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IN MORTE DI TULLIO CANEVARI

Xe sta’ el 17 giugno del 2011, durante el nostro primo raduno a Pola,
su la bela barca che de Barbariga ne portava tuti indrio verso Pola,
dopo una grande magnada de sgombri rosti, a bordo. Sicome nel
viagio de andata gavevo sentido 'sto signor, che gaveva dito che 'l
iera nato a Brioni, ghe go domandà se 'l ne podeva ilustrar con le sue parole
quel che vedevimo de lontan. Subito, volentieri, el ne ga mostrà: “Vedè, quela casa più grande, là, iera la nostra scuola; una unica classe con pici de età diferenti, perché
i fioi a Brioni iera pochi. Ma in compenso gavevimo spazi meravigliosi per giogar, anche se
ierimo in pochi. Subito là vicin, quela casa più picia iera la nostra casa; i mii genitori lavorava tuti due nei grandi alberghi; e eco là la zona dei alberghi.....”.

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Una persona aperta, costruttiva, innamorata della sua terra; una persona
adatta a portare avanti un testimone importante, come quando correva la
staffetta sui campi di gara; qualche altro incontro “mirato” con i Consiglieri
LCPE, fra i quali due a Milano, uno dei quali in Piazza … Carbonari.

E nel giugno 2013 viene eletto nostro Sindaco. E’ un periodo di altri quattro anni
costruttivi, pieni di iniziative e di contatti ad alto ed al massimo livello in Italia
e oltre confine, con la ripetizione di tutti i raduni annuali a Pola; con l’enorme
risonanza data alla Strage di Vergarolla, alla Camera dei Deputati ed in Pola
stessa, con il coinvolgimento di due Ministri italiani e due croati e con il progetto
di completamento del cippo esistente a fianco del Duomo.

E’ un periodo nche difficile, con la continua attesa di fondi pubblici stanziati da anni,
ma che sono giunti con quattro e perfino cinque anni di ritardo, mentre le risorse
del nostro Libero Comune si andavano esaurendo giorno dopo giorno;
un periodo drammatico dopo l’insorgere del male, che avrebbe potuto
portarcelo via in pochi giorni e che invece egli combatte per venticinque
mesi, con ogni arma, ma in particolare con la sua forza d’animo inflessibile e
con il sostegno, minuto per minuto, di sua moglie Bruna e dei suoi famigliari.

Un mese dopo la nostra più recente seduta di Consiglio, tenuta in casa sua
invece che a Milano, “per salutare tutti”, e dopo innumerevoli telefonate con
Tullio per scambiarci pensieri e consigli, la Signora Bruna mi avverte che
sarebbe bene che parlassi con lui di persona. Mi precipito a Padova il 25
ottobre e, in un ospedale meraviglioso, vanto della città, trovo Tullio che, in
uno splendido maglione, davanti ad una finestra … si fa la barba con la
schiuma e la macchinetta! Terminata l’operazione, Tullio saluta con affetto
ma brevemente un caro amico padovano; poi con me fa un riepilogo delle
azioni in corso del LCPE e della FederEsuli e mi fornisce nomi di cattedratici
padovani e un piano di lavoro dettagliato per realizzare il progetto, lanciato
da lui e da Argeo Benco, della traduzione dal latino medievale in italiano
dell’Antico Statuto di Pola, che giace nell’Archivio di Pisino. Poi mi saluta
guardandomi diritto negli occhi e stringendomi la mano, forte, come sempre.

Vengo informato che sei ore dopo abbraccia la moglie e, lucido, come sempre,
le dice “Adesso vado”, prima di entrare in coma. Tullio muore il 29 ottobre.

Il funerale, il giorno 31, vede la chiesa strapiena, fino sulle gradinate
esterne; innumerevoli amici, l’omelia pronunciata dal Parroco accorato, che
ben conosce la vita di esule di Tullio, il coro dell’Accademia degli Erranti con
il “Va, pensiero”, il saluto di alcuni di noi dall’altare. L’11 novembre le ceneri
vengono benedette da Monsignor Staver nel Duomo di Pola e inumate nella
tomba di famiglia a Monte Ghiro, sotto i pini, un traguardo al quale Tullio
guardava con gioia e desiderio.

Innumerevoli le presenze e le attestazioni di cordoglio di autorità ed amici,
ai quali vanno nuovamente i ringraziamenti della famiglia, del LCPE ed i
miei personali.
Tullio, ci vediamo.

Tito Sidari

Ultimo aggiornamento ( luned́ 27 novembre 2017 )
 

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