Menu Content/Inhalt
Home arrow Libri
Libri

LIBRI

PRESENTAZIONE DEI VOLUMI DEGLI ANNI 1945-1946-1947 DELL'ARENA DI POLA

 

 L’Assessore del Libero Comune di Pola in Esilio Gen. Silvio Mazzaroli ha presentato in una conferenza stampa al Centro di Ricerche Storiche di Rovigno la mattina di lunedì 25 novembre 2013 l’ultima fatica editoriale del nostro sodalizio: i tre volumoni contenenti la riproduzione anastatica dei 591 numeri de “L’Arena di Pola” del periodo compreso tra il 29 luglio 1945 e il 24 dicembre 1947, ossia a cavallo dell’esodo. Un materiale prezioso di difficilissima reperibilità in originale ora reso disponibile ad un vasto pubblico.
«L’opera – ha spiegato – si compone di tre ponderosi tomi. L’impegnativa realizzazione ha comportato: nella prima fase, il reperimento di tutti i giornali editi nel periodo considerato presenti, all’avvio dell’operazione, solo in parte nella nostra Redazione; nella seconda fase, la riproduzione fotografica di ogni singola pagina poi rielaborata al computer al fine di ottenere immagini nitide, ripulite e facilmente riproducibili; nella terza fase, la composizione delle stesse nei predetti tre volumi e la stampa presso la tipografia.

 Gli interessati ai tre volumi possono scriverci all’indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o telefonare allo 040 830294 per informazioni.

 

 

PIETRO KANDLER - CODICE DIPLOMATICO ISTRIANO

    5  VOL.  per un totale di 1551  documentiImmagine attiva  dal 50 d. C. al  1526
    Nell’Appendice al 5 ° Vol . ulteriori 22 documenti dal 1150 al 1717
                                         PER COMPLESSIVE PAGINE  LX  +  2501

Riproduzione anastatica della raccolta degli elementi a stampa impressi per conto dell'autore dalla tip. del LLOYD AUSTRIACO, Trieste 1862 - 1865. Ristampa promossa e curata nel 2003  dal LCPE con il contributo del Governo Italiano  L. 72/2001, completa dI riproduzione digitale su CD, Rilegatura in tutta tela

Immagine attivaPietro KANDLER (1804 – 1872), massimo e più stimato cultore della storia di Trieste e del’Istria, dedicò la sua vita allo studio della storia regionale istriana, gettando le basi per una ricostruzione scientifica della storia della Regione Giulia. Il Codice Diplomatico Istriano è riconosciuto come il monumento massimo della storiografia medievale Giuliana.
Carlo Combi, nel suo “Saggio di bibliografia Istriana” pubblicato nel 1863, elenca oltre 70 lavori del Kandler sui più disparati argomenti riguardanti  la Regione Giulia, geografici, etnici,storici,legali, biografici,.
Molti dei suoi scritti sono tuttora inediti.

( N. b. :  Il LCPE dispone ancora di alcuni esemplari in forma cartacea  completi della riproduzione su CD)

 

 

 

Racconti in dialetto di

Roberto Stanich

 

 

 

 

 

 

 

 

 

              Vivoda Lino: In Istria prima dell'esodo 
                                     (autobiografia di un esule da Pola)

 Libro con numerose fotografie d'epoca che percorre le vicende istriane
                                          dagli anni trenta al 1947 cosi strutturate:

                                                                           quadretti istriani

                               il fascismo

                               la seconda guerra mondiale

                               el ribalton dell'8 settembre 1943

                               l'occupazione tedesca

                               i bombardamenti anglo-americani

                               il massacro dei prigionieri della X MAS e dei tedeschi

                               il terrore dell'OZNA: foibe, deportazioni, i 45 giorni

                                                                       l'occupazione alleata della Zona A

                                                                      Vergarolla col nome di un attentatore

                                                                      la ribellione di Maria Pasquinelli

                                                                                                        l'esodo plebiscitario       

 

                                                                                                                         Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

                             Principali lavori di Lino Vivoda esule da Pola

   –  “La stampa giuliano dalmata nata in esilio” in Difesa Adriatica Roma nn.  dal 10.9.1971 al 18.1.1972  

- “I giornali degli esuli Giuliano e Dalmati” sta in PAGINE Istriane.A. XLI nr.1/2, Serie V. 1972. Trieste 1972

 - “Nazionalismo e neofascismo nella lotta politica al confine orientale 1945-1975” sta in Pagine Istriane; A. XLI nr.1/2, Serie V. 1972. Trieste 1972

 – “I giornali degli esuli Giuliani e Dalmati” sta in RIVISTA dalmatica. A.XLVIII,Fasc.III-IV 1977 Roma 1977

 – Intervento al Congresso di studio di Trieste sta in “Prospettive italiane in Adriatico”,pagg. 155-156

 – “Fiume in esilio”, in “Fiume rivista di studi fiumani, anno III, n,6, ottobre 1983

 - “In merito al convegno del centenario” in Atti e Memorie Soc. Istr.Arch.Sto.Patrio, pagg. 506-508, Trieste 1984

 – “ Bruno Artusi e gli esuli da Pola”. Cremona  Ed.P.A.C.E. 1986

 – “In questo quadro di fuga biblica”. Pagg. 97-107. Sta in Fronte italiano: c’ero anch’io a cura di Giulio Bedeschi, Mursia Bologna 1987

 - L’esodo da Pola: agonia e morte di una città italiana. Nuova Litoeffe, Piacenza 1989

 – Introduzione storica al libro” Brioni gemma dell'Adriatico” di Bogneri-Calabrò, Ed.Famiglia Polesana Trieste 1991 – Introduzione contenente l'elenco di tutti i giornali degli esuli pagg. IX XIV in “La stampa giuliano-dalmata in esilio”, di BOGNERI ,. Ed. Lint Trieste 1992

– Introduzione storica al libro di Bogneri “Il culto di Dante a Pola”, Ed.Unione Istriani. Trieste 1993

 – Campo profughi giuliani caserma Ugo Botti La Spezia. Ed. Istria Europa Imperia 1998

 – Istria regione d’Europa. Bologna edizioni il Fenicottero 2000, sta in Federalismo e Libertà a. VII n. I-II (2000) pagg. 161-179

– Antonio Carbonetti giornalista esule dalmata. Ed. Istria Europa Imperia 2000

 – L’Associazione Libero Comune di Pola in esilio: sessant'anni di cronache della diaspora polesana. Ed. L’Arena di Pola. Trieste 2005

– Quel lungo viaggio verso l'esilio, Ed. Istria Europa, Imperia 2008

   – In Istria prima dell'esodo. Autobiografia di un esule da Pola., Trieste 2013 

Inoltre centinaia di articoli su giornali e riviste a partire dal maggio 1949.

                                           

      

STEFANO ZECCHI: QUANDO CI BATTEVA FORTE IL CUORE

Istria 1945. Un padre e un figlio alla ricerca dell'identità rubata dal vento della storia.
Pola 1945. La Storia è crudele con gli italiani dell'Istria, della Dalmazia e di Fiume: se nel mondo si festeggia la pace, qui le loro sofferenze non hanno tregua. Nives, maestra di scuola, si batte con grande coraggio nella difesa dei confini della patria. Sergio, suo figlio, ha 6 anni, è cresciuto con lei, ha visto il padre per la prima volta soltanto al suo ritorno dalla guerra. Per lui prova soggezione, quasi diffidenza. Intanto la politica internazionale con l'annessione dell'Italia orientale alla Jugoslavia, travolge l'esistenza degli istriani. Nel turbine di questa tragedia che sconvolge amori e amicizie,  Flavio e Sergio, padre e figlio, impareranno a conoscersi, suggellando un'affettuosa dolcissima alleanza che li aiuterà, dopo imprevedibili avventure e grandi sofferenze, a costruire una nuova vite insieme. Nelle pagine di questo romanzo la rigorosa ricostruzione di un periodo terribile e ancora poco conosciuto del Novecento si accompagna a una storia intima, delicata, toccante: un affresco importante, che illumina il dramma di un popolo e insieme racconta tutta l'emozione di un grande amore tra padre e figlio.
Numerosi i premi ricevuti tra i quali la Benemerenza del Libero Comune di Pola in Esilio che ha donato all'autore una pregevole incisione in argento dell'Arena di Pola.

    
           
     VIVODA LINO: L'esodo da Pola. Agonia e morte di una città italiana
Castelvetro - Piacenza 1989

E' la storia di quel memorabile evento che fu l'esodo plebiscitario degli Italiani
da Pola nel 1947, narrato dettagliatamente da uno dei polesani esuli.
Esperienza di vita vissuta, si riallaccia agli anni di guerra precedenti ed a quelli
della tormentata pace per la difesa del carattere italiano della città.
Evidenza particolare hanno le giornate del settembre nero 1943 con l'inizio delle foibe, le stragi dei militari italiani e tedeschi uccisi dopo essersi arresi, l'episodio dell'eccidio di Vergarolla ad opera dell'OZNA di Tito e il gesto simbolico di Maria Pasquinelli.

Lo scrittore e giornalista Piero Buscaroli, ha scritto sul quotidiano di Montanelli Il Giornale (domenica 14 maggio 1995) : “Sul martirio di Pola, il migliore libro è L'esodo da Pola, agonia e morte di una città italiana, di Lino Vivoda, cui ho già attinto.”

 

                                          Piero Tarticchio - L'impronta del Leone alato
                      ( A fame, peste et bello libera nos Domine)
                                                                                                     Albatros euro 13.00

Premio Letterario Tanzella 2010 - Sezione narrativa L'opera si configura come un avvincente intreccio tra accadimenti storici che hanno come fulcro l'epidemia di peste del 1630 a Due Castelli, roccaforte veneziana in Istria fin dal Medioevo e le vicende inquietanti dei protagonisti che ripercorrono la storia tra immaginazione e realtà. Un alone di mistero permea la narrazione che si avvale di un linguaggio incisivo ed efficace. L'autore, infine, mette in evidenza alcuni aspetti non scontati della politica della Serenissima Repubblica di Venezia in Istria, formulando un teorema che sottintende possibili attuali scenari e che induce il lettore a profonde riflessioni.

 

                                 

Il viaggio in Ungheria - 1915 - Amelia Sidari

1° Premio Letterario "Tanzella" 2009 -  sezione testimonianze

Presentazione:
Nel maggio 1915 le autorità austro-ungariche deportarono la popolazione civile della città di Pola e del territorio circostante.
La città di Pola, nel sud dell'Istria era il porto - fortezza principale della flotta imperiale. Le autorità ritenevano che essa, con la prevista entrata in guerra dell'Italia, potesse diventare teatro di guerra e che si potessero verificare manifestazioni ostili ed attentati, da parte della popolazione, che era di nazionalità italiana e di sentimenti apertamente italiani, pur avendo la cittadinanza dell'impero austro-ungarico.
Donne, bambini, vecchi ed inabili vennero internati nelle campagne ungheresi ed in numerosi campi di concentramento austriaci, per periodi da uno a tre anni. Infine un decreto imperiale concesse a tutti i deportati la possibilità di ritornare alle loro case.
Questo libro racconta il viaggio di una delle migliaia di famiglie che subirono l'esodo forzato. Il testo si basa sugli scritti e sui racconti di Amelia Petronio Sidari, che fu deportata insieme con la madre Antonia Terrazzer Petronio ed i fratelli Maria e Giuseppe.
Amelia, la protagonista principale del racconto, esule per oltre due anni nella Prima Guerra Mondiale, fu esule da Pola per la seconda volta a seguito della Seconda Guerra Mondiale, come la massima parte degli abitanti di Pola. Però il secondo esilio, in Patria, fu volutamente senza ritorno.
Pola, occupata da popoli stranieri, divenne un paradiso perduto per sempre, un luogo ideale che non esiste più dulla faccia della terra, ma solamente nella mente dei sopravvissuti.
Tito Lucilio Libero Sidari

 

 

 

 

   

 

  Lino Vivoda - Quel lungo viaggio verso l'esilio Pola-Ancona-Bologna-La Spezia
 Edizioni Istria Europa - Imperia 2008

 E' il racconto del viaggio come lo ha personalmente vissuto l'autore. Inoltre, un breve riassunto storico ed alcuni cenni bibliografici per chi voglia approfondire la storia recente dell'esodo dei 350.000 giuliano-dalmati e del barbaro eccidio nelle foibe ed in altri orrendi modi, perchè italiani. Eventi che finalmente dopo circa sessant'anni vengono messi nel giusto risalto come merita una grande storia di patriottismo del sacrificio di chi ha rinunciato a tutto pur di non rinunciare alla Patria Italiana. Come disse a suo tempo il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, due volte italiani: per nascita e per libera scelta.

  

 

 Nicolò Luxardo De Franchi - I Luxardo del Maraschino - Libreria Editrice Goriziana – Gorizia 2008, pp. 218

I Luxardo del Maraschino tratta le vicende della famiglia dei Luxardo a partire dall’età napoleonica e dalla figura del capostipite, l’imprenditore ligure Girolamo Luxardo, che, individuatevi possibilità commerciali, si trasferisce da Santa Margherita Ligure a Zara nel 1821. E’ qui che egli avvia l’attività di produzione del maraschino che renderà rinomata la famiglia prima in Europa e successivamente in gran parte del mondo.

Lo sviluppo economico si intreccia con le vicende storiche che, nella prima parte della narrazione, coprono l’intero diciannovesimo secolo e gli anni della prima guerra mondiale; sulla scena si susseguono le figure dei discendenti di Girolamo Luxardo, presenti tanto nella vita economica che in quella sociale, politica e militare del loro tempo.

Nella seconda parte del libro – di cui è autore Nicolò Luxardo De Franchi – si  approfondiscono le vicende degli anni del dopoguerra. L’Autore – primogenito della quinta generazione dei Luxardo del Maraschino – nel 1944 si unì allo zio per la ricostruzione dell’ industria fondata nel 1821, distrutta a Zara dai bombardamenti anglo-americani e dalle confische slave. E’ Presidente della Società Dalmata di Storia Patria, fondata a Zara nel 1926 e Direttore della “Rivista Dalmatica”, fondata a Zara nel 1899. Per la seconda edizione del saggio la revisione dei testi è stata curata da Franco Luxardo.

Ai successi economici consolidati nel corso dell’800, seguì un periodo di relativo stallo, legato al crollo dei grandi imperi (Austria-Ungheria, Germania e Russia), con i quali i Luxardo avevano stabilito ottimi rapporti commerciali, ed alla generale crisi successiva alla prima guerra mondiale. Nonostante questo essi getteranno le basi imprenditoriali che permetteranno loro di risalire la china nell’immediato dopoguerra e negli anni ’20 e ’30, periodo che vede i Luxardo partecipi delle vicende fiumane e dalmate in quanto sostenitori dell’italianità di quelle terre.

Nel corso della seconda guerra mondiale si consuma la tragica vicenda di Nicolò e Pietro Luxardo, che, insieme alla distruzione della fabbrica di Zara causata dai bombardamenti degli Alleati fra il 1943 ed il 1944, chiude il capitolo più drammatico della storia della famiglia.

Nel dopoguerra i Luxardo rilanciano la loro attività in Italia, impiantando un nuovo stabilimento a Torreglia, in provincia di Padova. Oggetto dell’ultima parte del libro sono la rinascita italiana tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50, e le problematiche ad essa connesse.

L’interessante ed avvincente volume si conclude con un testimonianza di fiducia: scrive l’Autore: “Da allora ( cinque anni dall’inizio della nuova, tormentata impresa avviata sui Colli Euganei) le fortune della Luxardo, passato il testimonio dalla quarta alla quinta generazione e poi all’attuale sesta, sembrano affidate in buone mani”.

                                                                                                                      Franco Tagliarini

  
 

AA. vv. Sconfinamenti, Confini, passaggi, soglie nella scrittura delle donne,  cura di Adriana Chemello e Gabriella Musetti, Il Ramo d’Oro Editore, euro 16,00


Parlare di "confini" e di "frontiere" significa riferirsi sia a territori reali,
rappresentati nelle mappe geopolitiche dei continenti, sia ai molteplici
significati simbolici e alle diverse figurazioni elaborate da soggetti che
nell'attraversare i confini sono stati segnati interiormente da perdite,
sottrazioni, lacerazioni, esperienze interiori spesso dolorose. La vita di ogni essere umano è un attraversamento più o meno consapevole di "confini": i passaggi delle età, le esperienze fondanti a livello emotivo, psicologico e sessuale, i percorsi della bildung, le soglie culturali, i mutamenti sociali, politici e civili, il confronto con la morte. Partendo dai significati plurimi che connotano oggi la parola "confine", e dalle figurazioni che essa ha generato il VI Convegno Nazionale della Società Italiana delle Letterate ha esplorato, attraverso molteplici esperienze di vita, di culture, di territori "di frontiera", le mappe delle soggettività «migranti», le loro performances narrative, il loro collocarsi su «confini fluttuanti» anche nelle narrazioni e nelle scritture che ne hanno fatto le donne. Con la consapevolezza, come ha magistralmente insegnato

  
 

Silva Bon, La donna svelata. Identità e immaginario del femminile ebraico a Trieste tra Ottocento e Novecento, Il Ramo d’Oro Editore, euro 13,00

Il saggio vuole essere una riflessione basata sull’intreccio di pensieri e di storie delle idee, declinato al femminile. «Ho cercato di costruire un percorso personale, che parte dalla soggettività, peculiarmente quella del mondo ebraico, per elineare l’ “essere ebree” tra Ottocento e Novecento. I tasselli del mosaico sono variegati e partono dallo squarcio aperto da intellettuali europee, per giungere alla realtà triestina.» Proprio il mondo triestino dell’associazionismo femminile ebraico è indagato con maggior profondità e puntualità, anche per mezzo di interviste. La metodologia usata è quella dello storico, che si avvicina, o ritorna, agli archetipi femminili, attraverso il colloquio tra testi classici e non, e le fonti orali.

  
 Nelida Milani, Racconti di guerra, Il Ramo d’Oro Editore/Edit, euro 12,00

Le guerre di cui si parla in queste pagine sono diverse nei tempi e nei luoghi, ma tutte ugualmente devastanti: dal secondo conflitto mondiale al difficilissimo dopoguerra con l’esodo dall’Istria di molti amici, parenti, conoscenti, allo sradicamento subito in patria da chi è rimasto perché la propria terra assume connotati che la rendono irriconoscibile, alle recenti guerre che hanno prodotto la frantumazione della Jugoslavia e nuove memorie atroci, ai nazionalismi scatenati, alle intolleranze, alla perdita di ogni senso di civile convivenza come solo la miseria estrema e la paura angosciante possono produrre.
  
 

 Eligio Zanini, Martin Muma, Il Ramo d’Oro Editore/Edit, euro 12,00

“Vi presento Martin Muma più leggero di una piuma che a cavallo della schiuma in na notte di malaluna, forte vento e di sfortuna, arrivò senza saperlo...” . Recitavano così le frasi in calce alle strisce che il celebre cartoonist italiano Pier Lorenzo de Vita pubblicava a metà degli anni Trenta sul “Corriere dei Piccoli”. L’autore delle prodezze di Tic e Tac e dei Pirati del Fiume Giallo disegnava i tratti di un bambino gracile, magro, etereo, indifeso che, per sottrarsi ad una realtà opprimente, ad un destino assurdo, ad un presente grottesco, si lasciava trasportare dal vento  volando leggero sopra le cose del mondo. Eligio Zanini scelse questo personaggio per raccontare, nel suo unico romanzo, oltre che la valenza simbolica di una vicenda personale, la sofferenza, le inquietudini e le speranze degli italiani rimasti in Istria ed a Fiume dopo le vicende della seconda guerra mondiale.

  
Copertina del libro

Larry Wolff - Venezia e gli Slavi. La scoperta della Dalmazia nell’età dell’Illuminismo. Il Veltro Editrice, Roma 2006, pp.560, € 30,00

Il libro si propone di esaminare il sistema di governo esercitato da Venezia sugli slavi della Dalmazia nel corso del diciottesimo secolo. Particolare attenzione viene data alla elaborazione di un'ideologia dell'impero sul concetto di missione civilizzatrice rivolta agli slavi. L'autore sostiene che l'illuminismo nel panorama dell'"Impero adriatico" era seriamente impegnato ad esaminare la portata economica e sociale dell'arretratezza in Dalmazia in sintonia con la distinzione tra "Europa occidentale" e "Europa orientale" che si andava profilando in tutto il continente.  

  
Copertina del libro

LUIGI TOMAZ - Il confine d’Italia in Istria e Dalmazia. Duemila anni di storia. ANVGD  Roma - Venezia 2007 - 324 pagine

In questo interessante saggio Luigi Tomaz, autore di numerose opere nel campo della storia svoltasi tra le due sponde dell’Adriatico, vuole chiarire per quail siti agevoli o impervi, marittimi o terrestri, la linea confinaria abbia serpeggiato in due millenni di storia d’Italia e d’Europa. Nella irrequieta rete confinaria dell’Europa, il confine istriano-dalmata è rimasto costante pur nel variare dei confinanti che si alternavano dall’altra parte. Ha posto limite ai Giapodi, ai Pannoni, agli Illiri; si è opposto agli Unni, agli Avari, agli Slavi, agli Ungheri; ha opposto resistenza alla pressione della Carniola, dell’Austri e dell’Ungheria; ha fatto barriera per secoli all’Impero Ottomano. Ha salvaguardato l’autonomia costituzionale dell’Istria e della Dalmazia dentro l?impero d’Austria-Ungheria.Nel capitolo finale l’Autore disegna le ultime carte confinarie dell’Istria italiana che, contro lo stesso Trattato di Pace del ’47, è divenuta, nel 1975, tutta jugoslava per essere poi, nel ’93, smembrata tra Croazia e Slovenia.Luigi Tomaz conclude il ponderoso ed interessante volume, affermando di non aver pubblicato il libro per entrare nel merito del dibattito, ancora vivissimo, sul tema della seconda Guerra mondiale, ma per offrire un panorama storico della confinazione italiana nell’Istria e nella Dalmazia, due regioni che hanno difeso la penisola appenninica per due lunghi millenni.Franco Tagliarini 

  
Copertina del libro

QUESTA TERRA E’ LA MIA TERRA  Istria: memoria di un esodo

di Regina Cimmino, Il Prato Casa Editrice http://www.ilprato.com/

e-mail : Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Perché i ricordi non appartengono solo a chi li custodisce. Regina Cimmino si tuffa nel magma incandescente della sua memoria, ricomponendo il recente passato tragico degli istriani, travolti prima dalla seconda guerra mondiale e dalla dominazione nazifascista e cacciati poi dalla loro terra, quando si credavano ormai al sicuro della pace. Le sofferenze personali s’intrecciano a quelle collettive, non solo quando nel cielo piovono le bombe, ma quando l’autrice, allora bambina, deve guadagnarsi affetti ed amicizie in un nuovo paese, fra le privazioni del dopoguerra.

Ne scaturisce un racconto che rappresentando la storia dell’ingiustizia patita da un angolo di mondo, l’Istria, fa di quel luogo simbolico il paradigma per tutti gli esuli, che la follia umana continua a creare.

Il libro si può acquistare rivolgendosi direttamente a :

Regina Cimmino, via Penzo 1/1

30175 Venezia-Marghera  -  (10 euro + spese postali)

oppure online rivolgendosi alla Casa Editrice (prezzo di copertina 12 euro).

 

 
Copertina del libro

Nelida Milani - Crinale estremo - Fiume, Edit, Euro 14,00, pp. 277.

Nata a Pola nel 1939 è stata per anni vicepreside e responsabile della Sezione Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pola, ha pubblicato libri, saggi ed articoli incentrando i suoi interessi sull'apprendimento dell'italiano quale seconda lingua, con ricerche interdisciplinari sulle lingue e culture in contatto nella società multietnica istriana. Dal 1989/99 è stata redattore responsabile della rivista di cultura «La Battana». Nel 1991 esordisce nel mondo letterario italiano con Una valigia di cartone (Sellerio), che le varrà il Premio Mondello nel '92. Nel volume L'ovo slosso - Trulo jaje (Edit-Durieux, 1996), propone alcuni tra i suoi racconti più significativi. Nel 1998 esce il pluripremiato Bora (Frassinelli) di cui è coautrice insieme con Anna Maria Mori, giornalista di «Repubblica». È del 2006 la raccolta di racconti Nezamjetne prolaznosti (Istra kroz stoljeća/L'Istria attraverso i secoli). Nel 2004 è stata nominata commendatore della Repubblica Italiana con stella della solidarietà. Narrati in prima e/o in terza persona, i racconti qui riuniti affrontano temi ricorrenti nell'universo compiuto della penisoletta istriana con una scrittura magnetica, densa, sensibile e confidenziale. I personaggi che danno vita alla narrazione appartengono a un'umanità semplice che si dibatte e annaspa nella lotta prometeica con e per l'esistenza e, attraverso la dolorosa esperienza della sofferenza, vive sulla propria pelle il (dis)valore della vita. ... non esiterei a definire un pò barocco lo stile immediatamente riconoscibile e fortemente personale di Nelida Milani (...): mi riferisco alla ricchezza ornamentale e artigianale che carica la frase di esistenza e consistenza (...). Simili a macchie sonore di uno spartito musicale, oltre a vivacizzare la narrazione, i "polesanismi" riflettono un modo di essere, anzi, sono la metafora stessa di un modo di essere, ma anche di un micromondo spezzato dall'orrore della Storia.


Copertina del libroLucifero Martini - La scelta - Fiume, Edit, Euro 14,00, pp. 200 (Firenze 1916 - Fiume 2001), giornalista, scrittore, poeta e critico cinematografico, ha svolto un ruolo di grande rilievo nella vita del gruppo nazionale italiano, in particolare, legando il suo nome alla casa editrice Edit. Nel corso della carriera è stato caporedattore del quotidiano «La Voce del Popolo», del quindicinale «Panorama», della rivista culturale «La Battana». Come operatore culturale si è impegnato a contrastare i soprusi, a lottare contro l'assimilazione della cultura italiana e degli Italiani, sostenendo il principio della varietà delle culture come fonte di ricchezza. A Martini sono stati assegnati numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Città di Fiume, il Premio Drago Gervais, la Penna d'oro dell'Associazione giornalisti della Croazia, nonché una lunga serie di Premi Istria Nobilissima (negli anni '70 e '80) per la poesia e la narrativa. Ambientato nell'Istria dell'immediato secondo dopoguerra, un'Istria segnata da eventi brutali e inaspettati del conflitto, in cui si doveva scegliere non solo se partire o restare, ma anche se impegnarsi o rimanere ai margini della vita politica e sociale.

Copertina del libro

MONDO EX e tempo del dopo, di Predrag Matvejevic

Predrag Matvejevic ci ha abituati a questa sua scrittura senza
pacificazione, che ha una forma bellissima ma non se ne accontenta,
incalzato come è da domande inesorabili sul perchè e sul che cosa
(Rossana Rossandra).


Copertina del libro

DONNE DI FRONTIERA - AA.VV., Il ramo d'oro Editore - ilramodoroeditore.it  a cura di Gabriella Musetti, Silvana Lampariello Rosei, Marina Rossi, Dunja Nanut

Vita società cultura lotta politica nel territorio del confine orientale italiano nei racconti delle protagoniste

Testimonianze biografiche di donne appartenenti a diverse culture e classi sociali: imprenditrici, scienziate, artiste, insegnanti, casalinghe, ecc.; ciascuna delle quali ha operato all interno del proprio contesto socioculturale e professionale affrontando con coraggio situazioni di criticità e drammaticità. Narrano la storia ricca e tumultuosa di una zona di confine, attraverso il racconto delle loro battaglie private e pubbliche, dei conflitti personali, delle contraddittorietà tra sentimento e ragione, nell'affannosa ricerca della propria identità storico sociale, ma anche della propria identità femminile. La ricerca pluriennale ha consentito il recupero e l'esame di fonti che non possono esaurirsi in un unico volume. I due tomi dell'opera contengono le testimonianze di: Nell Amter Cattonar, Anna Anzellotti, Marta Ascoli, Laura Battich Isoni, Dolores Bolaffio Fazzini, Grazia Camerini Decorti, Maria Campitelli, Etta Carignani, Licia Chersovani, Fulvia Costantinides, Maria Luisa De Banfield, Zora Federici Rizzato, Franca Gianoni, Eugenia Guidarelli Dusatti, Margherita Hack, Maria Hermanseder Miari, Anna Illy, Zora Koren Skerk, Hella Kropf, Olga Lazarevic, Guerrina Marcorin Zotti, Marija Mitrovic, Anna Maria Mori, Alma Morpurgo, Zita Monai Maisano, Luisa Nemez, Alice Psacaropulo, Ariella Reggio, Bruna Rota, Elena Roverelli Cargnelli, Mirella Schott Sbisà, Anita Serafini Asti, Bruna Silvestri Braida, Anita Slatti, Emma Stancic, Giovanna Stuparich Criscione, Berta e Jole Stuparich, Gigetta Tamaro, Angela Tul, Antonietta (Marucci) Vascon, Katerina Vosikis Paleologo.

In questo volume testimonianze di: Anna Anzellotti, Maria Luisa de Banfield, Zora Federici Rizzatto, Franca Gianoni, Margherita Hack, Marija Mitrovic, Zita Monai Maisano, Anna Maria Mori, Alma Morpurgo, Mirella Schott Sbisà, Anita Serafini Asti, Bruna Silvestri Braida, Emma Stancic, Giovanna Stuparich Criscione, Berta e Jole Stuparich, Gigetta Tamaro, Angela Tul, Antonietta (Marucci) Vascon, Katerina Vosikis Paleologo


Copertina del libro

PER DAR VOCE AL SILENZIO DI UN ADDIO DIMENTICATO, GIOVANI PENNE RACCONTANO PAGINE SEPOLTE DAL TEMPO - Collana I Quaderni dell'Arena di Pola.

Il 10 Febbraio 2005 è stato celebrato, ufficialmente, per la prima volta  il “Giorno del Ricordo”, istituito con Legge n.92 del 30/03/2004, per ricordare il dramma delle popolazioni dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, costrette ad abbandonare le loro terre di origine dall’iniquo “Trattato di Pace” del 10/02/1947. Così, come previsto dalla legge, la celebrazione si prefigge la finalità di far ricordare quella triste pagina della nostra storia nazionale anche alle generazioni più giovani, soprattutto attraverso il coinvolgimento del mondo della scuola.


Copertina del libro

STORIA DI UN GATTO PROFUGO - di Piero Tarticchio, Silvia Editrice Cologno Monzese.

Piero Tarticchio, nato a Gallesano – Pola in Istria, è scrittore, giornalista e grafico. Presidente del Centro di Cultura Giuliano Dalmata, attualmente è responsabile della redazione di Milano de L’Arena di Pola. Da oltre quarant’anni è presente nel campo delle arti visive ed espone in tutto il mondo in mostre personali e rassegne di gruppo. Nel 1998 ha pubblicato per MIDIA Edizioni “le radici del vento” , vincitore della XXXI edizione del premio “Istria Nobilissima”. Vive e lavora a Milano 2 Segrate e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

Affranto dalla morte del suo gatto Normy, il professor Leonardo Bonivento, un maturo studioso di Storia dell’Arte, non trova pace e, postosi alla macchina da scrivere, esterna il suo dolore per la perdita dell’amico. Nello stesso tempo, il traghettatore che porta le anime dei trapassati nell’Aldilà, invece di consegnare lo spirito di Normy nel Giardino dell’Eden, in cui gli animali convivono pacificamente, lo deposita ai piani alti dove si trova la residenza del Padreterno. In tal modo l’Onnipotente scopre il sottile piacere che provano gli uomini quando accarezzano un animale. Con il pretesto di raccontargli la sua vita precedente – è noto che i gatti hanno sette vite – trattiene l’insolito ospite e gli narra i fatti accaduti a Pola nel 1943, di cui il gatto stesso è stato protagonista.

 


Copertina del libro

NATA IN ISTRIA - di Anna Maria Mori, Rizzoli.

Inviato speciale per “La Repubblica” dalla fondazione al  1995, ha realizzato per Rai 3 la serie “Vent’anni solo ieri” e  per Rai 1 “Istria 1943-1993:cinquant’anni di solitudine” e “Istria, il diritto alla memoria”.

“Nata in Istria racconta il suo ritorno nella terra dove ha vissuto da bambina, insieme alla famiglia, in un’età della vita nella quale volti, colori e sapori s’ imprimono per sempre nel carattere e nella mente. Passo dopo passo, ascolta i testimoni di ieri e quelli di oggi, che abitano ancora lì, ricorda e scrive. E in questo percorso frastagliato e intenso, coraggioso e dolente, ricompone il puzzle identitario dell’Istria, attraverso le sue cento fiabe, mille cucine e mille memorie. Un viaggio un po’ sentimentale, molto storico, inevitabilmente politico, che è anche una dichiarazione d’amore alla bellezza di una terra immersa nel mare, incoronata di rocce bianche e pini scuri, da troppi amata e troppe volte perduta.

 


Copertina del libro

L'ESODO, LA TRAGEDIA NEGATA DEGLI ITALIANI D'ISTRIA, DALMAZIA E VENEZIA GIULIA - di Arrigo Petacco, edizioni Oscar Mondadori.

Arrigo Petacco, giornalista, inviato speciale, ha collaborato a Grazia, Epoca, Panorama, Corriere della Sera, Il Tempo, Il Resto del Carlino. E’ stato direttore di Storia Illustrata e La Nazione. Ha sceneggiato alcuni film e realizzato numerosi programmi televisivi di successo. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo: Joe Petrosino, il Prefetto di ferro, L’archivio segreto di Mussolini, I ragazzi del 44, L’armata scomparsa, L’amante dell’imperatore.

"L'Esodo": Le foibe? "Varietà di doline frequenti in Istria", spiega una delle nostre più diffuse enciclopedie. E non aggiunge altro. Del fatto che esse siano diventate le tombe di migliaia di italiani vittime della "pulizia etnica" slava non si parla neppure sui libri di scuola. Eppure è storia di ieri, una storia contemporanea ad altre tragedie ed ad altri massacri di cui giustamente si ricorda ogni dettaglio, si onorano le vittime e si condannano i carnefici. Su quanto è accaduto tra il 1943 e il 1947 in quelle regioni un tempo italiane, grava invece da mezzo secolo un assordante silenzio. Questo capitolo della nostra storia che si vorrebbe cancellare dalla memoria collettiva, riemerge finalmente nel libro che Arrigo Petacco ha scritto al termine di una lunga ricerca. Una ricostruzione lontana da ogni interpretazione ideologica, ma minuziosa e puntuale nel documentare l'atroce verità di un genocidio.

 


Copertina del libro

ITINERARI ISTRIANI, di Pietro Parentin, edito dall'Associazione delle Comunità Istriane.

L’autore pagina dopo pagina accompagna il lettore alla scoperte delle località  più conosciute con una  particolare attenzione  a quelle meno note. Un’opera interessante, completa ed utile per chi vuole scoprire o approfondire la sua conoscenza dell’Istria. Sono stati raggruppati i paesi secondo degli intinerari pratici a livello logistico (strade da percorrere), ma anche con delle caratteristiche ambientali comuni, visto che l’Istria, pur essendo un piccolo territorio, presenta una grande varietà di ambienti.

Sono 16 gli itinerari da scegliere, si va dall’interno dai monti al mare, alle isole che ne permettono una vista stupenda. Itinerari tutti da percorrere.

 


Copertina del libro

LA FOIBA GRANDE DI CARLO SGORLON – Edito da Oscar Mondadori

Carlo Sgorlon, narratore di razza, epico e controcorrente, con l'insieme dei suoi libri ha scritto una vera epopea della terra friulana, oltre che di popoli sfortunati e senza patria: l'istriano, il cosacco, lo zingaro e l'ebreo.

La Foiba Grande è riporta alla memoria la tragedia che travolse gli italiani d'Istria durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Una pagina oscura della storia che Sgorlon riporta alla luce narrando le vicende di Benedetto e della gente di Umizza. Un dramma umano, familiare, corale, in cui l'odio cancella l'amicizia, la paura annulla la fiducia. E' l'incubo della morte nelle buie profondità delle foibe, il dramma dell'esilio forzato da una terra amatissima. Tra leggenda e verià, un romanzo indimenticabile. Un omaggio forte e struggente ai morti ed ai sopravvissuti di una guerra dimenticata.

 


Copertina del libro

NASCINGUERRA DI PIERO TARTICCHIO - Edito da Baldini&Castoldi Piero Tarticchio, scrittore e grafico, è nato a Gallesano (Pola), vive e lavora a Milano.

Da oltre quarant'anni opera come creativo nel campo della comunicazione visiva e le sue opere figurano in musei, circoli culturali, biblioteche e collezioni nazionali ed internazionali.

Il personaggio affascinante ed enigmatico, che dà il titolo al romanzo, è un vecchio pescatore istriano, la cui vita avventurosa s'intreccia con quella del protagonista, un corrispondente di guerra, a cui l'uomo narra le sue esperienze. Ma un colpo al cuore le interromperà, lasciando al giornalista il desiderio di saperne di più. Al funerale conoscerà un gruppo di amici di Nascinguerra ed attraverso le loro testimonianze potrà ricostruirne l'umana vicenda. Il romanzo dipana due storie lontane nel tempo ma connesse, mentre il dramma dell'esodo rimane nello sfondo e viene percepito attraverso le peripezie e gli affanni di questi personaggi indimenticabili di un mondo perduto.

 


Copertina del libro

CENNI AL FORESTIERO CHE VISITA POLA DI PIETRO KANDLER - Ristampa dell'edizione 1845 a cura del Libero Comune di Pola in Esilio

Pietro Kandler fu, nell'ottocento, il massimo cultore della storia di Trieste e dell'Istria, dedicò la sua vita allo studio della storia regionale istriana. Rappresenta un riferimento basilare per quanti si occupano della storia di questa terra.

Questa pubblicazione fa parte di una collana di 4 volumetti pubblicati nel 1844/45, riguardanti la storia e le curiosità storiche di Trieste, Pola, Parenzo e Cittanova. Nelle pagine dei “Cenni al Forestiero che visita Pola” si intrecciano leggende ed interessanti appunti storici riguardanti la città, i suoi monumenti, la sua struttura, oltre a considerazioni sulle antichità di Pola, dai quali il lettore trarrà spunti per illustrare ed interessare i viaggiatori, che non conoscono la città e le terra d'Istria.

 


Copertina del libro

ANFITEATRI VERONA E POLA DI LOREDANA GIOSEFFI E MICHELE GRAGNATO – Edito Cortella Poligrafica Verona

Loredana Gioseffi, insegnante di Lettere, risiede a Soave (Verona) e si sta dedicando allo studio del patrimonio culturale dei luoghi di origine della sua famiglia, l'Istria. In Anfiteatri , ha curato Pola Pietas Julia.

Ha contribuito Michele Gragnato: è veronese, insegnante e un grande appassionato di cultura e civiltà veronese e veneta, collabora con il quotidiano L'Arena. In Anfiteatri, ha curato Verona Colonia Romana.

Anfiteatri, l'Arena come un sigillo, certifica da secoli, con la sua sola presenza la latinità e l'italianità di Pola, una funzione che l'Arena di Verona non ha, fortunatamente, la necessità di esercitare. L'esistenza delle due Arene suggella il gemellaggio tra la città venta ed il capoluogo dell'Istria, senza bisogno di ulteriori motivazioni. Per questo, il Libero Comune di Pola in Esilio ha contribuito alla realizzazione dell'opera Anfiteatri che, attraverso il confronto di realtà storiche, testimoniate dalla presenza di strutture architettoniche di epoca romana ancor oggi mirabilmente conservate nelle due città, evidenzia le radici univoche delle genti autoctone, che le hanno abitate e che tuttora si riscontrano nel comune idioma istro-veneto.

 


Copertina del libro

RICETTE ISTRIANE DI GAETANO (NUCCIO) LA PERNA – Edizione I QUADERNI dell'ARENA DI POLA

Nuccio La Perna, polesano che si era stabilito, dopo l'esodo,a Modena, dovea lungo si è dedicato all'insegnamento.

Una vocazione …distante dai suoi consueti impegni di ricercatore storico, ma sicuramente non meno importante, lo ha portato a tramandarci un patrimonio culturale, in pericolo d'estinzione, quello dell gastronomia istriana. E Buon Appetito!!!

 


Copertina del libro

“ERA LA STAGIONE DELLE CILIEGIE ” di Tullio Tulliach di Edizioni MEF Firenze

E' il secondo romanzo di Tullio Tulliach, pittore oltre che scrittore.

L'autore porta il lettore nell'Istria del 1945 allorchè gli slavi di Tito, scatenando indicibili e crudeli barbarie, reclamarono e dopo 2 anni ottennero quella porzione d'Italia, costringendo i nativi di etnia italiana ad abbandonare per sempre la loro terra. Attraverso le vicende del protagonista, Andrea, viene descritto un frammento di storia patria tra i più travagliati del XX secolo.

 


Copertina del libro

ISTRIA '45 - '46 DIARIO DI PRIGIONIA di Ermanno Mattioli  Edizioni della Laguna                                                                      

E' il diario del maestro Mattioli, nato a Pola nel 1906 e catturato dai partigiani di Tito quando l'Istria venne abbandonata dai presidi italiani. Ripercorre tutto il calvario della prigionia dal maggio '45 al miracolo della scarcerazione più di un anno dopo. E' una cronaca fedele di un'esperienza terribile, raccontata da una persona semplice, abituata ad insegnare ai propri alunni la correttezza e l'amore verso il prossimo, anche quando questo si presenta sotto forma di torturatore. Potete richiedere il libro al nipote di Ermanno Mattioli: Massimiliano Panizzut 3385857826.                                                                  



Ultimo aggiornamento ( domenica 09 marzo 2014 )