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Ultime emozioni di chi come me Ŕ senza Patria
Una bella poesia inviataci da Fiorella Capolicchio

 Esodo di Pola

Cara mamma

Con cinque figli sei partita esule
per quella patria, che mai vera madre fu,
ne tua ne mia.
Profuga raminga per i campi
altri tre figli ti son nati
Natale, Pasqua e tutti i compleanni
Ricorrenze? Festeggiamenti?
Non ricordo!

Sento la tua voce mamma
Dice:
"Vienimi a trovare"
Ancor non son venuta
al camposanto.

Era un Natale quando
partisti, per l’eterno
riposa in pace Tu
che patito hai l’inferno.

Dicevi:
“Era per via della guerra”
“È, che era tempo di guerra”
“Quando era la guerra”
“Nella prima guerra mondiale”
“Nella guerra del re imperiale”
“Erano andati in Albania”
“Combattuto in Grecia.”
Mai! Detto come vivevi,
bambina e poi fanciulla.
Tuo padre emigrante sapevo.
A vent’ anni sposa con
due figli nella culla.
Il marito in guerra quando,
il quinto ti era nato

Con cinque figli sei partita esule
per quella patria, che mai fu,
ne tua ne mia.
Profuga raminga per i campi
altri tre figli ti son nati
Natale, Pasqua e tutti i compleanni
Ricorrenze? Festeggiamenti?
Non ricordo!

Ricordo che cantavi  e sorridevi
nei brevi periodi quando non piangevi.
Ti dissi un giorno: “Vieni via con me”
Avevo diciott’ anni. Tu non volevi.
Maggiorenne me ne andai a ventun anni.
Fiori ti spedivo, volevo festeggiarti.
In chiesa li portavi e mi scrivevi
" Non mi mandare fiori".
Non so perché i fiori non volevi.
Forse non eri abituata con fiori
festeggiata dalla figlia,
che prima sempre in bolletta,
come tutta la famiglia?

Poi ricca mi credevi,
della mia vita d'emigrante non sapevi.
Un'altra casa avevi tu, dopo anni di agonia,
Fuori dai campi con gli ultimi tre nati,
Gli altri figli in giro per il mondo
una in Italia, quattro emigrati
Una tua foto con i fiori  che ti mandai,
da te un giorno ricevetti.
Mi sembravi serena, seppur dimessa,
un passato di guerre e di stenti pesa.
Chi ha patito la vita non risparmia.
A pene e dolori sempre  aperto il conto,
 La tua vita ahimè, guardo la foto e dico:
Stata fu, sempre la stessa.

Con cinque figli sei partita esule
per quella patria, che mai fu,
né tua né mia.
Profuga raminga per i campi
 tre figli ti son nati
Natale, Pasqua e tutti i compleanni
Ricorrenze? Festeggiamenti?
Non ricordo!

Parlo con la tua foto sulla mia scrivania.
Con dolor scrivo e racconto. L'anima ho serena.
Bisogna liberarsi, ricordare serve
per spiegare e far capire.
Per i torti subiti, non bramo ricompense
Vita in coma, non vuol più la mia.

Fiorella Capolicchio di Biagio e Benci Maria

Ultimo aggiornamento ( lunedý 30 marzo 2009 )
 

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