Menu Content/Inhalt
Home
RASSEGNA STAMPA
EL "POPCORN" NO XE STA' INVENTA' DAI MERICANI

Un giorno me trovavo int’un supermarket e go visto una siora con un sacheto de popcorn in man che la ghe contava al nipotin che co’ la iera putela picia come lu no’ la conoseva sta diavoleria de popcorn e che in Italia  solo dopo la guera ne lo ga fato conoser i mericani che i lo ga inventado. Mi me son rivolto a ’sta siora: «Mi permette signora, devo correggerla su un particolare; è vero che gli americani han fatto conoscere il popcorn agli italiani alla fine della guerra, ma non l’hanno inventato loro». E ghe go spiegado par somi capi quel che ve voio contar qua soto. Qua in Italia xe credensa che ’l popcorn xe una invension dei mericani parché i ne lo ga fato conoser dopo la fin de la guera, insieme a tante altre robe bele e anca meno bele.

Gnente de più falso, almeno per quanto posi riguardar la “primogenitura” de sto pasatempo alimentar. No’ me ri∫ulta infati che ’l popcorn (leteralmente formenton s’ciopà) fusi conosudo in qualche parte de l’odierna Italia, ma poso afermar che in Istria i lo conseva de quel tempo; no so se in tuta l’Istria, ma de sicuro a Bogliun (Bogliuno), che saria el paese dove son nato, e no so se in tuto Bogliun, ma de sicuro in ca∫a Giacich, o mejo in ca∫a Suplina che saria quela de mia nona paterna. Me contava infati mio papà che sua mama la di∫eva che ’diritura ∫a sua nona la lo faseva. Più indrio nel tempo no’ savario andar. Ma vedemo de far un fià de conti par stabilir una cronologia fin dove podemo rivar con bona aprosimasion.
Ultimo aggiornamento ( giovedý 30 luglio 2015 )
Leggi tutto...
 
Editoriale del mese di agosto del direttore Paolo Radivo

POLA: NUOVAMENTE VANDALIZZATA LA FOTO DEL DOTTOR MICHELETTI

A Pola per l’ennesima volta ignoti vandali hanno brutalmente danneggiato e asportato la foto del dottor Geppino Micheletti, che campeggiava sulla sinistra della targa a lui dedicata nel 2007 con la scritta bilingue italiano-croato: «In memoria del medico chirurgo Geppino Micheletti – 18.07.1905 - 8.12.1961 – cittadino benemerito di Pola – Pola, Pula 2007». Della foto è rimasta quasi solo la cornice. La targa si trova alla destra del cippo eretto nel 1997 a ricordo della strage nel Parco ora denominato “Vittime di Vergarolla”.

Ultimo aggiornamento ( giovedý 30 luglio 2015 )
Leggi tutto...
 
ABBONAMENTI
Abbonamenti: avviso ai ritardatari
Invitiamo i ritardatari a rinnovare quanto prima l’abbonamento a “L’Arena di Pola”, che comporta automaticamente anche l’iscrizione al Libero Comune di Pola in Esilio. Rammentiamo che tale abbonamento-iscrizione dura per l’anno solare da gennaio a dicembre, indipendentemente dalla data in cui viene effettuato. Se il ritardo dovesse protrarsi ancora, saremo costretti, nostro malgrado, a sospendere l’invio postale del giornale cartaceo e a cancellare la persona dall’elenco dei soci.

Per il 2015 le quote sono invariate: Italia ed Europa € 30,00; Americhe € 60,00; Australia € 66. Chi al bollettino di conto corrente postale preferisse il bonifico potrà effettuarlo in banca o tramite internet intestandolo a «Libero Comune di Pola in Esilio, Via Malaspina 1, 34147 Trieste» e digitando il codice IBAN dell’UniCredit Agenzia Padova Moro: IT 10 I 02008 12105 0000 10056 393. Se invece abita fuori dall’Italia ma sempre in Europa dovrà scrivere altresì il codice BIC: UNCRITM1N97. Vanno sempre specificati nome, cognome e indirizzo. La causale è: «Abbonamento a “L’Arena di Pola” 2015».

Si può altresì donare un abbonamento a qualche familiare, amico o conoscente interessato, affinché il nostro mensile possa avere maggiore diffusione e sostegno.

I Soci residenti negli USA potranno versare la quota d’abbonamento (pari a € 60,00) inviando un assegno intestato a: Livio Devescovi - 618 NW Lilac Place - Lee’s Summit MO 64081 - USA. L’amico Livio è a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione ai seguenti recapiti: tel. 081 62464542; e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

I Soci residenti in AUSTRALIA potranno versare la quota (pari a € 66,00) inviando un assegno intestato non più a Carlo Rosenberg, ma a: Elvia Babich - 14 Redden Street - Felixtow SA 5070. L’amica Elvia è a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione ai seguenti recapiti: tel. 08 81652792; e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

I Soci residenti in CANADA potranno invece versare la quota (pari a € 60,00) inviando un assegno intestato a: Claudio Antonelli - 3355 Avenue Appleton - Montreal, Quebec - H3S 1L7. L’amico Claudio è a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione ai seguenti recapiti: tel. 0514 739 2965; e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
CERIMONIE
 il 18 agosto le cerimonie a Pola
Martedì 18 agosto si terranno a Pola, come ogni anno, le cerimonie in memoria delle innocenti vittime della strage di Vergarolla. Il loro numero totale (si parlò di 110-116) non è mai stato esattamente quantificato, vista le terribili conseguenze della devastante esplosione. 65 furono le vittime identificate, 23 delle quali di età inferiore ai 21 anni, cioè allora minorenni. Erano tutte italiane di sentimenti italiani, perlopiù residenti a Pola. Alcune vi avevano trovato rifugio dall’Istria sotto occupazione jugoslave. Numerosi furono i feriti.
Lo scoppio si verificò alle 14.15 del 18 agosto 1946. Era una calda domenica di sole e numerosi partecipanti alle gare sportive patriottiche, spettatori e semplici bagnanti gremivano tanto la spiaggia quanto la pineta di Vergarolla.
Sia le indagini delle autorità alleate, sia le testimonianze anche successive, sia la dinamica dei fatti portano alla conclusione che fu una strage intenzionale volta a deprimere il morale dei polesi filo-italiani, cioè la maggioranza della popolazione, nel momento in cui alla Conferenza della pace di Parigi si stavano decidendo le sorti della città.
In assenza di un processo, gli autori e i mandanti non sono ancora stati ufficialmente individuati, benché molti elementi avvalorino la pista dei servizi segreti jugoslavi.
Anche per il 69° anniversario di quel criminale eccidio le cerimonie polesi sono state promosse dalla Comunità degli Italiani di Pola in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio.
Nel Duomo cittadino, a partire dalle ore 10, Mons. Desiderio Staver celebrerà una Santa Messa di suffragio in lingua italiana.
Al termine, verranno deposte corone di fiori ai piedi del cippo memoriale che nell’attiguo Parco Vittime di Vergarolla ricorda l’evento. Un cippo che il Libero Comune di Pola in Esilio chiede venga integrato con i nomi e le età delle vittime identificate e l’ora esatta dell’esplosione.
Successivamente altre corone verranno deposte nel Cimitero di Marina presso il Sacrario italiano e nel Cimitero civico di Monte Ghiro sulla tomba della famiglia Saccon, che contiene le spoglie di 26 delle vittime identificate.
Il Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio arch. Tullio Canevari si pregia di invitare la S.V. a partecipare a questi momenti di doveroso raccoglimento collettivo.
Nel primo pomeriggio una delegazione del Libero Comune di Pola in Esilio farà visita alla Comunità degli Italiani di Sissano.
 
VERGAROLLA: UNA STRAGE SU CUI VA FATTA PIENA LUCE DI PAOLO RADIVO
Paolo Radivo
Vergarolla: una strage su cui va fatta piena luce,
da “Fiume. Rivista di studi adriatici”, anno XXXV (nuova serie), n° 31, gennaio-giugno 2015, Roma 2015.

Cosa sappiamo oggi di certo sull’esplosione di Vergarolla?
Il 18 agosto 1946 a Pola, enclave di Zona A della Venezia Giulia sotto occupazione militare angloamericana, era una calda domenica di sole. L’Arena di Pola, ovvero il quotidiano edito dal Cln cittadino, aveva invitato la cittadinanza a partecipare a quella che avrebbe dovuto essere tanto una grande festa sportiva quanto una implicita manifestazione di italianità.
Il luogo prescelto era l’insenatura di Vergarolla, a sud-ovest della città, delimitata su un lato da un molo di pietra, da un pontile di legno e da baracche militari abbandonate. Al centro si trovava la sede della Società nautica «Pietas Julia» per le attività balneari e veliche, con alcuni capannoni e una tettoia. Sull’altro lato c’era invece una spiaggia e, pochi metri più all’interno, una pineta erbosa.

Sulla spiaggia, a poca distanza dal mare, giacevano abbandonati e incustoditi dal maggio 1945 una trentina di ordigni reclamati dalla Jugoslavia come preda bellica, ma sotto la responsabilità del Governo militare alleato (Gma) in attesa che la Commissione sui bottini di guerra ne decidesse la destinazione finale. Nessuna recinzione o custodia ne impediva l’accesso, e non vi era nemmeno un cartello che ne segnalasse la pericolosità. Così molti ci passavano tranquillamente vicino e i bambini erano soliti giocarci sopra.
Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 6 di 696