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RASSEGNA STAMPA
DIALETO E ...LINGUA
Dialeto e... lingua
Ogi go voia de parlar del nostro dialeto. In un tempo assai lontan su “L’Arena” le discussioni in merito se fasseva “calde”. Mi iero de larghe vedute. Ognidun che lo parlassi e lo scrivessi come che ghe pareva meo, ma ricordarse de esser ciari e no tropo astrusi nel esprimerse perché fra i letori poderia esserghe qualchedun che el nostro dialeto no lo conossessi.
Mi me ricordo che nei primissimi ani de scola, co gavevimo de risponder in lingua ale domande dela maestra, iera facile che ne scampassi l’espression... dialetal. E ela, afinché ciapassimo la bona abitudine de parlar coretamente  in italian, la gaveria volù che se sprimessimo in “cichera” anche quando che parlavimo fra noi, se no adiritura a casa.
Iera nela nostra classe diverse puteline che proveniva de altre parti del’Italia, dal nord al sud, e la maestra no riussiva a capacitarse come che le podessi esprimerse cussì ben in polesan, tanto che no ghe iera nissuna diferensa fra el suo modo de parlar in dialeto e el nostro de mulete polesane patoche.
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LA STRAGE DI VERGAROLLA ( 18 AGOSTO 1946)
Un libro di Paolo Radivo sulla strage di Vergarolla

E’ fresco di stampa il libro di Paolo Radivo La strage di Vergarolla (18 agosto 1946) secondo i giornali giuliani dell’epoca e le acquisizioni successive, edito dal Libero Comune di Pola in Esilio grazie a un progetto 2012 finanziato della legge statale 72/2001 e successive modifiche. Nel corposo volume (648 pagine) il direttore de “L’Arena di Pola” ricostruisce l’agghiacciante evento in base alle numerose testate giuliane di allora, riporta fedelmente quanto da esse pubblicato, fa poi un’ampia ricognizione di quanto emerso in seguito e infine conclude con proprie argomentazioni. Di seguito pubblichiamo l’introduzione del testo.

Questo volume storiografico è composto da tre capitoli.
Il primo, narrativo, analizza come i numerosi giornali giuliani dell’epoca raccontarono la strage di Vergarolla e i relativi sviluppi sotto ogni profilo. Il secondo capitolo consiste nella trascrizione di tutti gli articoli attinenti usciti sulle testate giornalistiche giuliane coeve di lingua italiana, slovena e croata di ogni tendenza politica. Il terzo capitolo, narrativo, compara le fonti dirette giornalistiche di allora con quelle archivistiche, giornalistiche, bibliografiche e orali successive. In questa parte finale si possono inoltre leggere alcuni documenti d’archivio inglesi e italiani finora inediti (almeno nella loro versione integrale e/o nella loro traduzione italiana).
Ultimo aggiornamento ( mercoledý 15 giugno 2016 )
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60┬░ RADUNO DEGLI ESULI DA POLA

60° Raduno egli Esuli da Pola
Pola, 10-13 giugno 2016

Il Libero Comune di Pola in Esilio sta organizzando il 60° Raduno degli Esuli da Pola, il 6° consecutivo nella città d’origine, che si svolgerà da venerdì 10 a lunedì 13 giugno 2016 a Pola con base all’Hotel Brioni. Il programma di massima è per ora il seguente:

Venerdì 10 giugno
Pomeriggio: arrivo e registrazione dei radunisti all’Hotel Brioni.
Tardo pomeriggio: brindisi di benvenuto con saluto del Sindaco.
Cena in albergo.
Sera: riunione della Giunta e del Consiglio comunale.

Sabato 11 giugno
9.30: partenza in pullman per Albona e Arsia. Visita.
Pranzo al ristorante “Velo Kafe” (a base di pesce).
Pomeriggio: gita in battello da Porto Albona.
17.30: rientro in albergo.
Cena in albergo.
Sera: trasferimento in pullman alla Comunità degli Italiani di Pola per una serata tra esuli, residenti e rispettivi discendenti. Inaugurazione della mostra di Leonardo Bellaspiga Sulle ali della bora, nel ruggito del Leone. Da Trieste a Cattaro sulla rotta di Venezia e proiezione del documentario di Alessandro Quadretti L’ultima spiaggia.

Domenica 12 giugno
Ore 9.00: partita di calcetto tra la rappresentativa dell’LCPE (“Grion Pola”) e una squadra della Comunità degli Italiani di Valle (“Jovanotti”).
11.30: nel Duomo di Pola Santa Messa in italiano. Al termine consegna della benemerenza “Istria Terra amata” al celebrante Mons. Desiderio Staver.
Pranzo all’Hotel Brioni.
Primo pomeriggio: nella sala conferenze dell’Hotel Brioni, Assemblea degli Abbonati-Soci con relazione del Sindaco, approvazione dei bilanci e dibattito generale.
Cena all’Hotel Brioni.
Sera: nella sala conferenze dell’Hotel Brioni, presentazione del libro di Paolo Radivo sulla strage di Vergarolla e del libro di Donato Mutarelli La terra rossa; lettura di poesie di Roberto Hapacher e Magda Rover.

Lunedì 13 giugno
Mattina: visita alla spiaggia di Vergarolla o, in alternativa, a uno dei forti di Pola, oppure al Castello o, altrimenti, al centro cittadino.
Pranzo di congedo.
Partenze.


Ultimo aggiornamento ( mercoledý 15 giugno 2016 )
 
LA BENEMERENZA "ISTRIA TERRA AMATA" AL PROF. ULDERICO BERNARDI
Pola 15 giugno 2015

 Il sindaco Canevari ha quindi introdotto il protagonista della serata. «Il prof. Bernardi – ha fatto presente – è soprattutto un amico, una persona di cultura con un curriculum di due pagine che non vuole che io legga. Ci accomuna l’essere entrambi del 1937. Ci accomuna poi l’amore per l’Istria: un amore ovvio per me, ammirevole e immenso da parte del prof. Bernardi. Lui parla come noi. Infine ci accomuna una grandissima ammirazione per Fulvio Tomizza, uno che sofferse per la sua natura. Non nascose mai di essere metà italiano e metà croato. Ebbe grandissime difficoltà. Quando lo conobbi mi diede l’impressione di un uomo triste che non era riuscito a far capire il suo dramma».

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Ultimo aggiornamento ( mercoledý 04 maggio 2016 )
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STORIELE DE UNA VOLTA

D’estate a Pola co tornavimo a casa dai bagni a Sisplass se fermavimo a sena dai noni materni. Là rivava anche papà, e po’ tuti insieme con zio Gianni (Jani per nona Rosa) e i cugini se magnava in compagnia con gran contentessa. Quei iera momenti assai bei per la Rita e per mi, anche se gavevo tuto el tempo adosso i oci atenti de mama. E po’ se sentavimo tuti fora in giardin a goder l’aria dela note, a scoltar el “canto” dei grili e a contemplar le stele.

De quele bele serate in compagnia tornavimo a casa a piedi gavendo fato tuto el Stradon, po’ passavimo per el centro-cità e, rivadi al’altessa del ospidal, giravimo per trovarse a casa nostra. Una passegiada abastansa longa che noi mulete la fassevimo a brasseto de mama sercando de colegar i nostri passi con i sui. E che contente che ierimo co rivavimo a marciar tute e tre insieme!

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