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Ricordo di Teodoro Francesconi

Egregio Signor Egidio Contento,

prendo spunto dalla Sua lettera, pubblicata su L’Arena di Pola del 30 agosto 2009: “Ho difeso i confini orientali d’Italia”. Condivido il pensiero Suo e del Direttore che Le ha risposto: non può essere dimenticato chi ha combattuto per la salvezza del suolo della Patria.

Con l’occasione, desidero qui ricordare, a tre anni dalla scomparsa, avvenuta il 25 ottobre 2006, il Dr. Teodoro Francesconi, che a vent’anni, nel 1945, combatté in Val Baccia nel 1° Battaglione Bersaglieri Volontari “Mussolini” nel tentativo di arginare l’avanzata delle forze slave verso la pianura friulana.

Lo conobbi pochi anni or sono nel corso di alcune lezioni sulla storia del nostro confine orientale, organizzate in una Università della terza età. Del suo racconto delle ultime azioni di guerra desidero ricordare: “... L’unico nostro grido era - Allarga! Allarga! - perché cercavamo di far vedere che noi Bersaglieri eravamo in tanti, mentre eravamo drammaticamente inferiori di numero ai nemici ...”.

Poi la resa inevitabile, presso Caporetto, per evitare l’annientamento; poi l’eccidio, inumano e contro le leggi di guerra, di gran parte del battaglione; pochi sfuggirono alla morte, tra i quali Teodoro Francesconi e Lionello Rossi Kobau, il quale ancora oggi si batte per far conoscere la realtà di quelle vicende. Un altro ricordo del Dr. Francesconi: “Dopo la fine della guerra gli studenti dell’Università di Padova, ex-militari, provenienti dalla Venezia Giulia erano per gran parte in condizioni di estrema indigenza; alcuni portavano calzari di panno confezionati in casa perché non potevano comperarsi le scarpe ...

Ma l’animo era forte; per farsi capire bene dagli interlocutori ed evitare facili confusioni dicevano: - Io ho combattuto in Istria! Ero con Libero Sauro! - “   E qui la sua voce si incrinava.

Tito Lucilio Sidari