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POLA IERI, POLA OGGI

Immagine attiva

A cura di Loredana Pimazzoni Piro e Giuseppe Piro

Ritorno a Pola
di Silvio Mazzaroli

Introduzione

No! sino agli anni 2000 Pola non la conoscevo. Ne avevo solo qualche immagine sbiadita legata ai miei pochi ricordi relativi all'anno e poco più vissuto in tenerissima età, a Pola tra la fine della guerra e l'esodo. Poi più nulla. Da allora non avevo più attraversato il confine orientale d'Italia. Della città, in famiglia, avevo molto sentito parlare con quella nostalgia ed amore che rendono idilliaci i luoghi che rimangono confinati, perchè ormai impraticabili, nel mondo dei sogni degli adulti.

In verità a Pola c'ero ritornato un paio di volte di sfuggita, alla fine degli anni 80, allorchè ero Addetto Militare presso l'Ambasciata d'Italia a Belgrado; allora però i miei interessi e scatti fotografici erano rivolti ad altri obiettivi che non alla scoperta di quella che era stata la mia città. Lo feci con non poca difficoltà e grazie all'aiuto di qualche anziano del posto che seppe indirizzarmi nella allora via Armando Diaz, oggi Pino Budicin. Che stretta al cuore rivederla. Quella, che dalle foto conservate in famiglia mi era sempre apparsa come una bella e signorile villetta borghese, era ridotta ad un edificio sberciato e cadente. Fu un dolore che contribuì a tenermi lontano da Pola per altri dieci anni.

Poi è subentrato il mio impegno di "Sindaco" del Libero Comune di Pola in Esilio ed è enormemente aumentata la mia frequentazione di esuli dalla nostra città. E' stato per me un bombardamento di notizie su luoghi che mi erano noti solo di nome ma che assolutamente non sapevo collocare. Da qui l'interesse a conoscere, a vedere, a riscoprire... a respirare un'aria che, in qualche maniera sentivo dovermi appartenere. Da qui, più frequenti ritorni a Pola, con la consapevolezza però che la Pola di oggi non è, né potrebbe esserlo, quella di ieri. Da qui, ad esempio, il mio girovagare solitario ed emozionato su e giù per i clivi della nostra città, cercando di immaginarecome dovevano essere un tempo quegli stessi luoghi. Da qui infine, la mia ricerca di vecchie foto - per la quale di grande aiuto mi è stata, da Cagliari, la polesana Nerina Milia - che mi agevolasse nell'immaginare con gli occhi di oggi, la Pola di ieri. La Pola dei sogni dei miei nonni e genitori.

Parlando con altri esuli, specie di più giovane generazione, ho avvertito che il desiderio di questa riscoperta del "vecchio" legato al "nuovo" era ampiamentecondivisa ed è quindi nato il progetto di realizzare un album, essenzialmente fotografico, atto a configurare il desiderato confronto, o meglio, parallelismo. Ne ho parlato con qualcuno, trovando immediatamente entusiasti collaboratori in Giuseppe Piro - esule, abituale frequentatore di Pola e, quindi buon conoscitore dei luoghi - e nella sua gentile consorte, Loredana Pimazzoni - appassionata fotografa dilettante - che si sono resi disponibili a gettarsi a capofitto in questa nostra avventura editoriale.

A loro, in particolare, il mio sentito ringraziamento per quanto hanno saputo realizzare certo che, soprattutto dagli apprezzamenti che non mancheranno di ricevere dai nostri soci e lettori, trarranno quella ricompensa e soddisfazione che giustamente s'aspettano per questa loro inusuale fatica, una fatica che ci auguriamo possa essere di stimolo per un ritorno a Pola e di aiuto, soprattutto per i discendenti di quanti seppero coraggiosamente scegliere la via dell'esilio, per la riscoperta della Città, "paradiso perduto", dei loro meravigliosi "vecchi".

Silvio Mazzaroli                      
Trieste, giugno 2007                        

Ultimo aggiornamento ( domenica 08 settembre 2013 )