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Proposte concrete del nostro Sindaco
Cari amici Polesani, le proposte del Libero Comune di Pola in Esilio – fatte alle massime autorità dello Stato Italiano – hanno avuto il riscontro che attendevamo. Le risposte non si sono fatte attendere e le potete leggere riprodotte negli appositi riquadri.
Tuttavia abbiamo notato che il Sottosegretario di Stato Gianni Letta e il Ministro Franco Frattini nelle rispettive lettere non riportano la parola «foibe» ma quella più generica dila in Esilio – fatte alle massime autorità dello Stato Italiano – hanno avuto il riscontro che attendevamo. Le risposte non si sono fatte attendere e le potete leggere riprodotte negli appositi riquadri. Tuttavia abbiamo notato che il Sottosegretario di Stato Gianni Letta e il Ministro Franco Frattini nelle rispettive lettere non riportano la parola «foibe» ma quella più generica di «sepolture».
 
Non c’è bisogno di essere un esperto per capire la differenza tra i due sostantivi. In ogni caso i contenuti di tutte le missive ci offrono l’occasione irripetibile per portare all’attenzione delle massime autorità dello Stato, in particolare quella del Ministro Frattini, l’obbiettivo primario della nostra proposta e la nostra disponibilità a collaborare, anche nei dettagli, sulle azioni da intraprendere. Ci riferiamo alle richieste di incontri preliminari con le autorità locali – alla presenza di personalità della politica italiana, croata e slovena – onde concordare una linea comune e condivisa per affrontare e risolvere il problema annoso delle foibe. A questo dovrebbe seguire una manifestazione nelle località più rappresentative, della Croazia e della Slovenia, dove giacciano dimenticate le vittime delle persecuzioni titine.
 
Riteniamo che la nostra diplomazia sia in grado di risolvere in tempi ragionevoli questo delicato problema. Non pretendiamo che tutto si risolva in pochi mesi: Le nostre rappresentanze consolari, se opportunamente appoggiate e sollecitate dal Governo Italiano e in particolare dal Ministro degli affari Esteri, potrebbero sondare la volontà slovena e croata per capire se vi siano precisi segnali di buona volontà, onde stabilire accordi preventivi e arrivare, in breve tempo, a un censimento delle foibe e, per quanto possibile, conoscere anche i nominativi delle persone ivi scomparse.

Considerati i rapporti di buon vicinato che il Governo Italiano ha in atto con le nazioni confinanti, potrebbe essere questo il momento migliore (Libia docet) per intavolare trattative sull’argomento. Molti figli e parenti di persone scomparse sono ancora in vita. I loro ricordi potrebbero essere utili per individuare le possibili località in cui i loro cari sono stati infoibati. La nostra Associazione si farà carico della raccolta e catalogazione delle testimonianze e le metterà a disposizione per le ricerche negli archivi territoriali di Slovenia e Croazia.
 
Nell’“Arena” di maggio avevo terminato l’articolo di presentazione del neo eletto Consiglio Comunale affermando che alcuni nostri obbiettivi non possono essere perseguiti da una sola Associazione come il Libero Comune di Pola in Esilio, ma devono coinvolgere tutte le Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, nessuna esclusa. L’argomento trattato riguarda l’intera nostra Comunità, al di là delle discrepanze, incomprensioni, contrasti ideologici e procedurali delle singole Associazioni. Tutti hanno il dovere morale di appoggiare e condividere la nostra iniziativa. Mettendo da parte i dissapori del passato – almeno per questa volta – auspichiamo che si potrà lavorare sinergicamente su un piano di comune intesa, per ottenere giustizia: senza prevaricazioni, senza proclami di paternità dell’iniziativa o accampando diritti precostituiti.

*Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio
Ultimo aggiornamento ( marted́ 06 ottobre 2009 )