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Recensioni


ELEMENTO ISTRIA: UNA MOSTRA E UN LIBRO
Elemento Istria: una mostra e un libro
Giovedì 20 febbraio, presso la Sala Chersi dell’Unione degli Istriani in via Silvio Pellico 2 a Trieste, hanno avuto luogo la presentazione del libro fotografico di Sara Kaleb e Lorenzo Lucia Elemento Istria nonché il finissage dell’omonima mostra fotografica, che dal 15 gennaio in un mese di esposizione ha riscontrato un alto gradimento di pubblico. Nel corso dell’evento sono intervenuti il critico d’arte Enzo Santese e l’attrice Myriam Cosotti, la quale, accompagnata dal suono del violino del giovanissimo Riccardo Gondolo, ha letto alcune poesie presenti nel libro a corredo delle immagini. Per introdurre l’iniziativa, poco prima è stato proiettato l’audiovisivo Un sogno istriano di Franco Viezzoli. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione culturale “InOltre” in collaborazione con il Centro culturale “Gian Rinaldo Carli” e grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
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UN ISTRIANO A ROMA MEMORIE E RIFLESSIONI DI UN AMBASCIATORE CROATO IN ITALIA
Un istriano a Roma
Un istriano a Roma. Memorie e riflessioni di un ambasciatore croato in Italia. Questo il titolo del libro di Drago Kraljević presentato il 7 febbraio a Trieste nella sala “Tessitori” del Consiglio regionale su iniziativa del Centro studi “Dialoghi Europei”, del Circolo “Istria” e della Comunità Croata di Trieste. Il volume, di 400 pagine, fa parte della collana “A porte aperte”, dedicata dalla casa giornalistico-editoriale EDIT di Fiume ad autori croati e sloveni tradotti in italiano. Il primo dei cinque capitoli racconta ai croati l’Italia, con particolare riferimento alla situazione politica dagli anni ’90 al primo decennio del XXI secolo. Ne emergono anche i ritratti dei principali uomini politici.
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ROSSA TERRA di Mauro Tonino
Rossa terra. Viaggio per mare di un esule istriano con il nipote, tra emozioni, storia, speranze e futuro" (L’orto della cultura, 2013) è un romanzo di Mauro Tonino che  narra la storia vera di un anziano esule che solo dopo 50 anni dall’esodo finalmente trova in se stesso il coraggio di tornare a rivedere la sua terra, abbandonata da bambino, intraprendendo un viaggio in barca a vela insieme al nipotino Filippo  lungo le coste dell’Istria.   
   Il romanzo è stato presentato dalla presidente dell’ANVGD di Gorizia alla LEG il 30 luglio di quest’anno, alla presenza del protagonista della storia, Marino Cattunar, che fece veramente quel viaggio in barca col nipotino Filippo alla ricerca delle proprie radici qualche anno fa. Poi raccontò  quello che provava allo scrittore  Mauro Tonino.    
 La lettura del romanzo ha suscitato in MGZ - docente di Lettere e autrice di libri e saggi di storia sulla Venezia Giulia - molte emozioni, che ha voluto esprimere e condividere con il protagonista e la sua famiglia, commossi, e con l’autore, piacevolmente sorpreso, che hanno insistito per leggerlo al pubblico presente grazie all’ interpretazione di Maja Monzani.

Ritorno  alla  mia  rossa  terra

Cinquant’anni  di  silenzio, di ricordi brucianti.

Infinita nostalgia
di amori e di amici,  
di rumori e di sapori,
dei   colori della mia Istria.
Chiudo gli occhi e sono lì.
Le mani callose di mio padre e la voce  di mia madre,    
le campane della chiesa e i richiami nell’azzurro della sera,
 il rosso della terra e l’argento degli ulivi,
il blu profondo del mare, il bianco delle onde sferzate dal vento,
il verde cupo dei boschi,  l’oro dei tramonti sereni,
il pane appena sfornato dalle nostre donne,  il sapore del nostro aspro vino ….
Il sapore della nostra vita.
Poi  la tempesta improvvisa ci colse
spingendoci  su altri lidi,
esuli
lontani dalla nostra terra  natia, con  la patria racchiusa nel  cuore

Sì. Partirò.
Ora sono più forte.
Ho in me la forza di mio padre, la dolcezza di mia madre,
ho in me il coraggio disperato e l’orgoglio della mia gente perseguitata e cacciata,
di chi sradicato con la violenza  ha messo nuove radici ,
dato nuovi frutti,
trovato altri amori e altri amici, ma ….
dimenticato mai.
Ripercorrerò la mia storia, rivedrò la mia casa, affronterò i ricordi, tramanderò per non far mai dimenticare
Ora troverò la mia pace.

Ora sono pronto.

Filippo, sciogli la vela .                                

MGraziaZiberna -   luglio 2013
 
IN ISTRIA PRIMA DELL'ESODO - libro di Lino Vivoda
LA VOCE DELLA FAMIA RUVIGNISA n.178 settembre-ottobre 2013

Le nostre letture:
Recensione del libro di Vivoda "In Istria prima dell'esodo"
di Gabriele Bosazzi
 
Lino Vivoda è un esule da Pola noto a tanti istriani per il suo impegno di lunga data nella divulgazione della nostra storia e nel riallacciamento dei rapporti con la terra natìa e con gli italiani rimasti; si tratta anche di un amico della Famìa Ruvignisa, che ha partecipato al nostro ultimo raduno. Il buon Lino è stato per molti anni membro del comitato nazionale dell’ANVGD, fino a divenirne vice presidente, nonché co-fondatore e per alcuni anni sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio; durante la sua lunga attività nelle associazioni degli esuli ha scritto sei libri e moltissimi articoli su riviste, narrando il dramma dell’esodo da Pola, la successiva vita dei campi profughi e l’inserimento nella vita italiana del dopoguerra.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 20 gennaio 2014 )
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STORIA DELL'ISTRIA E DELLA DALMAZIA DI PAOLO SCANDALETTI
                                                               
Il noto giornalista e scrittore Paolo Scandaletti ha dato alle stampe la sua ultima fatica: Storia dell’Istria e della Dalmazia – L’impronta di Roma e di Venezia, le foibe di Tito e l’esodo degli italiani, Edizioni Biblioteca dell’Immagine IX, 234 pag. con 90 illustrazioni, 14 euro. Lucio Toth, leader storico degli esuli, ha scritto: «E’ uno stupendo excursus storico dell’Istria e della Dalmazia, dall’antichità alle tragedie del ’900, ad oggi». Questi i contenuti.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 29 novembre 2013 )
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PRESENTAZIONE ULTIME PUBBLICAZIONE DEL LIBERO COMUNE DI POLA IN ESILIO

Il Libero Comune di Pola in Esilio ha presentato le sue ultime pubblicazioni la mattina del 20 ottobre.

L’Arena di Pola”: Pagine scelte 1948-1960

“L’Arena di Pola” 1945-1947

 L’esodo dimenticato

 

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IL CIMITERO CIVICO DI MONTE GHIRO A POLA (1846 - 1947)

Quelle tombe parlano italiano


E’ stato presentato alla Comunità degli Italiani di Pola venerdì 25 ottobre il volume del giovane storico connazionale Raul Marsetič Il cimitero civico di Monte Ghiro a Pola (1846-1947), edito dal Centro di Ricerche Storiche grazie al patrocinio dell’Unione Italiana di Fiume e dell’Università Popolare di Trieste. Una monumentale opera di ben 948 pagine riguardante 1.500 tombe, che fa parte della “Collana degli Atti” n. 35. La sala era gremita. La presidente dell’Assemblea della CI Tamara Brussich ha dato la parola per i saluti ai rappresentanti delle istituzioni presenti, tra cui il sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio Tullio Canevari, che ha ricordato quanta parte abbia Monte Ghiro nel cuore degli esuli. Dopo l’introduzione del prof. Rino Cigui, il prof. Giovanni Radossi, direttore del CRSR, ha pronunciato l’allocuzione ufficiale:
La storia, si sa, è analisi dei grandi problemi, ricerca dei nessi che condizionano le vicende umane, scandite dal conflitto eterno al di fuori e al di sopra di ogni specifico momento storico, che è di ogni uomo e di ogni collettività, fra libertà e necessità. Essa è un mondo di valori per cui i ricercatori del nostro Centro si sono trovati a lungo dibattuti tra politica e sopravvivenza individuale e collettiva, ma risoluti nella rivendicazione della funzione civile della storia, perché da sempre convinti che essa costituisce, insieme con l’eredità delle nostre tradizioni, la base delle nostre opinioni morali e politiche, delle nostre “ideologie”, dei nostri miti, della nostra concezione del mondo.
La storiografia che non sia semplice accertamento dei fatti è figlia del proprio tempo, ed è battaglia di idee e di ideali. La nostra preoccupazione massima e costante è stata quella di individuare il legame che esiste tra storia del passato e contemporaneità, legame oltremodo specifico del nostro mondo minoritario, da quando si è voluto artatamente che minoritario fosse, più di sessant’anni fa, in barba alla nostra reale e patente onnipresenza sul territorio del nostro insediamento.

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AUTOBIOGRAFIA DI UN ESULE DA POLA DI LINO VIVODA

 (Da La nuova Voce Giuliana del 16/09/13 intervista della direttrice Carmen Palazzolo Debianchi)

Immagine attiva

autobiografia di un esule da Pola, Edizioni Istria Europa, Imperia 2013,        
 
Ultimo volume di Lino Vivoda. Lo descriverei sinteticamente come la storia di Pola del periodo 1930/46, cioè fino all'esodo, vista attraverso agli occhi di un ragazzo intelligente, vivace e soprattutto curioso, che tutto vede e sa perché su tutto si informa e poi narra anche gli avvenimenti più atroci in modo distaccato, non intriso da sentimenti, senza aggettivazioni.
 
Una delle cose che mi hanno colpito nel volume è stata infatti questa; un'altra me l'hanno fatta rilevare degli amici a cui parlai di Lino Vivoda e di questa sua ultima fatica aggiungendo che l'avevo visto a Pola per la celebrazione della strage di Vergarolla, nella quale aveva perso un fratello.
 
“Come el pol!” fu l'esclamazione di uno di essi. E' la domanda che rivolgo all'Autore.          

Ultimo aggiornamento ( sabato 05 ottobre 2013 )
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La città sul fiume DI ULDERICO BERNARDI

I ricordi di Mons. Antonio Angeli e l’epopea
dei contadini veneti insediatisi presso Altura


Nel suo libro La città sul fiume Ulderico Bernardi racconta personaggi e vicende poco note della storia istriana nei loro rapporti con il Veneto di Terraferma
Dal libro del prof. Ulderico Bernardi La città sul fiume (editore Santi Quaranta, Treviso, 2002), riportiamo un capitolo riguardante i ricordi di Monsignor Antonio Angeli, esule da Pola nella cittadina di Oderzo in provincia di Treviso, e l’epopea dei contadini veneti insediati negli anni ’30 in un’azienda agricola presso Altura e poi costretti con l’Esodo ad abbandonare le terre da loro lavorate a dovere per una decina d’anni.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 12 agosto 2013 )
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L'ISOLA DI CHERSO - di Tarcisio Bonmarco
Cherso tra nobili e popolani
Il volume di Tarcisio Bommarco L’isola di Cherso - La presenza veneziana e le diverse dinastie popolane intreccia la macrostoria di quel territorio dal medioevo al XIX secolo con la microstoria dei Bolmarcich, cognome attestatovi dal 1500 e nel 1928 italianizzato in Bommarco. L’autore rende con un’oggettività refrattaria a miti e stereotipi la realtà di una zona agricolo-pastorale di confine, a metà fra Istria e Dalmazia, periferica rispetto agli stati contendenti, con una lunga compresenza di italiani e (forse già dal IX secolo) slavi.
Nato a Cherso città nel 1938, Bommarco andò profugo con i genitori in Italia nel 1947, ma dal 1963 risiede in Svezia. Questo suo lavoro è frutto di un bisogno esistenziale: «il legame con la terra di origine e con quella parte dell’identità personale che le appartiene – spiega infatti nell’introduzione – ritengo possa essere riacquistato attraverso lo studio e la conoscenza». Il libro è stato presentato a Cherso a fine luglio nell’affollatissima aula magna della scuola elementare croata su iniziativa della locale Comunità degli Italiani, a Trieste, con buona presenza di pubblico, il 26 settembre presso il Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata su iniziativa dell’IRCI e dell’editore, e il 28 settembre presso la Comunità degli Italiani di Fiume, con grande applauso finale.
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LE PERLE DEL NOSTRO DIALETTO DI ONDINA LUSA E MARINO BONIFACIO


Sono stati presentati mercoledì 19 dicembre in Casa Tartini a Pirano le ristampe del primo e secondo volume de Le perle del nostro dialetto, scritti dalla connazionale piranese Ondina Lusa e dal suo concittadino esule Marino Bonifacio per le edizioni “Lasa Pur Dir” della locale Comunità degli Italiani. L’incontro è stato organizzato dalla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana e dalla stessa CI.

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 11 agosto 2013 )
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