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RASSEGNA STAMPA
DON EDOARDO GASPERINI - EDUCATORE

DON EDOARDO GASPERINI E' MANCATO A GORIZIA IL 19 FEBBRAIO 2017
- I FUNERALI A FOSSALON DI GRADO - GORIZIA
MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO ALLE ORE 14.

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 Nato nel 1920 a Capodistria da poco ricongiunta all’Italia, qui crebbe e frequentò il seminario interdiocesano. Mentre il secondo conflitto mondiale in pieno atto proiettava già i suoi cupi presagi su quelle terre di confine, fu destinato a Pola dove nella locale Associazione Giovanile Cattolica cominciò quella esperienza di educatore che ha poi virtuosamente proseguito per tutti gli anni a venire.

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UN MULO RICORDA LA SUA CITTA' NEL DECENNIO 1930-1940

A partire da questo numero, per alcune puntate, un 91enne esule polesano che preferisce l’anonimato ci racconterà in dialetto, sulla base delle sue reminiscenze e di sue ricerche storiche, la Pola che fu dal 1930 al 1940.

Dopo un lungo letargo del dopoguera, nel 1930 Pola se sveia tra una metamorfosi de atività urbana e aparente prosperità economica. Sto decenio xe pien de vita alegra. Se bala per ogni canton. A le osterie no ghe manca i clienti.

In fin dei conti Pola xe sempre stada ’na neta cità. Anca in tempi de miseria. I pompieri co le cisterne a geto de acqua lava le strade del centro. I scovassini del municipio tien nete quele de la periferia. El cucer col caro de cavai do volte al giorno ingruma le scovasse de casa.
De domenica prima de mesogiorno, con tempo permetendo, la banda musical del Municipio, soto la diression del maestro Bucavelli, dà concerti in piassa Port’Aurea visavì al cafè Italia.

D’estate le feste del mar coi foghi artificiai xe un spetacolo de veder. L’undici de novembre xe’l giorno de San Martin. Festa de l’uva e novo vin. I Bumbari, con cari tiradi de mansi e mussi decoradi con vide e graspi de uva, se cala zo de Dignan. In piassa Port’Aurea le bele mule vestide in costume tradissional, con ceste carighe de uva e bocalete, xe pronte a ofrir un sluc de vin novo. Xe alegria fra tuti. E se canta.
I disi che Dignano la xe bela / con tante signorine che ci stano. / Son tute fate a penelo. / Non ti scordar di me. / Quando le vedo là / el paradiso me par de veder. / E non ti scordar di me.
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APPELLO DEL SINDACO TULLIO CANEVARI
Un appello del Sindaco LCPE per superare il difficile momento

Cari polesani,
sono ormai alcuni mesi che L’Arena di Pola non entra nelle vostre case, come avveniva da decenni.
Ciò è la dolorosa conseguenza di una situazione assolutamente indipendente dalla nostra volontà: la nostra Associazione vive delle quote associative, del generoso contributo degli associati, di qualche elargizione, che però non sono sufficienti a coprire tutte le spese che la gestione comporta, in primo luogo i costi per la redazione, la stampa, la diffusione del nostro giornale.

Queste attività non sono possibili senza il contributo pubblico, che copre la maggior parte dei costi. Il contributo, a causa di infernali meccanismi burocratici, è fermo al 2012, nonostante le reiterate, pressanti, drammatiche richieste avanzate da tutte le Associazioni, guidate soprattutto da Federesuli, nella persona del suo presidente Antonio Ballarin.

Poiché ho avuto da più parti segnali che molti di voi non sono al corrente di tutto ciò, sicuramente non per colpa vostra, ma perché non è stato possibile raggiungervi con informazioni aggiornate, ho ritenuto opportuno inviarvi questo messaggio.
Faccio appello alla vostra pazienza, nell’attesa che presto L’Arena di Pola possa tornare a raggiungere tutti voi, che costituite la nostra grande famiglia. In questa emergenza L’Arena viene spedita tramite computer a chi ha fornito alla redazione il proprio indirizzo e-mail (posta elettronica), sinora circa il 28% dei Soci.

Faccio appello alla vostra generosità, affinché con le vostre quote associative vogliate contribuire, almeno in parte, al superamento di questo difficile momento. La nuova quota associativa è di euro 35 per l’Italia e l’Europa, 65 per gli Usa, 72 per l’Australia e 10 per parenti senza invio del giornale.

Mando a tutti i miei auguri più calorosi, più che opportuni in questi giorni di gelo, perché il nuovo anno sia più caldo, più sereno, più tranquillo.
Spero di vedervi, numerosi ed entusiasti, al Raduno 2017, dal 10 al 13 giugno: saranno 70 anni da quando abbiamo lasciato Pola; sarà l’occasione per ritrovarci, per partecipare a momenti di intensa attività culturale, per conoscere luoghi forse mai visitati, per incontrare i polesani rimasti a difendere la civiltà latina, per raccoglierci davanti al monumento alle vittime di Vergarola, finalmente completato.

Per chi vorrà farlo… già da domani, approfitto per anticiparvi qualche dato per le adesioni: vanno indirizzate solamente a Maria Rita Cosliani, tel. 0481 522683, cell. 329 4430363, con orario 10-12 oppure 15-17, o tramite posta elettronica: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , che vi ragguaglierà sulla sistemazione e sui costi,; il versamento dell’acconto di 100 euro va versato sul conto corrente postale de L’Arena di Pola 38407722 o sul conto bancario del Libero Comune di Pola in Esilio IT10I0200812105000010056393; il saldo della cifra totale a seconda della sistemazione scelta andrà effettuato con bonifico sullo stesso conto su cui è stato versato l’acconto.

L’Assemblea che si terrà durante il Raduno eleggerà il nuovo Consiglio, il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti e il nuovo Collegio dei Probiviri; chi desidera candidarsi invii la propria candidatura a mezzo posta o via e-mail alla Redazione de L’Arena di Pola.

Hotel Brioni - Verudella - Pola - dal 10 giugno al 13 giugno 2017

Un saluto fraterno a tutti e un arrivederci
Padova, 25 gennaio 2017
Tullio Canevari
 
LO STATO PROMETTE MA NON MANTIENE

Editoriale di febbraio del direttore Paolo Radivo

Il 12 febbraio 2015, al tavolo di concertazione con le associazioni degli esuli, i rappresentanti del Governo si impegnarono a convocare ogni 15 giorni dei sotto-tavoli specifici per trovare risposte comuni agli 11 punti presentati dagli esponenti istriano-fiumano-dalmati:

1) equa soluzione con le inadempienti Slovenia e Croazia dell’inapplicato Accordo di Roma (18 febbraio 1983) sui beni espropriati dalla Jugoslavia ai cittadini italiani nell’ex Zona B del TLT;

2) rivalutazione dei coefficienti degli indennizzi versati dal Governo italiano agli esuli per tutti i beni loro sottratti dalla Jugoslavia, onde equipararli ai profughi dalle ex colonie e da Paesi mai soggetti alla sovranità italiana;

3) sveltimento delle procedure attuative della legge 72/2001 e successive modifiche sui contributi statali ai sodalizi degli esuli e affini;

4) inserimento nelle linee guida per le scuole secondarie superiori del tema Il Trattato di pace di Parigi e le sue conseguenze per l’Italia;

5) attuazione dell’obbligo imposto dalla legge 54/1989 alle amministrazioni pubbliche di indicare unicamente il nome italiano del luogo di nascita degli esuli e soluzione dei problemi connessi alla lettura dei loro codici fiscali da parte dei sistemi anagrafici informatizzati;

6) estensione della legge 194/2006 sul riacquisto della cittadinanza italiana anche ai discendenti dei cittadini italiani residenti nei territori dalmati non annessi al Regno d’Italia con il Trattato di Rapallo (1920);

7) consegna della Medaglia d’oro al valor militare concessa nel 2001 dal presidente Ciampi all’ultimo gonfalone di Zara italiana;

8) degna sepoltura dei resti dei cittadini italiani uccisi nelle foibe o nei bombardamenti aerei e rimasti in fosse comuni dell’Adriatico orientale, salvaguardia delle tombe monumentali e civili con epitaffi in italiano e realizzazione di una lapide nel Sacrario militare di Zara;

9) riconoscimento della qualifica di perseguitato politico, con i rispettivi contributi previdenziali, agli esuli un tempo forzatamente trattenuti e deportati in Jugoslavia;

10) potenziamento del Consolato generale d’Italia a Fiume;

11) proroga perpetua dei termini per le domande di assegnazione delle onorificenze ai familiari degli “infoibati” e ampliamento anche a soggetti istituzionali del diritto di presentarle.

Ebbene: in questi due anni dal 12 febbraio 2015 il Governo italiano non ha mai riconvocato il tavolo di concertazione né ha fatto partire i sotto-tavoli tematici, venendo meno con ciò alle promesse spontaneamente fatte. Solo grazie a una propria autonoma iniziativa, il Parlamento ha approvato nel febbraio 2016 un emendamento che proroga di appena 10 anni (dal 2014 al 2024) i tempi per la presentazione delle istanze di riconoscimento dell’insegna metallica e del diploma ai familiari degli “infoibati”.

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