Menu Content/Inhalt
Home
PER NON DIMENTICARE
Sono P.C. ho quasi 82 anni e sono figlia di un Italiano che a 17 anni andò militare a conquistare la Venezia Giulia occupata se non ricordo male dagli Austriaci (Il Piave mormorò…) arrivato a Fiume incontrò mia mamma, si sono sposati ed ebbero 5 figli, tutti compreso mia mamma ITALIANI!

La mamma risultava austriaca dato che le terre erano occupate da loro, così come io adesso risulto Croata e sino ad un po’ di anni fa Iugoslava perché vengo da lì essendo state le terre occupate da loro.

Sotto Tito che voleva distruggere tutti gli Italiani, fecero strage con le Foibe quasi anche mio papà ci rimetteva la pelle ed anche i miei fratelli ma è troppo lunga da raccontare.

Io se volevo aver qualcosa da mangiare perché era tutto tesserato accettai di fare come doposcuola insegnando lavoro, ginnastica ed altre mansioni.

Ho salva la pelle grazie a mia mamma (che non è piu’ tra noi da un po’ di anni e senza aver piu’ avuto modo di rivedere e toccare la sua Terra), eravamo 5 coppie di giovani che fingendo di essere fidanzati dovevamo portarci vicino al reticolato che divideva il confine slavo da quello italiano ad un’ora prestabilita, chiesi a mia mamma  di svegliarmi alle 4 del mattino, non lo fece, gli altri sono andati e sono stati mitragliati compreso il ragazzo che doveva fare coppia con me.

Si sono salvate solo 2 coppie che sono in America e sono felici.

Mio papà non si sentiva piu’ di stare lì con la paura che venissero ancora a prelevarlo, noi compresi.

La radio Italiana continuava ripetere “venite fratelli casa e lavoro vi attendono”.

Il papà è dovuto partire per Zagabria per fare il passaporto e ci è riuscito.

Era il 31 Dicembre 1948 quando un camion ci caricò all’una di notte e siamo partiti x Trieste.

Ci “depositarono” al Silos.

Nel frattempo venni a sapere che anche mia sorella e la sua famiglia che abitava a Isola D’Istria fu mandata in Lombardia in una caserma in disuso.

Noi fummo trasferiti a Udine.

Papà, mamma, io fratello piu’ piccolo ed io (lui 18 anni io 22) poco tempo dopo siamo stati trasferiti a Chieti.

Intanto vennero fuori da quell’inferno gli altri 2 fratelli con le loro famiglie e furono mandati a Laterina.

A questo punto mio papà andò al Ministero a Roma e ci fu concesso di riunirci tutti in Lombardia.

Uno dei fratelli che abitava a Pola decise di ritornarci perché stanco della vita che si conduceva in campo profughi.

Come noi così l’altro fratello con la famiglia eravamo finalmente nella stessa caserma, vita da militari ed anche questa troppo lunga da raccontare.

Io nel frattempo essendo gracile fui ricoverata in ospedale e come altri, si “servirono” di noi per far da cavie dei medicinali che prima di essere messi in commercio gravavamo quelli che subivano tutte quelle cose  dopo averci fatto firmare senza sapere a cosa andavamo incontro.

Ancora oggi pago le conseguenze di allora essendo allergica ed intollerante a diversi medicinali, sono con una malattia cronica e faccio fatica a curarmi.

Purtroppo il ricordo di quei tempi e sempre vivo.

Mentre eravamo in caserma ci proposero di rinfrescaci la memoria con gli studi essendo senza documenti di alcun genere.

Ci proposero di far un tema sui giorni del dolore, il mio fu mandato a Roma perché lo ritennero molto idoneo al caso, ecco lo svolgimento

 

GIORNI DI DOLORE, 1/12/1950 ORE 20,30:

quante volte si torna con la mente ai bei giorni quando si aveva una casa, una dimora nostra a se questa modesta !

Tempi che non torneranno mai !

Si era felici anche se gli altri ci facevano soffrire, soffrire perché volevano farei padroni di casa in terra che non gli apparteneva perché erano di nazionalità diversa dalla nostra politicamente …(e che non gli appartiene) felici perché si era tutti uniti, figli con i genitori, fratelli con sorelle.

Venne il giorno in cui ci si dovette separare e con grande dolore, si doveva lasciare gli uni per raggiungere altri che erano sparsi per il mondo, altri parenti che sono stati cosretti lasciare la propria casa prima di trovarsi sotto le “grinfie” di quelli che credevano di comandare anzitempo.

Adesso ci si accontenta di una lettera anche se questa è breve perché i rimasti non spiegheranno mai il loro vero modo di vivere per timore che vengano aperte ed incorrere a gravi punizioni.

Il pensare che tutti avevamo una casa e trovarsi ora qui in un Campo Profughi con una stanza che fs da camera, cucina, i letti fanno le veci delle sedie per non aver nemmeno dove sedersi.

Sì questi giorni di dolore che sapemmo quando ebbero inizio ma non sappiamo quando avranno fine !

Quando eravamo in quel campo c’erano quelli che venivano ad insultarci dicendoci di tornarcene da dove eravamo venuti.

Eppure tutti noi in generale ci siamo sempre comportati da persone civili e mai si è sentito niente nei nostri confronti.

I piu’ fortunati sono andati chi in Australia, chi in America, noi che siamo rimasti ci dissero che siamo venuti in Italia per rinforzare la democrazia ma se avessero vinto gli opposti saremmo i primi ad essere fatti fuori.

Ecco il perché del silenzio ….

 

P.C. 3 Febbraio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notizie importanti

 

ARCHIVIO STORICO ARENA DI POLA

TUTTI GLI ARTICOLI
DAL 1948 AL 2009
www.arenadipola.com

 

 

RECAPITI 
"Libero Comune di Pola in Esilio"

- informatico:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


 Indipendentemente dai normali orari di apertura
cell. +39 388 8580593.



- postale:
c/o Tipografia Art Group S.r.l.
via Malaspina 1 -
34147 TRIESTE

 

***
Siamo anche su Facebook.
Libero Comune di Pola in Esilio
Dventiamo amici.




 https://www.youtube.com/
watch?v=5ivlfeGujGo

 (clicca sul link per
vedere il video
Istria Addio - La Cisterna)

 ***
Dal 15 giugno 2013

 Sindaco/Presidente: Tullio Canevari
Vice: Tito Lucilio Sidari
Direttore dell'Arena di Pola: Paolo Radivo
 (l'organigramma completo nella sezione
CHI SIAMO")
 
 ***