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Poesie di Bruno Carra: POLA 1947 - L'ARCA DI NOE'

     POLA 1947
( scritta nel settembre 1947)
Nel fango delle strade cammino solitario
E non incontro alcun che mi saluti.
Sono partiti tutti,
e gli amici già da tanto tempo.
Ed io son l’ultimo che guarda
con occhio amico e triste
le case abbandonate e i luoghi
che frequentai un giorno,
ed i giardini, ora con gli alberi nudi,
sembra che stiano lì per salutare.
Silenzio, silenzio, nelle strade, nelle piazze,
della città che chiamai mia una volta,
ed or non so di chi.
Chiama la sirena del Toscana che parte,
e il mare è grosso, battuto dal scirocco.
Pare il lamento di chi visse qui
e che ora va ramingo e non sa dove,
e non ha casa dove passar le notti e ricordare.

L’ARCA DI NOE’ – 1985
Cossa che voleria
Che ti e mi
E le putele
Che ancora ne vol ben,
Fossimo messi come per magìa
Dentro a metà
De un mussolo svodà.
E voleria che dentro
Podessi star tuta Rovigno
E tuti i rovignesi
E i veci de una volta
E quela canisela
Che tra graie e masere
Me portava a Monvì.
E voleria che dentro
Fossi anche la casa de mio nono
E l’orto e la fighera
La cisterna, le vide e i cavaldori
L’albero de susini e quel de pomi.
E cò sto mussolo fossi tuto pien
Lo meterìa a galegiar sul mar
E montandoghe l’albero e le vele
Andaria tuto el giorno a bordisar

Ultimo aggiornamento ( marted́ 02 agosto 2011 )