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ISTRIA TERRA AMATA AL MAESTRO LUIGI DONORA' ANNO 2017
CONSEGNATA AL M°DONORA’ L’ONORIFICENZA “ISTRIA TERRA AMATA”
Nel 2011 il Libero Comune di Pola in Esilio istituiva l’Onorificenza “Istria terra amata”: un riconoscimento da attribuire annualmente ad un personaggio che abbia contribuito a livello nazionale alla diffusione della storia degli esuli giuliani. Il Consiglio del Libero Comune di Pola di Esilio, per mano del Sindaco uscente architetto Tullio Canevari, ha consegnato quest’anno il titolo onorifico al M° Luigi Donorà in riconoscimento della sua opera di compositore e di diffusore della musica istriana.
La motivazione riportata sulla pergamena recita: “[…]per aver onorato l’Istria, quale uno dei maggiori esponenti nella musica cameristica, classica e lirica, con la sua opera di compositore e di diffusore della cultura musicale istriana”.

Molti sono i meriti musicali da riconoscere al Maestro: una vita dedicata alla musica,  intesa sia come studio che come insegnamento (in qualità di docente di Conservatorio), una passione nata in tenera età nella sua cittadina natale – Dignano d’Istria – e che gli ha permesso nel tempo di diventare cultore e custode dell’eredità musicale istriana. Non a caso qualche tempo fa un gruppo di intellettuali e musicisti della nostra terra lo hanno definito il maggiore musicista istriano vivente. 
Già dagli anni ’50 a Torino iniziò a registrare dalla viva voce i canti tradizionali e folcloristici che, negli anni successivi, ha poi trascritto, arrangiato e pubblicato su un corposo volume edito dal Centro di Ricerche Storiche di Rovigno.  Questi erano i primi sforzi che il Maestro Donorà dedicava alla sua e nostra terra per recuperare ciò che esisteva solo nella tradizione orale e che, diversamente, sarebbe andato perduto per sempre.
Altri lavori di recupero sono: lo studio del Canto Patriarchino aquileiese; i canti sacri intonati nel Duomo di Dignano; l’incisione di tre LP dedicati ai canti tradizionali popolari istriani. A Torino ha fondato il “Piccolo Coro Antonio Smareglia”,  è stato Maestro sostituto della Corale Istriana di Torino succedendo al Maestro Ferro,  ha eseguito concerti di musiche istriane, ha composto la colonna sonora per il documentario di TV Capodistria “I giochi dei nostri nonni”, ha partecipato a convegni musicali in Istria presentando le figure emblematiche di Andrea Antico da Montona, Luigi Dallapiccola, Giuseppe Tartini, Diego de Castro (statista di Pirano), Monsignor Giuseppe Del Ton (per cui ha musicato un libretto intitolato Betlem) ed altri minori. 
E’ uno dei massimi studiosi di Antonio Smareglia e nel 1993 è stato nominato Presidente dell’associazione “Famiglia Dignanese” rappresentando gli esuli dignanesi nel mondo.
 Nel 2003 è stato invitato a New York a tenere un concerto per il Raduno Mondiale degli istriani. 
Per Luigi Donorà il lavoro più impegnativo dedicato alla nostra terra è la Cantata per Soli Coro e Orchestra “L’Urlo dall’abisso”, composta al capezzale del padre morente, scritta in memoria delle vittime delle foibe ed eseguita al Teatro Carlo Felice di Genova nel 1997, sotto la direzione del Maestro russo Aleksander Lazarev. 
E la lista potrebbe continuare…..
DOPO 70 ANNI GIGI VIDRIS TORNA A CASA In nome dell’arte Luigi Donorà riuscì a legarsi in amicizia ad un altro grande artista istriano, esule anch’egli a Torino: il pittore di Pola Gigi Vidris. Quando si incontravano nell’appartamento di Corso Palestro a Torino discutevano di musica, di pittura, di Istria, si scambiavano impressioni e lavori. Donorà portava in dono spartiti musicali e il Prof. Vidris gli regalava qualche suo disegno. Quando questi morì lasciò in eredità all’amico musicista molti dei suoi disegni, tra cui la maggior parte di quelli realizzati a cavallo tra il 1945 e il 1947 per le copertine del giornale settimanale satirico “El Spin”. Dopo molti anni, in seguito all’istituzione del Giorno del Ricordo, il Maestro Donorà ha messo a disposizione parte di questo suo patrimonio per realizzare una mostra che ha lo scopo di ricordare l’artista Gigi Vidris, e la storia del nostro esodo raccontata magistralmente nelle vignette realizzate per “El Spin”. La mostra nel tempo è diventata itinerante, ed ha allargato i suoi ristretti limiti temporali legati al mese di febbraio in cui si celebra il Giorno del Ricordo; è così che è nata a Torino in febbraio, e sta crescendo anche fuori dal Piemonte e al di là dei mesi invernali. Il contributo al Ricordo si fa anche e soprattutto così. E il Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio lo sa bene poiché è stato lui – Arch. Tullio Canevari – a proporre la mostra alla Comunità degli Italiani di Pola. Il Presidente Fabrizio Radin ha risposto concedendo la sua massima disponibilità all’esposizione. Così, domenica 11 giugno, insieme al conferimento dell’onorificenza “Istria terra amata” si è inaugurata la mostra dei disegni. Dopo 70 anni Gigi Vidris è tornato a casa: un’emozione indescrivibile… da “pinpindrin” (pelle d’oca). La mostra si intitola “Gigi Vidris un artista istriano da ricordare”, comprende una quarantina di disegni satirici realizzati per l’appunto tra il 1945 ed il 1947 nella Pola governata dagli alleati, disegni pungenti, un po’ dolci e un po’ amari, che ci raccontano attraverso le immagini le vicende vissute dal popolo istriano poco prima dell’inevitabile esilio. E’ stato pubblicato il catalogo della mostra, che a Pola è andato letteralmente a ruba, e di cui magari parlerò più dettagliatamente in un prossimo scritto. Curatrice della mostra e del catalogo sono io, Giuliana Donorà, che ho avuto l’onore di conoscere di persona il grande pittore polesano (anche se, a causa della mia giovane età, ahimè non lo ricordo bene…!) Giuliana Donorà