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Agli altri i benefici materiali, a noi le soddisfazioni morali
APPROVATA IN SENATO UNA MOZIONE BIPARTISAN RIVOLTA ALLA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DEGLI ESULI E A PROSEGUIRE NELLA RICHIESTA I VERIFICA DI TUTTE LE POSSIBILITÀ DI RESTITUZIONE DEI BENI ESPROPRIATI.
 
 
Questa, in sintesi, l’accattivante notizia recentemente diffusa con un tam tam di comunicati al di qua ed al di là del confine orientale; accattivante, perché ancora una volta atta ad alimentare le speranze degli esuli, peraltro, già tradottesi in passato spesso in cocenti delusioni. Volendo rimanere con i piedi per terra sembra quantomeno azzardato lasciarsi andare a facili entusiasmi. Per prima cosa i fatti. Lo scorso 14 luglio il Senato ha approvato, con voto bipartisan, la mozione n. 151 che impegna il Governo «a salvaguardare i diritti degli italiani che hanno abbandonato i territori assegnati all’ex Jugoslavia; a proseguire, nell’ambito del tavolo Governo-esuli, nella richiesta di una verifica di tutte le possibilità di restituzione di beni ad essi espropriati; a lavorare per il pieno rispetto degli accordi italo-croati a tutela della comunità nazionale italiana residente nella Repubblica di Croazia, nel quadro della normativa comunitaria sul rispetto delle minoranze e nello spirito di un’integrazione di regioni la cui fisionomia nazionalismi e totalitarismi hanno devastato nel ’900 e ad adoperarsi perché la Repubblica di Croazia, adempiute le condizioni poste dai competenti organi comunitari, con particolare riferimento alla tutela delle minoranze, in particolare della minoranza italiana, possa celermente entrare a pieno titolo nell’Unione europea». La mozione, presentata da Gasparri (Pdl), Bricolo (Ln), Finocchiaro (Pd), Pistorio (Misto), D’Alia (Udc), Tofani e Stancanelli (Pdl) e Giambrone (Idv), è stata sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari che l’hanno approvata all’unanimità nel corso della 238ª seduta della XVI Legislatura, in cui il Governo era rappresentato dall’On. Giovanardi in qualità di esperto della materia. La più dettagliata enunciazione dei contenuti della mozione lascia chiaramente intendere che la questione è assai più complessa di quanto, attraverso i comunicati, si sia inteso dare a intendere. Alcune considerazioni appaiono, pertanto, opportune.


Per incominciare, da quanto precede si capisce, e meglio lo si fa andandosi a leggere il resoconto stenografico della succitata seduta, che l’ordine prioritario degli obiettivi che il Governo intende perseguire con detta mozione è esattamente in ordine inverso a quanto sopra enunciato: primo, favorire il sollecito ingresso della Croazia – primo partner economico dell’Italia, come sottolineato dall’On. Pegorer (Pd) – nella Ue anche a premessa di una successiva maggiore stabilizzazione dell’intera area balcanica; secondo, garantire una più completa tutela della minoranza italiana in Croazia, assicurandole altresì un più certo e cospicuo finanziamento, come esplicitato in particolare dall’On. Giovanardi; terzo, tutelare i diritti degli esuli, più sul piano morale che su quello materiale, che il solo On. Pittoni (Ln) ha sostenuto essere invece dei “diritti pieni”, sia in termini di restituzioni che di indennizzi, da far rispettare in virtù dei vigenti e sin qui disattesi trattati internazionali nonché del debito con noi contratto dallo Stato italiano.
 
Detta priorità è avallata dalle concordanti affermazioni fatte sia da Giovanardi nel corso della seduta stessa che successivamente dal Ministro Frattini, secondo i quali la risoluzione di questioni bilaterali (e quella delle restituzioni lo è) non può interferire con il processo d’integrazione europea; risoluzione rimandata sine die perché è stato ribadito il concetto che la materia deve essere demandata ad un’apposita commissione. Visti i contenuti, una seconda considerazione può riguardare le modalità con cui la mozione ci è stata presentata. Il tutto richiama alla mente la Legge 193/2004 (poi rifinanziata ogni tre anni), nota anche come “benefici Giovanardi”, con cui lo Stato aveva avviato il contributo finanziario alle attività istituzionali delle nostre associazioni di esuli. Allora ci era stata enfaticamente presentata come un segnale di grande attenzione nei confronti delle nostre esigenze di “sopravvivenza” ma, di fatto, serviva a giustificare, rendendolo meglio accetto – ovvero, comprando il silenzio/ assenso degli esuli – il ben più lauto contributo finanziario dato alla nostra Comunità nazionale residente in Slovenia e Croazia; infatti, dei circa 6 milioni di euro inizialmente stanziati solo 1,5 venivano a noi e ben 4,5 andavano ai nostri connazionali d’oltreconfine.
 
Pensare che possa trattarsi di un po’ di fumo negli occhi o, nel migliore dei casi, di un ipotetico e futuribile “contentino” il precedente autorizza a pensarlo. Lo autorizzano, in particolare, alcune affermazioni contenute nel comunicato rilasciato dal Presidente della Federazione, Codarin, nel quale, oltre che agli aspetti di principio, si plaude ad alcune proposte avanzate nel corso del dibattito sulla mozione dall’On. Camber per la realizzazione in Croazia di un monumento a ricordo di tutte le “vittime innocenti” (in tal senso ci sarebbero delle aperture da parte croata) e per l’individuazione di una qualche forma di finanziamento agevolato per l’acquisto da parte degli esuli di beni che si trovino in Croazia e in Slovenia, magari istituendo fondi di garanzia gestiti da banche nazionali italiane. Tutto sta nel sapersi accontentare! Agli altri i reali benefici politici ed economici; a noi le soddisfazioni morali, la possibilità di ricomprarci quanto ci è stato truffaldinamente sottratto e, perché no, magari la restituzione di qualche bene “simbolico”, come già in passato proposto.
 
Un’ultima considerazione riguarda, al momento, l’assenza di una presa di posizione al riguardo da parte dell’Unione degli Istriani. Era più che lecito aspettarsela, se non altro perché nel comunicato rilasciato dall’Anvgd la stessa sembra volersi assumere in proprio, unitamente alla Federazione, il merito per questo importante (!?) passo che considera il positivo sviluppo del noto tavolo di concertazione Governo- Esuli, avendolo, in particolare, promosso nel corso di un incontro-dibattito con i rappresentanti di maggioranza ed opposizione, il 22 giugno scorso, sugli obblighi della Croazia nei confronti dei cittadini italiani illegalmente espropriati dei beni e, più in generale, sui nodi ancora irrisolti. In verità, la “battaglia” per la restituzione dei beni è stata sin qui condotta, soprattutto, dal Presidente Lacota ed anche la bozza di ddl per “il definitivo ed equo indennizzo”, ancorché condivisa e fatta propria anche dalla Federazione, è stata elaborata dalla stessa Unione degli Istriani e dai suoi esperti in materia. Che dire? I meriti hanno sempre tanti padroni; gli insuccessi sono sempre e comunque degli altri. Se detta mozione porterà a risultati concreti, com’è nelle speranze degli esuli, il merito se lo assuma chi meglio crede; al momento sembra, comunque, assai apprezzabile il prudente silenzio dell’Unione degli Istriani che, quantomeno, non alimenta illusioni.
 
Silvio Mazzaroli
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 31 luglio 2009 )