menzione speciale è infine andata alla V F del liceo scientifico «De Ruggeri» di Massafra (TA).

La prof. Gianna Prapotnich, dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche, ha comunicato che nel Piano d’azione interregionale biennale Esperienze e speranze della Regione euro-mediterranea, avviato dalla Direzione Affari Internazionali del MIUR con le Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Sardegna, la Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia sta conducendo un percorso di formazione-azione con gli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado sul tema Gli esuli istriani sfollati dopo la guerra presenti nelle comunità delle quattro regioni ed altrove nell’area adriatico-mediterranea.

La prof.ssa Chiara Vigini, rappresentante dell’Associazione delle Comunità Istriane nel Gruppo di lavoro MIUR-Esuli e co-organizzatrice del Seminario 2012, ha constatato la scarsa partecipazione di docenti triestini e la difficoltà di fare storia locale a Trieste per la persistenza in città di lutti non ancora elaborati. «La pace – ha affermato – dev’essere la nostra finalità ultima. Il senso di giustizia non deve prevalere sul perdono. Fare giustizia non porta alla pace, e la pace la dobbiamo costruire: non arriva dall’alto».

La prof.ssa Mirella Tribioli ha lamentato gli ostacoli posti da docenti ideologizzati al lavoro didattico sul confine orientale.

La prof.ssa Spezzano ha lodato l’equilibrio del Gruppo di lavoro nel promuovere la didattica della storia su questi temi senza coloriture politiche. Se l’obiettivo più immediato è che tutti i libri scolastici di storia affrontino Foibe ed Esodo, il passo successivo saranno i "libri elettronici" costruiti dagli stessi insegnanti con l’apporto dello stesso Gruppo di lavoro.

La prof.ssa Beltrame ha annunciato che si farà un dvd sul seminario. «Le aspettative – ha detto – si sono realizzate: è stato messo l’accento sul patrimonio culturale, storico, artistico e letterario dei giuliano-dalmati come parte integrante della cultura italiana. Questa storia era stata esiliata dalla storia dell’umanità. Non tutto è facile e scontato e i tempi sono lunghi, ma il coraggio ci sostiene e la causa è giusta».

Paolo Radivo

 

Pubblicati gli atti del Seminario 2011

 

Ai partecipanti al Seminario nazionale di Trieste è stato distribuito il numero 138 (2012, anno 35°) di «Studi e documenti degli Annali della Pubblica Istruzione», periodico multimediale per la scuola italiana del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Il titolo specifico è lo stesso del Seminario nazionale svoltosi a Roma presso la sede del MIUR il 23 febbraio 2011: Le vicende del confine orientale e il mondo della scuola – La cultura degli Esuli Istriani nelle vicende storiche che li hanno coinvolti. Il volume, curato dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica, contiene gli atti di quel seminario più alcuni altri contributi aggiunti.

La parte iniziale si apre con il saluto porto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della cerimonia del Giorno del Ricordo il 10 febbraio 2011 e prosegue con un’introduzione di Carmela Palumbo, una premessa di Antonio Lo Bello e L’insegnamento della Storia, oggi, di Luciano Favini.

La «Parte prima» include sei brevi saggi: La Venezia Giulia e la Dalmazia nel processo di unificazione nazionale, di Giuseppe de Vergottini; Il confine orientale e gli Italiani dell’Adriatico orientale, di Stelio Spadaro; Foibe ed Esodo: contributi storiografici, di Roberto Spazzali; La partecipazione degli Istriani, dei Fiumani e dei Dalmati all’Unità d’Italia, di Lucio Toth; 1943-1945. Gli Alleati e la Venezia Giulia, di Giorgio Federico Siboni; e 1946: il Plebiscito negato agli Istriani, di Paolo Radivo.

La «Parte seconda» racchiude interventi più numerosi ma più brevi: «I Viali della Rimembranza: le Storie delle Scuole», di Caterina Spezzano; Il Tema emblematico. La ferita aperta delle foibe: il balsamo della memoria storica per un recupero della coscienza critica, di Maria Laura Gargiulo; «Il mare che unisce»: le due sponde dell’Adriatico sul filo della memoria, di Smiljanka sr. Maristella Palac; «Vivere il confine», di Giovanna Sgueglia; Il «Giorno del Ricordo», di Angelo Galzerano; Una metodologia attiva di studio della storia applicata alle vicende del confine orientale, di Valentina Zappa; Il «Giorno del Ricordo», di Giovangualberto Carducci; Testimonianze didattiche sulle vicende del confine orientale, di Giuliana Pesca e Serena Domenici; Confini mentali, di Daniela Cesareo; Un Tempo Nuovo là dove alita il Respiro dei vivi, di Carmen De Stasio; L’esperienza del Liceo Blaise Pascal di Pomezia rispetto alle vicende del confine orientale, di Donatella Schürzel; La cultura degli Esuli istriani nelle vicende storiche che li hanno coinvolti: arte, letteratura e costumi di popolazioni divise, di Chiara Vigini.

La «Parte terza» è invece formata da tre soli contributi: Fonti formativo/informative, con i recapiti delle associazioni e le istituzioni culturali degli esuli e dei referenti nazionali del MIUR; notizie sul concorso per l’anno scolastico 2010-2011 Terre, Genti, Tradizione e Cultura dell’Adriatico orientale nel contesto della storia italiana; e Le scuole premiate, di Caterina Spezzano.

Le «Conclusioni e prospettive» sono firmate da Antonio Lo Bello. Infine gli allegati si compongono della legge 30 marzo 2004, n. 92, istitutiva del Giorno del Ricordo, nonché delle riproduzioni della brochure del Seminario nazionale 2011 e della dispensa di Guido Rumici Istria, Fiume, Dalmazia. Profilo storico.

Il periodico, edito da Le Monnier, ha in tutto 192 pagine e si può prenotare in libreria al prezzo di € 3,99.

Paolo Radivo

Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 agosto 2013 )