Menu Content/Inhalt
Home arrow Atti, memorie e documenti
Atti, memorie e documenti


1921, IL FUOCO SOTTO LE ELEZIONI - GLI INCIDENTI DI SPALATO - TRIESTE- MARESEGO
1921, IL FUOCO SOTTO LE ELEZIONI.
GLI INCIDENTI DI SPALATO - TRIESTE - MARESEGO

di Valentina Petaros Jeromela

Quando, in base al trattato di Rapallo, parti della Dalmazia e dell'Istria furono annesse all'Italia accanto alle problematiche del passaggio di sovranità, si crearono tutt'una serie di difficoltà e ostacoli che andavano risolti al più presto. Problemi cocenti erano la cittadinanza, la sovrapposizione legislativa e la coesistenza del diritto italiano e austriaco, la presenza di militari e d'impiegati ex austriaci, croati e loro posizione economica che andava parificata con quella degli impiegati italiani, i confini, i danni di guerra. . . e nel mentre in Italia si cercava di capire quale sistema elettivo era meglio, se quello proporzionale introdotto da Nitri, che secondo lui favoriva l'incontro tra proletariato e borghesia oppure se era meglio continuare a mediare tra Governo e Corona e cercare un equilibrio tra potere esecutivo e quello legislativo. Non presero però in considerazione l'elemento base: gli elettori.
Ultimo aggiornamento ( lunedý 13 novembre 2017 )
Leggi tutto...
 
IN VACANZA AD ORSERA

 Dal balcone sopra casa mia
di Anna Maria Crasti


Da un balcone sopra il cortile di casa mia, quella che era casa mia, scorgo la stanza dei miei genitori, dove sono nata. Di una casa si può dire che è sola? La guardo e provo una grande immensa solitudine. Le risate i giochi le grida di noi bambini, le voci dei grandi, la gente che entrava e usciva dalla bottega sono solo ricordi che mi perseguitano da tutta la vita. Non c’è segno di vita, gli scuri sempre chiusi eppure qualcuno ci abita.
Qualche volta sono entrata a casa mia: una tristezza indicibile La cucina è quasi la stessa di una volta, era di un candore abbagliante che ormai si è spento, sembra abbandonata. Era la vita di nonna Anna la fattora, piena di mille cose da fare in bottega, cucinava anche di notte se di giorno non lo poteva fare, attenta e sempre perfetta. Quando avevo sei anni e sono rimasta ad Orsera ostaggio dei titini mi ha curato con amore, tanto, perché non sentissi la mancanza di mamma e papà. Indimenticabile il ricordo delle sue braccia che mi stringevano amorose. Nel cortile c’era la tettoia, il regno di zio Bepi dove stazionava il Magirus verde scuro che lo zio, appassionato di meccanica manteneva in ottime condizioni.
È sera una delle tante dopo l’otto settembre 1943: sono incominciate a sparire tante persone mai più tornate.
Mamma e nonna sono in ansia, papà e zio non tornano. Nonna va davanti al grande portone marron lo spalanca, quasi ad affrettare il ritorno dei figli, si china ed appoggia l’orecchio a terra tentando di captare le vibrazioni del terreno procurate dal camion in arrivo. La rivedo fare quel gesto dal quale trasparivano ansia e paura che non esprimeva mai. Sono sempre tornati, solo a fine novembre 1946 papà non è tornato, per 40 giorni chiuso nel carcere di Parenzo.

Leggi tutto...
 
TRIESTE 3-6 NOVEMBRE 1954
Trieste, 3-6 novembre 1954:
il diario di una esule

6 novembre Sono stata a Trieste e ho vissuto giorni degni del nostro Risorgimento. Dalla fine della prima guerra mondiale unita all’Italia e dalla fine della seconda sfibrata dall’attesa e dall’incertezza, la città ha duramente sofferto il dramma della sua posizione di confine. Bisogna rileggere le pagine del “nostro riscatto” per comprendere l’entusiasmo di Trieste un’altra volta redenta. Il tricolore era esposto ovunque. I rappresentanti delle varie armi italiane erano acclamati e contesi. Le mule chiedevano (o prendevano) distintivi, stellette, penne dai cappelli degli alpini o dei bersaglieri di cui si ornavano come di trofei. La notte continuava il giorno per le strade e i ritrovi rimasti ininterrottamente aperti, dato il grande afflusso extracittadino. Anch’io ho partecipato attivamente, riuscendo a raggiungere (non so come) i punti nevralgici. A sera ero esausta, ma soddisfatta del mio contributo in presenza e in voce.
Leggi tutto...
 
LA STRAGE DI VERGAROLLA
«Riaprire un’inchiesta sulla strage di Vergarolla»

Il direttore de “L’Arena di Pola” Paolo Radivo ha presentato a Treviso e a Trento il suo libro La strage di Vergarolla (18 agosto 1946) secondo i giornali giuliani dell’epoca e le acquisizioni successive (editore Libero Comune di Pola in Esilio, Trieste 2016). A Treviso l’incontro, promosso dal Comitato provinciale dell’ANVGD, si è svolto nel pomeriggio di martedì 15 novembre nella Sala Verde di Palazzo Rinaldi davanti a un’ottantina di persone. Nella sua introduzione il presidente del Comitato, Bruno De Donà, ha definito l’eccidio di Vergarolla «uno dei delitti peggiori della storia dell’Italia repubblicana, la prima strage di stato, più orribile ancora di quella di Bologna». Non potendosi trattare di incidente visto che gli ordigni erano stati disinnescati, ha giudicato plausibile un’unica pista: quella dell’OZNA, «che sapeva tutto di tutti e conduceva una strategia del terrore». «Ma – ha aggiunto – l’inchiesta fu insabbiata in ossequio alla ragion di stato, tanto che finora nessuno ha pagato».
Leggi tutto...
 
DIALOGHI TRA ESULI E RIMASTI dibattito pubblico a Trieste

A Trieste dialoghi un po’ difficoltosi tra esuli e rimasti

(Arena di Pola gennaio 2016)

Si è svolto nel pomeriggio di martedì 1° dicembre 2015 nella Sala Tergeste del Savoia Excelsior Palace a Trieste un lungo dibattito pubblico dal titolo Dialoghi tra esuli e rimasti. L’intento dell’organizzatore, l’Università Popolare di Trieste, era quello di riflettere sul valore delle relazioni tra gli esuli istriano-fiumano-dalmati e gli italiani residenti in Slovenia, Croazia e negli altri Paesi dell’ex Jugoslavia, nonché sull’importanza della condivisione degli obiettivi per mantenere viva l’identità, la lingua e la cultura italiana in quei territori.

Ultimo aggiornamento ( lunedý 04 gennaio 2016 )
Leggi tutto...
 
NESAZIO: UNA LUNGA STORIA DAGLI ISTRI AI ROMANI

 (Arena di Pola settembre 2015)

Nesazio: una lunga storia dagli Istri ai Romani

Pubblichiamo di seguito la relazione su Nesazio letta dalla dott.ssa Kristina Mihovili─ç (Museo Archeologico dell’Istria) domenica 14 giugno 2015 all’Hotel Brioni durante il 59° Raduno degli Esuli da Pola.

Nesazio: storia e scavi
Il sito più importante e significativo per la storia dell’Istria è sicuramente l’antica Nesactium. Nella storia di Roma di Tito Livio, Ab Urbe condita, si trova la descrizione degli scontri e delle guerre tra Romani e Istri, come anche l’assedio del 178-177 a.C., con la caduta di Nesazio e il suicidio di Epulo, l’ultimo re degli Istri.
Da varie fonti scritte si sapeva che Nesazio era il centro protostorico del territorio Istrico, centro spirituale, di culto e amministrativo/politico, sede del re o regulus ereditario, che univa le varie stirpi Istriche o populi, guidati da principes. Dopo la caduta e l’occupazione romana, Nesazio, anche se politicamente distrutta, esisteva nella sfera spirituale-religiosa e gradualmente con le influenze romane è stata adeguata nelle costruzioni, nell’arte, nella cultura e nell’economia. Oltre che da Tito Livio, nei testi antichi Nesazio viene nominata anche da altri, come per esempio Plinio il Vecchio, poi da Tolomeo, e per ultimo dall’Anonimo Ravennate nel VI secolo.
Con il passare del tempo si perse memoria dell’esistenza o dell’ubicazione di Nesazio, però nella seconda metà dell’Ottocento diversi storici e altri studiosi Istriani si occuparono della questione (Luciani, Scampicchio, De Franceschi, Burton). Furono fatte ricerche sul territorio e poi ricerche nei documenti scritti, nei quali Pietro Kandler notò la somiglianza fra i toponimi Nesactium e Viza─Źe, alla quale giunse attraverso le varianti trovate nei testi medievali, come Isacium, Isaccio, Campi Isacii, Isazii, relativi alla località vicina al villaggio di Altura, dove si scorgevano importanti resti architettonici e altre rovine.

Ultimo aggiornamento ( sabato 05 settembre 2015 )
Leggi tutto...
 
VERGAROLLA: UNA STRAGE SU CUI VA FATTA PIENA LUCE DI PAOLO RADIVO
Paolo Radivo
Vergarolla: una strage su cui va fatta piena luce,
da “Fiume. Rivista di studi adriatici”, anno XXXV (nuova serie), n° 31, gennaio-giugno 2015, Roma 2015.

Cosa sappiamo oggi di certo sull’esplosione di Vergarolla?
Il 18 agosto 1946 a Pola, enclave di Zona A della Venezia Giulia sotto occupazione militare angloamericana, era una calda domenica di sole. L’Arena di Pola, ovvero il quotidiano edito dal Cln cittadino, aveva invitato la cittadinanza a partecipare a quella che avrebbe dovuto essere tanto una grande festa sportiva quanto una implicita manifestazione di italianità.
Il luogo prescelto era l’insenatura di Vergarolla, a sud-ovest della città, delimitata su un lato da un molo di pietra, da un pontile di legno e da baracche militari abbandonate. Al centro si trovava la sede della Società nautica «Pietas Julia» per le attività balneari e veliche, con alcuni capannoni e una tettoia. Sull’altro lato c’era invece una spiaggia e, pochi metri più all’interno, una pineta erbosa.

Sulla spiaggia, a poca distanza dal mare, giacevano abbandonati e incustoditi dal maggio 1945 una trentina di ordigni reclamati dalla Jugoslavia come preda bellica, ma sotto la responsabilità del Governo militare alleato (Gma) in attesa che la Commissione sui bottini di guerra ne decidesse la destinazione finale. Nessuna recinzione o custodia ne impediva l’accesso, e non vi era nemmeno un cartello che ne segnalasse la pericolosità. Così molti ci passavano tranquillamente vicino e i bambini erano soliti giocarci sopra.
Leggi tutto...
 
LE STORIE ED IL DOLORE. IL DOLORE DELLA STORIA
LE STORIE ED IL DOLORE. IL DOLORE DELLA STORIA.
di Anna Maria Crasti
Esistono tante storie; ognuno ha la propria, personale. Poi, c'è la storia familiare ed, ancora, ogni famiglia ne può
avere tante.
C'è la storia di una comunità, piccola o grande, sia: paesana, cittadina, nazionale. Soprattutto la storia di una
Nazione diventa la Grande Storia.
Purtroppo, molte storie o Storie sono piene di dolore.
Ed eccone una personale, la mia, e quella familiare, della mia famiglia.
Leggi tutto...
 
LO STRAPPO STALIN-TITO

(Arena di Pola del 20/11/2014)

Lo strappo Stalin-Tito indebolì l’Italia verso la Jugoslavia

A metà pomeriggio di venerdì 17 ottobre 2014 lo storico Gaetano Quagliariello, impossibilitato a presenziare all’ottava edizione della Bancarella – Salone del libro dell’Adriatico orientale in corso a Trieste, ha letto in videoconferenza una relazione sul rapporto tra la “questione di Trieste”, il contesto internazionale e la situazione dell’Italia fra il 1945 e il 1954.
La riportiamo quasi integralmente.
Leggi tutto...
 
OSIMO NUOVE RIVELAZIONI

(L'Arena di Pola 22/09/2014)

Osimo: nuove rivelazioni
Paolo Radivo

Nel convegno sul Trattato di Osimo svoltosi in due sessioni il 21 e il 28 febbraio 2014 alla Biblioteca Statale di Trieste, l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia ha presentato il densissimo numero 2/2013 della propria rivista semestrale “Qualestoria”, incentrato sul tema: Osimo il punto sugli studi. Il volume (144 pagine) comprende un’introduzione del curatore Raoul Pupo e cinque brevi saggi che affrontano il tema sotto varie angolazioni: Una storia sbagliata? Uno sguardo al breve secolo dei rapporti italo-jugoslavi, dove lo stesso Pupo delinea le relazioni bilaterali dal 1918 al 1991; La politica estera italiana e la soluzione della questione di Trieste: gli accordi di Osimo del 1975, dove Massimo Bucarelli, basandosi su documenti segreti o riservati specie di parte italiana, spiega nel dettaglio la vicenda diplomatica; La Jugoslavia e il Trattato di Osimo, dove lo studioso serbo Saša Mišić fa altrettanto servendosi soprattutto di fonti jugoslave; Il dibattito pubblico sul Trattato di Osimo fra ragion di Stato e protesta locale, dove Diego D’Amelio illustra l’atteggiamento delle forze politiche nazionali e triestine e della stampa, nonché il terremoto politico suscitato a Trieste; L’Associazionismo adriatico: una risposta ad Osimo, dove Fabio Capano presenta in modo assai critico la linea seguita da Lega Nazionale, Unione degli Istriani, Associazione Nazionale Italia Irredenta e ANVGD. Infine Roberto Spazzali inquadra e trascrive una lettera indirizzata il 15 febbraio 1954 da Lino Sartori, direttore delle Finanze e dell’Economia della Zona A del Territorio Libero di Trieste, al presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi sull’ipotesi d’istituzione di una Zona franca per la città di Trieste.
I testi più innovativi sono quelli di Bucarelli e Mišić, che, svelando numerosi retroscena grazie a documenti inediti, danno risposta a tanti interrogativi finora insoluti. D’Amelio e Capano espongono invece dati in massima parte già noti.

Ultimo aggiornamento ( sabato 25 ottobre 2014 )
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 30 di 35