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Atti, memorie e documenti


IL TEMPIO RICOSTRUITO DI MARIO MIRABELLA ROBERTI

IL TEMPIO RICOSTRUITO

di Mario Mirabella Roberti

Il Tempio d’Augusto, luce del Foro della città, è rinato. Un lavoro attento, condotto con infinita cura per più di due anni, ha ridato interezza all’acuto timpano infranto, ai capitelli, ai fregi, ha ricollocato sulla gradinata le otto colonne divelte e, in più, ha ricomposto interamente la cella ridandole le proporzioni primitive.

Quando la mattina del 4 marzo 1945, proprio sul finire della guerra, si corse al Foro per vedere cosa avesse rovesciato il bombardamento della notte, apparve l’oscuro sbadiglio delle antiche mura spalancate, l’orrore delle pietre scolpite ammucchiate sulla piazza fra le travi spezzate che invano si erano poste a difesa del monumento millenario.

Ogni polese ebbe una stretta al cuore, ogni uomo, che al mondo sentisse il valore eterno della bellezza antica, pianse la rovina di una delle più felici memorie della architettura romana, partecipe, come ogni cosa degli uomini, delle rovine che la guerra distendeva sulle città, sulle case, sulle chiese, sui segni del vivere civile. E forse dubitò che un’opera antica su cui il ferro ed il fuoco s’erano scagliati con tanto peso potesse rinascere. Non dubitarono i polesi, non dubitò la Sovraintendenza alle opere d’arte di Trieste e il Museo di Pola che insieme, sotto la guida del sovraintendente Franco, operarono intensamente perché il restauro si compisse.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 agosto 2013 )
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Coś restaurammo il Tempio di Augusto - architetto Gino Pavan

L'Arena di Pola 24/01/12 Così restaurammo il Tempio di Augusto -

L'architetto Gino Pavan racconta il lavoro svolto a Pola fra il giugno 1946 e il settembre 1947
A Pola fra il 3 giugno 1946 e il 9 settembre 1947 una squadra ricostruì il Tempio di Augusto, colpito dal bombardamento anglo-americano del 3 marzo 1945. La squadra era guidata dal direttore del Museo dell’Istria e degli scavi archeologici istriani Mario Mirabella Roberti, dal soprintendente alle Belle Arti della Venezia Giulia Fausto Franco, dall’architetto Gino Pavan, direttore tecnico del cantiere dal febbraio al settembre 1947, dall’ingegner Luigi Peteani e dall’assistente Renato Grimani. L’alacre lavoro dei restauratori e delle maestranze, pur condotto in condizioni difficili, era praticamente completato quando all’amministrazione alleata subentrò quella jugoslava. In contemporanea furono ricostruiti anche una navata del duomo e il chiostro del convento di San Francesco, anch’essi semi-distrutti dai bombardamenti.
Al fine di ricordare con gratitudine e far conoscere ai contemporanei la preziosa opera allora svolta, la Comunità degli Italiani di Pola e il Libero Comune di Pola in Esilio stanno organizzando assieme un convegno che dovrebbe tenersi lunedì 14 maggio 2012 durante il nostro prossimo Raduno Nazionale. Per preparare l’evento abbiamo pensato di offrire intanto ai lettori la testimonianza di uno dei protagonisti: Gino Pavan, ora presidente della Società di Minerva e direttore dell’«Archeografo Triestino». Dal suo libro Il Tempio d’Augusto di Pola, edito nel 2000 dall’Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione, proponiamo il capitolo III, intitolato Il restauro del Tempio (1946-1947) e documenti del restauro 1919-1924. Per ragioni di spazio e per agevolare la lettura abbiamo omesso le note a piè di pagina.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 agosto 2013 )
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ISTRIA 1946: IL PLEBISCITO NEGATO DI PAOLO RADIVO
PUBBLICATO SU ATTI E MEMORIE DELLA SOCIETA' ISTRIANA DI ARCHEOLOGIA E STORIA PATRIA
2010 

Paolo Radivo 

ISTRIA, 1946: IL PLEBISCITO NEGATO (PRIMA PARTE)

  In questo saggio tratteremo dei vani spiragli che si aprirono nel 1946 per lo svolgimento di un plebiscito nella zona contesa fra Italia e Jugoslavia. Racconteremo la storia di questo plebiscito mancato, dei suoi proponenti, dei suoi sostenitori e dei suoi oppositori, delle loro rispettive ragioni, come pure dei motivi per i quali fu inesorabilmente bocciato. Finora pochi hanno affrontato tale scomoda questione, che chiama in causa precise responsabilità politiche insieme alle modalità verticistiche con cui le principali Potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale imposero all’Italia il trattato di pace.

Nell’ottobre 1946 il Comitato di Liberazione Nazionale per l’Istria pubblicò un opuscolo contenente proclami, mozioni, lettere e telegrammi inviati al presidente del Consiglio e ministro degli affari esteri Alcide De Gasperi fra il 3 maggio e il 5 ottobre dello stesso anno per esortarlo, fra l’altro, a chiedere il plebiscito.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 agosto 2013 )
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RICORDI DEL MIO VISSUTO di Mariuccia Pussini

(L'Arena di Pola 21 febbraio 2012 ) 

 Ricordi del mio vissuto
di Mariuccia Pussini

 

Ricordo me bambina di otto-dieci anni uscire dalla farmacia di nonno Nicola, a Cherso, stringendo nella mano le pasticche dolci di colore bianco, verdino, giallo e arancione che il nonno dava a Clara e a me, ogni pomeriggio, quando andavamo a salutarlo prima di incominciare la nostra passeggiata.

Poi venne il 25 luglio 1943. Caduta del regime fascista. Non tornammo più a Cherso per le vacanze estive. Era troppo pericoloso fare la traversata via mare.

Seguì il disastroso 8 settembre 1943, quando l’Italia firmò l’armistizio con gli alleati pur sapendo che sul suolo italiano c’erano ancora le truppe tedesche ormai diventate nemiche. I nostri poveri soldati furono lasciati allo sbando, senza alcun ordine superiore.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 agosto 2013 )
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La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale di Paolo Radivo
 La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale
di Paolo Radivo

La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale fu cauta, esitante, rinunciataria… fino a che lo scoppio della Prima guerra mondiale gli fornì l’occasione propizia per dirottare sull’Europa sud-orientale la politica di potenza avviata prima in Africa e poi anche nell’Egeo. L’unica parziale eccezione a tale prudente linea di condotta fu la guerra del 1866, quando si tentò di conquistare il Tirolo meridionale, il Litorale e la Dalmazia, ma in modo velleitario e perciò infruttuoso.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 12 marzo 2012 )
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